L'uomo, 59 anni, dipendente del ministero della pubblica istruzione, rischia il processo per truffa. Era abituato a timbrare all'ora di entrata e di uscita, ma poi stava assente tutto il giorno
Roma, 8 luglio 2008 - Per molto tempo ha timbrato il cartellino, ma in realtà era assente dal lavoro. Per questo e altri fatti la Procura di Roma ha depositato gli atti, passaggio che prelude ad una richiesta di rinvio a giudizio, per un impiegato del ministero della pubblica istruzione di 59 anni.
Il reato contestato all'addetto dell'ufficio spedizioni del dicastero di viale Trastevere è quello di truffa, in base all'articolo 640 del codice penale: "Chiunque, con artifizi o raggiri, inducendo taluno in errore, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni".
In base all'atto d'accusa, compilato dal pm Andrea Mosca, il funzionario da una parte timbrava il badge al giusto orario di ingresso e di uscita, ma era in realtà assente per tutto il giorno. Questa condotta sarebbe avvenuta diverse volte , tra l'aprile del 2005 e il novembre 2007. Il reato di truffa è ipotizzato proprio in ragione del fatto che l'uomo, malgrado il suo comportamento, ha continuato a percepire regolarmente lo stipendio.
Inoltre dagli accertamenti svolti, l'impiegato avrebbe già subìto provvedimenti disciplinari per fatti analoghi e avrebbe avuto anche delle sanzioni, come la temporanea sospensione dal servizio e della retribuzione.
Orail dipendente pubblico, tramite il suo legale, può chiedere di essere ascoltato dal pm. Il funzionario sarebbe stato segnalato dall'amministrazione anche per numerosi episodi di assenteismo e per l'essere stato a casa, a riposo, per un periodo di tempo superiore ai 18 mesi. Infine a suo carico ci sarebbe anche la mancata presentazione ad alcune visite fiscali.
Il consiglio dei ministri ha dato l'ok al nuovo ddl. Le intercettazioni saranno possibili per reati con pena dai 10 anni, ma anche quelli contro la pubblica amministrazione