E' polemica tra il responsabile delle relazioni interreligiose della Diocesi e il ministro dell'Interno sul trasferimento del centro islamico
Milano, 7 luglio 2008 - "Di fronte ad accuse pretestuose e pregiudizi il governo va avanti. E se l'opposizione non vorrà seguirci arriverà al suicidio politico". Lo afferma il ministro dell'Interno Roberto Maroni in un'intervista al Corriere della Sera, rispondendo all'attacco della Curia milanese sul trasferimento della moschea di viale Jenner.
A Monsignor Bottoni che definisce il governo fascista e populista, Maroni replica: "Evidentemente il destino degli uomini per bene come me è ricevere insulti e non replicare. Mi hanno dato del razzista, del nazista e adesso ancora ingiurie. Io seguo la mia linea: non rispondo, spiego". "Io credo - prosegue - che chi fa queste critiche e usa questi toni abbia un problema di scarsa informazione. Noi non abbiamo parlato di chiudere la moschea, anche perché quello di viale Jenner è un centro islamico. Vogliamo trasferirlo in un altro luogo dove siano rispettate le norme igienico-sanitarie, urbanistiche, e i regolamenti comunali, cosa che invece ora non avviene assolutamente".
"E' giusto" che Bottoni "sia attento al rispetto dei diritti, ma allora dovrebbe preoccuparsi della negazione dei diritti dei cittadini milanesi che non possono dormire la notte, girare liberamente per il quartiere, fare ciò che è consentito nelle altre zone". "Il termine per risolvere la questione è fine agosto", sottolinea Maroni, ricordando che "la posizione della Chiesa viene espressa dalla Cei: osservo con rispetto e condivido la posizione di papa Ratzinger: accoglienza degli immigrati ma seguendo le leggi".
Intanto la Moratti non chiude la porta alla proposta del presidente della Provincia Filippo Penati di multare chi intralcia il passaggio sui marciapiedi, in relazione al caso della moschea, dove centinaia di fedeli si aggregano durante l'ora di preghiera. "È un'idea che si può studiare, ma insieme a quella vanno trovate alternative", ha commentato il sindaco.
Intervenuta a margine di un convegno sulle opportunità d'investimento in Libia per le imprese italiane, Moratti ha aggiunto: "E' molto importante anche il fatto che si stia impegnando pure la Regione. Comunque, domani ci sarà un incontro in Prefettura con il ministro Maroni, per ora non posso dire nulla".
Il consiglio dei ministri ha dato l'ok al nuovo ddl. Le intercettazioni saranno possibili per reati con pena dai 10 anni, ma anche quelli contro la pubblica amministrazione