Dopo la bocciatura Ue il provvedimento fortemente voluto dal ministro Maroni fa discutere anche la maggioranza: oltre ad Alemanno contrario anche il governatore Veneto. La nuova via del ministro della Difesa
Roma, 11 luglio 2008 - Dopo lo stop di Alemanno a Roma e la bocciatura della Ue, si allarga lo scontento, anche nella maggioranza, nei confronti della norma fortemente voluta dal ministro dell'Interno Maroni di prendere le impronte ai rom, anche minorenni.
GALAN: PASSO INDIETRO
"Apprezzo il ministro Maroni per la volontà di eliminare dalle nostre strade un orrore come lo sfruttamento dei minori, ma sulle impronte digitali il governo sbaglia e sarebbe saggio fare marcia indietro", dice il governatore del Veneto Giancarlo Galan, intervistato dal Corsera.
Per Galan infatti "in Europa è ancora viva la memoria di queste forme di discriminazione: forse pretendere le impronte digitali è solo un simbolo, ma è un simbolo doloroso che può riaprire vecchie ferite o, peggio, aprire la strada a forme di imitazione in altri Paesi che ci porterebbero chissà dove".
"Invece che giocare con le impronte pensiamo all'efficenza della giustizia. Le impronte digitali non servono a nulla, abbiamo bisogno di un codice che funziona e assicura la certezza della pena, più poliziotti e carabinieri che invece troppo spesso non hanno nemmeno i soldi per la benzina, una magistratura - conclude - che decide in tempi rapidi".
LA RUSSA: PRENDIAMO LE IMPRONTE A TUTTI
Opposta la soluzione del ministro della Difesa, Ignazio La Russa, che di fronte al rischio di discriminazioni razziali - bacchettate dal Parlamento europeo - suggerisce l'adozione di "un provvedimento che preveda le impronte per tutti, perché in un momento come questo tutti abbiamo bisogno di essere identificati".
"Facciamolo - dice La Russa in una intervista al 'Messaggero' - per allontanare ogni possibile ombra di razzismo. Poi, in sede di applicazione, si stabiliscano delle priorità, si individuino delle emergenze. E fra queste emergenze potrebbero esserci proprio le impronte ai bambini rom".
Il consiglio dei ministri ha dato l'ok al nuovo ddl. Le intercettazioni saranno possibili per reati con pena dai 10 anni, ma anche quelli contro la pubblica amministrazione