Adunata anti-berlusconiana a Roma: stand che vendono magliette con la scritta 'Fermiamo il caimano', prodotte dall'Idv e sui cartelli molti slogan contro il ministro per le Pari Opportunita'. La Carfagna querela Sabina Guzzanti
Roma, 8 luglio 2008 - Il lungo pomeriggio di Piazza Navona comincia con Antonio Di Pietro che si occupa della regia video, fa spostare le bandiere perchè non impallino le telecamere, segue gli interventi da sotto il palco con le mani sui fianchi e le maniche della camicia arrotolate (anche se sono già mezze) e finisce in tutt'altro modo, con il leader Idv costretto a scusarsi prima con i giornalisti e poi dal palco nei confronti di soggetti istituzionali di altissimo livello.
Sì perchè la kermesse indetta da Micromega ma praticamente "griffata" Idv, vista la presenza delle bandiere del suo partito, apre un fronte polemico e, peggio ancora, irriverente addirittura nei confronti di Giorgio Napolitano e di Papa Ratzinger.
Sembra una maledizione del luogo perché sono proprio gli artisti a rubare la scena ai politici e tocca a Beppe Grillo e a Sabina Guzzanti trascinare la piazza con affondi che mettono in imbarazzo l'opposizione istituzionale che li aveva chiamati sul palco. Un po' quello che accadde quando, sempre a piazza Navona, fu Nanni Moretti a togliere la scena ai padroni di casa anche se in quel caso il padre dei girotondi si limitò a criticare i leader del centrosinistra.
"Ve lo immaginate Pertini firmare una legge che lo rendeva immune dalla giustizia? Io a farlo non ci vedevo nemmeno Ciampi e neppure Scalfaro ma Napolitano ha firmato". Così Beppe Grillo ha attaccato il Capo dello Stato che nei giorni scorsi ha autorizzato la presentazione alle Camere del ddl sull'immunità alle alte cariche.
"Mentre Napoli era invasa dall'immondizia - ha continuato Grillo -, dove è andato il presidente? Non da una famiglia a Chiaiano ma a Capri accompagnato da due indagati, Bassolino e Sandra Lonardo Mastella...".
E allora eccoci con l'inizio del Di Pietro day, le strette di mano della folla che dalle transenne si sporge per salutare il proprio leader ed ecco l'intervento di Paolo Flores D'Arcais che, come direttore di Micromega e promotore della manifestazione, è un po' il padrone di casa.
Un lunghissimo elenco di reati è il suo incipit che serve per attaccare un pacchetto sicurezza che definisce "figlio di un fascismo strisciante". Tocca a Laura Belli, in rappresentanza dei Girotondi, e con lei cominciano le intemerate verso il centrosinistra che "per tre legislaturE si è dimenticato il conflitto di interessi mentre a noi sono riservate critiche da tutti, da destra e da sinistra".
Ecco il messaggio telefonico di Rita Borsellino che parla di "un Berlusconi che ci ritroviamo a Palazzo Chigi anche perchè troppi hanno deciso di non votare".
La svolta della giornata arriva quando tocca a Marco Travaglio. Applauditissimo, il suo nome scandito dai giovani in prima fila, il giornalista ne ha per tutti. Non è da meno lo scrittore Camilleri che legge alcune delle sue "poesie incivili" che raccontano un mondo, facilmente identificabile nella collocazione politica, popolato di "ossessioni devastanti per i giudici", "ghigno sotto il quale si nasconde del Lombroso" e ancora "due mogli e sgualdrinelle". Applausi e risate della piazza che non vengono meno con Grillo che ironizza sul "Morfeo che firma tutto".
Gran finale, per così dire, con Sabina Guzzanti che firma probabilmente l'intervento che segnerà la giornata, fitto di ironie esplicite quanto pesanti sull'avvento nella politica italiana di pratiche levinskiane e non risparmia neanche il Papa.
C'è poco da stupirsi quindi che ce ne sia anche per Walter Veltroni e per "quella trovata di non chiamare per nome Berlusconi durante la campagna elettorale, una tecnica che manca di rispetto all'avversario, proprio quella che usa Fede".
Il tutto in diretta tv, e con i lanci d'agenzia che si susseguono. La giornata si chiude allora con la ripetuta presa di distanze di Antonio Di Pietro mentre la piazza comincia a svuotarsi lasciando liberi i presenti di discutere tra chi ritiene giuste le maniere forti e chi condivide la dissociazione del leader di questa calda giornata di una parte di opposizione, davvero a più voci.
LA PIAZZA APPLAUDE NAPOLITANO, MANIFESTAZIONE CONCLUSA
Si è chiusa dopo tre ore e un quarto di discorsi e di interventi satirici la manifestazione dei girotondi in piazza Navona a Roma. Il deputato democratico Furio Colombo, firmatario della lettera-appello dalla quale ha avuto origine l'iniziativa, ha chiesto ed ottenuto dalla piazza un applauso per il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: "E' l'unico nemico di Berlusconi, non facciamo il suo gioco", ha detto. Di fronte al "rischio dell'illegalità, si rischia una confusione se si va contro il Capo dello Stato", ha aggiunto Colombo dissociandosi di fatto dall'attacco al Quirinale lanciato in collegamento telefonico con la piazza da Beppe Grillo.
Antonio Di Pietro, salito sul palco per salutare la folla in conclusione di manifestazione, ha improvvisato un breve intervento di chiusura: "Domani leggerete i giornali e la notizia sarà: la satira. Ma noi vogliamo governare il Paese e facciamo politica".
CARFAGNA ANNUNCIA QUERELA CONTRO SABINA GUZZANTI
"In riferimento alle parole volgari e fantasiose della comica Sabina Guzzanti, il ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna ha dato mandato all'avvocato di Roma Federica Mondani per adire le vie legali nei confronti della figlia del parlamentare di Forza Italia Paolo Guzzanti". Lo si legge in una nota dell'ufficio stampa del ministero delle Pari opportunità.
Il consiglio dei ministri ha dato l'ok al nuovo ddl. Le intercettazioni saranno possibili per reati con pena dai 10 anni, ma anche quelli contro la pubblica amministrazione