Il direttore di RaiFiction è rientrato in azienda dopo il reintegro deciso dal giudice del lavoro che aveva dichiarato illegittima la sospensione cautelare. Contro il reintegro la Rai ha preannunciato ricorso al tribunale del lavoro, e inoltre ha notificato una nuova contestazione disciplinare che conferma i quattro capi di imputazione
Roma, 3 luglio 2008 - Agostino Sacca' e' tornato questa mattina sulla sua poltrona di direttore di Rai Fiction, una delle 'posizioni' piu' ambite di viale Mazzini. Lo ha fatto dopo che la settimana scorsa il giudice del lavoro di Roma aveva dichiarato "illegittima" la sua 'sospensione cautelare' decisa a dicembre dalla Rai, in relazione alla vicenda delle intercettazioni telefoniche.
Contro il reintegro di Sacca la Rai ha gia' preannunciato ricorso al tribunale del lavoro, e inoltre l'azienda ha notificato questa sera una nuova contestazione disciplinare al direttore di Rai Fiction che conferma i quattro capi di imputazione (intrommissione nella nomina di vertici aziendali tramite interventi politici, il progetto 'personale' Pegasus con la creazione di una societa' di produzione Fiction, l'altro progetto di una citta' della Fiction in Calabria e le segnalazioni di soubrette) con le aggravanti emerse nel corso dell'acquisizione delle ultime intercettazioni telefoniche dalla Procura di Napoli il 16 maggio scorso.
A completare il quadro c'e' da segnalare che l'8 luglio il Gup di Napoli dovra' pronunciarsi sulla richiesta di rinvio a giudizio di Sacca' all'interno di un procedimento sui risvolti penali delle intercettazioni. Insomma la vicenda e' ancora molto 'fluida'.
Oggi e' scoppiato l'ennesimo 'caso'. Tre consiglieri di amministrazione, Giuliano Urbani, Marco Staderini e Angelo Maria Petroni hanno restituito i testi delle intercettazioni relative ad Agostino Sacca' che avevano ricevuto nel corso dell'ultimo cda di martedi'.
La motivazione addotta dai tre consiglieri in una lettera di accompagnamento al plico contenente 148 intercettazioni del dg di Rai Fiction, ritenute rilevanti per l'indagine interna dall'Interna auditing, sulle 8.452 ricevute dalla Procura di Napoli, e' che la documentazione e' frutto di "un comportamento che riteniamo improprio, a partire dalla selezione delle stesse trascrizioni''.
Sulla consegna del plico contenente le trascrizioni delle intercettazioni ai consiglieri nel corso del cda ci sono versioni contrastanti. Per Urbani, Staderini e Petroni la documentazione e' stata consegnata dalla direzione generale di propria iniziativa. Per il dg, invece, le trascrizioni sono state richiesta da alcuni consiglieri, come risulterebbe dal verbale del consiglio, e comunque da tutti ritirate senza sollevare obiezioni. Poi ieri la restituzione da parte dei tre consiglieri del centrodestra. Peraltro Urbani, Staderini e Petroni hanno inviato i plichi a Cappon che li ha rimandati al mittente precisando che non puo' essere lui il destinatario della documentazione, ma la segreteria del cda.
In gioco c'e' l'utilizzo delle intercettazioni della Procura di Napoli ad uso 'interno' Rai. Un passaggio contestato dai legali di Sacca' che ieri hanno fatto un ricorso al Garante della Privacy, contestando "l'utilizzo da parte dell'azienda di intercettazioni telefoniche ordinate dalla magistratura (ma penalmente irrilevanti) per giudicare un suo dipendente" oltre a sollevare dubbi sulla liceita' del fatto che la Rai possa conoscere "le conversazioni strettamente personali, gli affetti o lo stato di salute che non hanno nulla a che fare ne' con il procedimento penale ne' con quello disciplinare".
A questo passo oggi si e' aggiunta oggi la richiesta, sempre da parte di legali del direttore Fiction, alla Rai di ''accesso alla documentazione e ai regolamenti interni in base ai quali e' stata preparato un fascicolo con le trascrizioni di intercettazioni che erano state trasmesse dai magistrati solo in forma multimediale''.
I difensori di Sacca' contestano il deposito e la consegna "a terzi delle intercettazioni che non sono funzionali al perseguimento di alcun reato''. Inoltre ''la trascrizione di dette intercettazioni non risulta effettuata nei modi e con le garanzie di legge''. Insomma una strategia volta a rendere inutilizzabili le intercettazioni telefoniche per il giudizio interno alla Rai sul comportamento di Sacca', per il quale il dg dovra' proporre eventuali sanzioni e il consiglio deliberare.
La Rai contesta la posizione dei legali del direttore della Fiction: le intercettazioni sono "state legittimamente acquisite dal fascicolo del Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli" che ha "rilasciato la documentazione alla Rai in quanto parte offesa come tale costituita e, pertanto, legittimata a riceverla". Inoltre "il trattamento a fini disciplinari dei dati contenuti nelle intercettazioni, trova sicuro fondamento legittimante nel Codice della privacy".
La nuova contestazione disciplinare allunghera' i tempi per una conclusione dell' istruttoria: Sacca' ha ora cinque giorni di tempo per rispondere e potra' chiedere di essere nuovamente audito dall' Internal Auditing. A questo punto e' assai improbabile che il cda di mercoledi' prossimo 9 luglio possa risultare decisivo, anche perche' potrebbe alcune assenze importanti tra i consiglieri. Intanto, pero', Sacca' guarda gia' al futuro e a 'Panorama' annuncia che scrivera' un libro sulle sue peripezie giudiziarie.
ESPOSTO AL GARANTE
Agostino Saccà ha presentato un esposto al Garante della privacy, chiedendo che si pronunci con urgenza sull'uso fatto della Rai delle intercettazioni di sue conversazioni telefoniche trasmesse all'azienda dalla Procura di Napoli. In sostanza Saccà chiede se sia corretto, o viceversa violi i suoi diritti, l'uso da parte di viale Mazzini di quelle registrazioni per l'auditing interno nei suoi confronti, posto che esse sono penalmente irrilevanti e che coinvolgono, in quanto soggetti che conversavano con lui, numerose persone non accusate di alcun reato.
DAGOSPIA
Piersilvio contro Silvio. E in mezzo Agostino Saccà. Si arricchisce di una nuova puntata la saga degli intrecci Rai-Mediaset. Stavolta c'è il racconto che Bruno Ermolli, imprenditore, consulente e uomo di fiducia di Berlusconi, ha fatto la scorsa primavera ai pm napoletani nell'ambito dell'inchiesta per corruzione che coinvolge il premier e Saccà, accusato di aver favorito le attrici raccomandate dal Cavaliere in cambio di un sostegno ad una sua attività privata nel settore della fiction.
La vicenda è spiegata nei dettagli da L'Espresso in edicola domani. Ermolli (la stessa "eminenza grigia" che per Berlusconi si sta occupando anche della cordata italiana per Alitalia) ha raccontato al pm Vincenzo Piscitelli di un pranzo ad Arcore durante il quale è andato in onda uno scontro tra il Cavaliere e suo figlio. A dividere i due, l'opportunità di una partnership tra Mediaset e il manager Rai. Davanti alla tavola imbandita anche Marina Berlusconi, Fedele Confalonieri, l'amministratore delegato Fininvest Pasquale Cannatelli e la signora Rosa, la madre del Cavaliere. In quella riunione, nel settembre 2007, furono esplicite le resistenze di Piersilvio a legarsi a Saccà.
Il vicepresidente del gruppo di famiglia, già in un paio di occasioni, aveva frenato i tentativi del padre e di Confalonieri di strappare il direttore di Rai Fiction alla concorrenza. "Mentre io e Fedele - racconta Ermolli - demmo una valutazione positiva da verificare nello sviluppo progettuale, Piersilvio espresse una valutazione negativa. Io e Confalonieri eravamo quasi portatori di questa ipotesi e ritengo che Saccà e Confalonieri avessero parlato del progetto prima dell'incontro". Il progetto sarebbe proprio quello per il quale, secondo l'accusa, Berlusconi avrebbe offerto il proprio sostegno in cambio dell'aiuto di Saccà ("Ti contraccambierò quando sarai libero imprenditore").
Intanto, oggi il manager rientra a Viale Mazzini, reintegrato dal Tribunale del lavoro che ha annullato il provvedimento della Rai che lo aveva sospeso senza però pronunciarsi nel merito. Saccà ha già presentato un ricorso al Garante della privacy contro la Rai e l'utilizzo che l'azienda sta facendo delle 8.450 intercettazioni della procura di Napoli, sottoposte ora al vaglio dei componenti del comitato etico. Tra queste ce ne sono due che riguardano anche uno dei quattro giudici che dovranno decidere sulle contestazioni mosse al direttore di Rai Fiction dal direttore generale Claudio Cappon ("Saccà ha assunto iniziative funzionali agli interessi non della Rai ma di Berlusconi e del suo movimento").
Quel Rubens Esposito, dirigente dell'ufficio legale Rai, membro del comitato etico, al quale, come rivela L'Espresso, Saccà avrebbe risolto un problema per la sorella che voleva diventare dirigente di una Asl. In un colloquio telefonico Saccà si sarebbe attivato con Doris Lo Moro, all'epoca assessore alla Sanità in Calabria, ora parlamentare Pd. Poi il manager Rai spiega meglio la vicenda in una telefonata con Giancarlo Innocenzi, membro dell'Autority per le comunicazioni. Nelle intercettazioni che il comitato inizierà a esaminare nei prossimi giorni c'è tutto. Nessun illecito, ma la dimostrazione di uno stretto rapporto tra il "giudicato" e uno dei suoi giudici.
Il consiglio dei ministri ha dato l'ok al nuovo ddl. Le intercettazioni saranno possibili per reati con pena dai 10 anni, ma anche quelli contro la pubblica amministrazione