Il leader Idv: "Il riscatto è la legge Alfano che paghiamo perchè poi si possa agire nell'interesse del Paese". E Veltroni attacca Fini. Grillo anticipa: "Parlerò di colpetto di Stato"
Roma, 8 luglio 2008 - Di Pietro versus Berlusconi, Veltroni versus Fini. Lo scontro sulla giustizia è ormai a tutto campo e investe partiti e istituzioni. Tra Roma e il Giappone va in onda il botta e risposta tra il leader dell'Idv e il premier.
"Di antidemocratico c'è solo un premier che, andato al governo, impone in stile mafioso ai suoi picciotti in Parlamento" che devono votare quello che vuole lui "sennò non si va avanti", ha detto stamane Antonio Di Pietro a poche ore dalla manifestazione di piazza contro il Cavaliere.
Dalle sale del G8, dopo poco arriva la replica del presidente del Consiglio: "Non credo che una manifestazione possa formare l'immagine di un paese. L'immagine di un paese si fa con i fatti" afferma Silvio Berlusconi commentando la manifestazione promossa dall'Italia dei Valori. Il premier, durante una pausa dei lavori del G8, rivela che non ci sarà nessuna contro manifestazione.
Intanto la Camera è teatro dello scontro tra le opposizioni da una parte e governo, maggioranza e presidenza della Camera dall'altra. "Il governo non ritira l'emendamento blocca-processi e vuole espropriare le funzioni proprie del Parlamento. Il presidente della Camera Fini, al posto di opporvisi, avalla e favorisce. Con la decisione adottata dalla conferenza dei capigruppo, priva di qualsiasi precedente nella storia repubblicana, il presidente Fini ha imposto di far esaminare il lodo Alfano dal Parlamento con tempi assolutamente ristretti" ha attaccato il segretario del Partito Democratico, Walter Veltroni, che ha anche accusato il presidente Fini di aver "smarrito" la sua funzione di garanzia. Il presidente ella Camera, che ha convocato la Giunta per il regolamento, risponderà alle critiche di Veltroni alle 17 in aula.
L'esame del lodo Alfano dovrebbe approdare in aula domani alle 17 per avere il voto finale entro giovedì. E il Senato ha stabilito di varare il provvedimento entro la pausa estiva, anche se la calendarizzazione definitiva sarà stabilita da una conferenza dei capigruppo nei prossimi giorni.
L'ATTACCO DI DI PIETRO
"Qui si dice che prima di occuparsi delle cose che servono al Paese va sistemata la situazione del premier: questo è un sequestro di persona perchè c'è un ricatto e un riscatto e il riscatto è la legge Alfano che paghiamo perchè poi si possano fare le cose nell'interesse del Paese".
Così il leader dell'Italia dei valori, Antonio Di Pietro, descrive, intervistato a 'Radio 24', l'atteggiamento del Governo sul fronte della giustizia. la manifestazione di oggi contro le 'leggi vergogna', continua Di Pietro, "credo sia un bell'esempio di democrazia perchè la promessa di Berlusconi era 'votate me e starete tutti meglio' invece la gente l'ha votato e ora sta meglio lui e qualche amico suo".
"I media ufficiali vogliono lanciare l'idea che oggi si fa qualcosa di antodemocratico. Di antidemocratico c'e' una sola cosa: un premier che con stile mafioso impone un comportamento a propri picciotti, per dire se se non si fa cosi' non si puo' andare avanti". Lo dice Antonio Di Pietro intervenendo a Vivavoce su Radio 24. Al giornalista che osserva la durezza della critica di DI Pietro al premier, l'ex pm risponde: "non ho detto che e' un mafioso, ma che ha uno stile mafioso".
''Io dico delle cose comprensibili, ieri Bossi ha detto che Berlusconi e' 'un po' cogl... e tutti hanno cambiato il termine dicendo che Bossi aveva detto del premier che capiva poco. Io rappresento la realta' per quella che è'', afferma poi il leader dell'Idv.
Antonio Di Pietro smentisce di essere il 'controllore' di Beppe Grillo, in relazione a possibili attacchi al capo dello Stato durante la manifestazione di oggi a piazza Navona. E' una manifestazione spontanea dove nessuno controlla nessuno e nessuno vuole controllare nessuno", spiega rispondendo a una domanda del comico genovese.
"Il cittadino va in piazza per esprimere un sentimento libero. Noi manifestiamo contro il modo di governare di Berlusconi- dice ancora Di Pietro- non abbiamo altri motivi, rispettiamo il capo dello Stato, le istituzioni e chi vuole fare opposizione diversamente da noi. E coloro come il Pd che non vogliono partecipare e faranno un' altra manifestazione. Tutti si possono sentire e si devono sentire a casa loro perche' non si partecipa a una manifestazione in cui tutti devono dire si'".
LA REPLICA DI LUPI
"Le parole Di Pietro sono frutto di pregiudizio e rancorose oltre ogni misura. In Parlamento non ci sono sequestratori, rapiti nè riscatti da pagare ma una maggioranza che ha il diritto-dovere di governare", afferma Maurizio Lupi, vice presidente della Camera.
"È evidente - spiega - che il segretario dell'Idv la spara grossa perchè teme di ritrovarsi con la piazza semivuota: invece di pensare a Berlusconi, apra gli occhi e guardi verso il suo (ex?) alleato Veltroni che oggi lo lascia solo a fare il girotondo e non gli risparmia critiche e censure".
IL PD DIFENDE NAPOLITANO
"Ho letto alcune affermazioni di Grillo davvero imbarazzanti. Attaccare il Presidente della Repubblica non mi sembra una scelta particolarmente efficace e mi auguro che gli organizzatori della manifestazione di oggi a piazza Navona prendano le distanze da queste posizioni", Afferma Anna Finocchiaro, Capogruppo PD a Palazzo Madama.
"Manifestare contro i provvedimenti del governo è legittimo - prosegue Anna Finocchiaro - attaccare il Presidente della Repubblica è inaccettabile. Non è con i vaffa e gli attacchi al Quirinale - conclude la Capogruppo - che si costruisce una alternativa a Berlusconi".
E Gentiloni rincara: "A sentire Grillo il Presidente Giorgio Napolitano sarà uno dei bersagli della manifestazione di piazza Navona. Prendersela con il Capo dello Stato, garante della Costituzione, sarebbe un vero regalo a Berlusconi. Mi auguro - conclude Gentiloni - che i promotori e partecipanti rispondano agli attacchi al Presidente con una bella fischiata."
L'ATTACCO DEL COMICO
Beppe Grillo, in un colloquio pubblicato sulla 'Stampa', torna a mandare frecciatine contro il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, anche in vista della manifestazione 'no Cav' di oggi. "Morfeo, poverino. L'ammorbidente - dice - l'ha chiamato il Manifesto nei giorni scorsi. Se dorme ancora? Adesso che è nella 'banda dei quattro' magari è un po' più attento".
Poi, commentando le defezioni di esponenti del Pd alla manifestazione a causa della sua presenza, Grillo afferma ironico: "Non si risponde a queste cose: risponderò lì alla manifestazione. Farò un discorso sereno, senza parolacce: ho fatto un corso per diventare ghandiano".
"Parlerò - fa sapere - di cosa l'Italia è diventata, il senso di quello che sat succedendo. Qui c'è il governo che sta da una parte e la democrazia dall'altra. Parlerò di 'colpetti di Stato'".
Il consiglio dei ministri ha dato l'ok al nuovo ddl. Le intercettazioni saranno possibili per reati con pena dai 10 anni, ma anche quelli contro la pubblica amministrazione