Il Governatore di Bankitalia sceglie la platea dell'Aspen per lanciare un nuovo richiamo alla sostenibilità del costo della vita. Non solo, ma è anche "minacciata la tranquillità" dei risparmi
Roma, 1 luglio 2008 - Nuovo allarme di Mario Draghi sui salari che "perdono potere d'acquisto". Il Governatore di Bankitalia sceglie la platea dell'Aspen per lanciare un nuovo richiamo alla sostenibilità del costo della vita. Non solo, ma è anche "minacciata la tranquillità" dei risparmi.
Ma è l'intero sistema economico italiano ad essere sotto esame: ottimista la posizione di Henry Kissinger, segretario di Stato Usa con la presidenza Nixon, secondo cui l'Italia "ce la farà". Una convinzione, quella di Kissinger, condivisa dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano che ha aggiunto: "A condizione che accetti i sacrifici, che abbia fede per affrontare i dsacrifici necessari per costruire il futuro".
Esorta invece a combattere il rischio stagflazione, Emma Marcegaglia. A giudizio del leader degli industriali, occorre infatti "che ci sia da parte del Governo una politica attenta a far ripartire la crescita con interventi forti nelle infrastrutture". E, in un'intervista all'Agi, il premio nobel per l'Economia Edmund S. Phelps ha osservato: "È parecchio tempo che non ho più focalizzato sull'economia italiana, ma sono d'accordo con l'opinione di molti economisti che è vitale ritornare ad una crescita economica e necessario introdurre una serie di riforme che favoriscano una maggiore crescita".
Tornando a Draghi, il numero uno di via Nazionale ha avvertito inoltre che davanti agli squilibri della globalizzazione, la risposta non va comunque cercata in "formule protezionistiche" nel commercio internazionale. A suo giudizio, "la libertà di commercio internazionale è oggi messa in discussione come mai dagli anni '80". Il numero uno di Palazzo Koch ha ricordato che "i negoziati per una ulteriore liberalizzazione lanciati a Doha nel 2001 sono in stallo. Sia nei Paesi avanzati, sia in quelli emergenti - ha proseguito - le opinioni pubbliche sono disilluse e allarmate dalla globalizzazione. Il compito dei governi non è facile". Draghi ha evidenziato che "i frutti dell'economia mondializzata si sono distribuiti in modo diseguale tra i diversi gruppi sociali. Le opinioni pubbliche sono frastornate da un mondo confuso. Nella crisi, cercano rassicurazione".
Il governatore ha quindi messo in guardia contro i pericoli della limitazione degli scambi commerciali. "Capisco - ha affermato - che i governi riscoprano il valore di formule protezionistiche. La libertà dei commerci può sembrare un rischio; il protezionismo, un ristoro. Ma un problema di distribuzione del reddito - ha ammonito - non si risolve inaridendo una delle fonti più importanti del reddito stesso.
È interesse comune sulle due sponde dell'Atlantico adoperarsi per mantenere un climo propizio allo sviluppo ordinato del commercio e degli investimenti internazionali, fondato su un insieme di regole che siano soprattutto eque".
Il consiglio dei ministri ha dato l'ok al nuovo ddl. Le intercettazioni saranno possibili per reati con pena dai 10 anni, ma anche quelli contro la pubblica amministrazione