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PER BLOCCARE PROCEDIMENTI SU REATI SINO AL 2001

Governo studia la norma salvapremier
Se passa, salta il processo Mills
Veltroni: "Il dialogo รจ a rischio"

Per ora, nessun atto ufficiale, ma indiscrezioni sempre più insistenti parlano di un progetto per imporre lo stop ai dibattimenti che "non destino grave allarme sociale". In tal caso, la sentenza del processo milanese a carico di Berlusconi verrebbe rinviata a tempo indeterminato con il rischio della prescrizione

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Silvio Berlusconi Roma, 16 giugno 2008 - Come un uragano, la norma salva Berlusconi sta per far saltare la luna di miele fra la maggioranza e l'opposizione (Partito Democratico) riproponendo la questione dei provvedimenti ad personam. Per il momento non c'è nulla di ufficiale, ma l'obiettivo è semplice: con la scusa di imporre lo stop a tutti i processi "che non destino grave allarme sociale" per i reati commessi sino al 2001 (guarda caso, in ballo c'è anche la vicenda che concerne Silvio), si trova il modo di rinviare il più a lungo possibile la sentenza del processo Mills dove il premier è imputato di corruzione in atti giudiziari e la cui sentenza è attesa nel gior di poche settimane.

 

Per riuscirci, dicono negli ambienti del Popolo delle Libertà, bisogna raggiungere l'obiettivo di creare le precondizioni per introdurre regole che prevedano l'immunità e la sospensione di ogni iniziativa giudiziaria per i vertici dello Stato. In pratica un emendamento al decreto sicurezza che potrebbe ''creare le condizioni'' per introdurre, in un momento successivo, norme sulla falsariga di quelle contenute nel cosiddetto 'Lodo Schifani'. Misure che sarebbero prese ''secondo le indicazioni date a suo tempo dalla Corte Costituzionale''.

 

Se ne discuterà a Palazzo Chigi. Da ambienti di Alleanza Nazionale si conferma che ''c'è una discussione in atto perchè la questione è nell'aria, ma nessuna decisione è stata presa'' . La Consulta, il 13 gennaio 2004, dichiarò l'illegittimità del Lodo Schifani per violazione dell'articolo 3 (principio di uguaglianza) e 24 (diritto di difesa) della Costituzione. L'opposizione tira già bordate durissime, a cominciare da Antonio Di Pietro che, del contrasto alle leggi ad personam, ha fatto il suo cavallo di battaglia. In sede istituzionale, il vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Nicola Mancino, avverte: "Per varare norme del genere ci vuole una legge costituzionale". Il Qurinale tace, ma ha già fatto trapelare tutta la sua preoccupazione.
 










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