E' la proposta di Filippo Berselli, che vuole alzare il limite attuale, fissato a 516.456,90 euro. "Troppo basso, se consideriamo il gravissimo pregiudizio, spesso irreparabile sofferto dai soggetti"
Roma, 9 luglio 2008 - Almeno 2 milioni di euro in favore della persona che abbia subito un periodo di custodia cautelare in conseguenza di un'accusa per la quale in seguito sia intervenuto il proscioglimento. È quanto prevede un disegno di legge presentato oggi dal presidente della Commissione Giustizia del Senato Filippo Berselli, che intende così modificare il comma 2 dell'articolo 315 del codice di procedura penale.
Infatti il nostro codice fissa in euro 516.456,90 il limite per l'equa riparazione, cifra che per Filippo Berselli, nove anni dopo dall'ultimo aggiornamento, è eccessivamente ed decisamente basso. "Troppo basso - sottolinea Berselli nella relazione che accompagna il ddl formato da due articoli - se consideriamo il gravissimo pregiudizio, spesso irreparabile sofferto dai soggetti, in conseguenza di un addebito, poi rivelatosi infondato, abbiamo patito la privazione della libertà, il pubblico discredito e l'onta di un pregiudizio penale".
Berselli ricorda che la durata complessiva della custodia cautelare prevista dal codice attuale può arrivare, per i reati più gravi, sino a sei anni per cui nel caso non infrequente di una persona che avesse sofferto un così lungo periodo detentivo e poi prosciolta potrebbe ricevere a titolo di equa riparazione la somma massima di euro 516.456,90, equivalente ad euro 235,82 per ognuno dei circa 2.190 giorni di carcere.
Il consiglio dei ministri ha dato l'ok al nuovo ddl. Le intercettazioni saranno possibili per reati con pena dai 10 anni, ma anche quelli contro la pubblica amministrazione