già domani sera dovrebbe arrivare il primo sì in Parlamento per il lodo, che nelle intenzioni del Pdl dovrà essere varato anche dal Senato entro luglio in via definitiva. Il Pd: "Battaglia fino in fondo"
Roma, 9 luglio 2008 - Il Lodo Alfano approda in aula alla Camera in un clima di muro contro muro, reso ancora più incandescente dagli echi del No Cav. Day, con la condanna bipartisan degli insulti in piazza. Le opposizioni continuano la loro battaglia con una strategia a più voci in attesa del momento clou delle votazioni di domani.
Un gesto distensivo viene dall'Udc di Casini con l'astensione in commissione, che stamami ha dato il via libera al ddl licenziandolo per l'aula.
Nel pomeriggio i deputati cominceranno la discussione generale, mentre già domani sera dovrebbe arrivare il primo sì in Parlamento per il lodo, che nelle intenzioni del Pdl dovrà essere varato anche dal Senato entro luglio in via definitiva.
Lo «scudo» entrerebbe così in vigore prima della pausa estiva. Ci sono anche difficili prove di dialogo: il ministro Elio Vito ha annunciato che i relatori stanno pensando di dare parere positivo a due emendamenti dell'opposizione. Si tratta di una norma del Pd, scritta da Mantini, e una dell'Idv, redatta da Palomba. Quest'ultimo prevede la ripresa del processo penale sospeso entro 30 giorni dalla cessazione della carica. "Non c'è nessuna blindatura - spiega Vito - se ci sono proposte costruttive da parte dell'opposizione le accoglieremo".
Per Casini il Lodo Alfano "è solo un piccolo rattoppo", visto, a dimostrazione dell'astensione in commissione, come il male minore. "Lo scambio tra Lodo Alfano e norma blocca processi c'è, non facciamo i finti tonti. E vi dico pure che è uno scambio nobile, visto che i danni che provocherebbe la salva processi ai cittadini sarebbero enormi e gravissimi".
"Se queste - ha aggiunto il leader dell'Udc - sono le loro priorità per il paese, le approvino, poi però se ne assumano la responsabilità di fronte agli italiani".
Dalla Finocchiaro, capoguppo del Pd al Senato arrivano invece segnali di 'guerrà. "Il Pd - afferma - continuerà a dare battaglia fino in fondo e con tutti gli strumenti sulla giustizia".
Il consiglio dei ministri ha dato l'ok al nuovo ddl. Le intercettazioni saranno possibili per reati con pena dai 10 anni, ma anche quelli contro la pubblica amministrazione