'Scudo' per le alte cariche dello Stato. La maggioranza ha approvato compatta il disegno di legge governativo. Pd e Idv hanno votato contro, l'Udc si è astenuta. Alla fine, 309 i sì, 236 i no, 30 gli astenuti
Roma, 10 luglio 2008 - L'Aula della Camera ha approvato il ddl sulla sospensione dei processi penali nei confronti delle alte cariche dello Stato, il cosiddetto Lodo Alfano. I voti favorevoli al provvedimento sono stati 309, i contrari 236, 30 gli astenuti.
Il provvedimento passa ora all'esame del Senato. Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha confermato che domani il governo presenterà gli emendamenti al dl sicurezza che modificano la cosiddetta norma blocca-processi. "Silvio Berlusconi - ha commentato Alfano - dopo aver brillantemente vinto le elezioni, merita di governare serenamente questo Paese, e il Paese ha bisogno di essere governato. Per questo, il governo ha portato avanti una legge che serve al Paese" e della sua approvazione "siamo molto soddisfatti".
Il leader di Italia dei Valori Antonio Di Pietro è tornato oggi ad attaccare Silvio Berlusconi nell'aula della Camera. L'approvazione del lodo Alfano, accusa nel corso delle dichiarazioni di voto sul ddl, degrada il Parlamento a "giudice domestico" del premier. "Signor presidente del Consiglio che non c'è - dice in aula Di Pietro - oggi lei non è soltanto assente, oggi lei è contumace".
Questo perché con l'approvazione del lodo "lei sta trasformando il Parlamento in un magistrato speciale, chiamato anzi obbligato a emanare un provvedimento giudiziario speciale di proscioglimento. Finalmente è riuscito nel suo scopo: scegliersi il giudice che più gli piace, un giudice domestico, e poiché tratta i parlamentari come domestici non ci degna della sua presenza".
Critiche anche dal leader del Pd Walter Veltroni: "Il 'lodo-Alfano' non è una urgenza per il Paese - ha affermato - serve solo ad una persona, e il Pd chiede che il Governo presenti piuttosto un provvedimento che aumenti il potere d'acquisto di salari, stipendi e pensioni.
Il consiglio dei ministri ha dato l'ok al nuovo ddl. Le intercettazioni saranno possibili per reati con pena dai 10 anni, ma anche quelli contro la pubblica amministrazione