Italia News
 TV   FOTO E VIDEO BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI CASA
LA NOSTRA ECONOMIA

Bankitalia: "L'Italia perde colpi"
Giornata nera per le borse europee

E sul fronte inflazione si registra una nuova crescita: 3,8% contro il 3,6% di maggio. Gli aumenti più elevati si sono registrati nei capitoli abitazione, acqua, elettricità, trasporti e prodotti alimentari

Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande

soldi Roma, 15 luglio 2008 - L'Italia continua a perdere colpi: la competitività delle nostre merci, rivela il Bollettino Economico della Banca d'Italia, ha continuato a risentire negativamente di una crescita della produttività che rimane inferiore a quella delle altre principali economie dell'area dell'euro, oltre che dell'effetto dell'apprezzamento della moneta europea.

 

L'indicatore basato sui prezzi alla produzione segnava ad aprile un peggioramento rispetto all'inizio dell'anno che dovrebbe essersi interrotto nel bimestre successivo, mentre il divario di competitività risulta assai superiore se misurato con l'indice basato sul Clup, il costo del lavoro per unità di prodotto. Questo perchè nella seconda parte del 2007 e nei primi mesi dell'anno in corso le retribuzioni hanno registrato una "repentina accelerazione per effetto dei rinnovi contrattuali e di erogazioni una tantum". Ne è risultato un aumento nel ritmo di crescita del Clup, salito - tra l'inizio dello scorso anno e il primo trimestre del 2008 - dall'1,7 a oltre il 5 per cento nell'industria e dallo 0,3 al 4,5 per cento nell'intera economia.

 

Pil. Il prodotto interno lordo crescerà di appena lo 0,4% sia quest'anno che il prossimo, con un taglio pari rispettivamente allo 0,6% e allo 0,7% rispetto alle stime di gennaio scorso. Una revisione, spiega Bankitalia, "attribuibile in primo luogo all'effetto dell'aumento delle materie prime importate sui prezzi finali al consumo; riducendo la capacità di spesa delle famiglie, esso contiene la dinamica dei consumi privati e induce, per via delle minori prospettive di domanda, un ridimensionamento dei piani di accumulazione di capitale da parte delle imprese".

 

Allarme consumi. L'incremento dei consumi privati non andrà oltre lo 0,2% nel 2008 e lo 0,3% nel 2009, appesantito dalla modesta crescita del reddito disponibile reale del settore privato, "compresso" dagli effetti della maggiore inflazione. In forte difficoltà la spesa per beni durevoli (-2%), soprattutto per effetto del deciso calo delle immatricolazioni di autovetture (-10,4%). Rallenta anche la spesa alimentare, frenata dai rincari. Alla fine del biennio il potere d'acquisto sarà ancora inferiore a quello medio del 2007. Bankitalia stima che in assenza della fiammata inflazionistica osservata a partire dall'anno scorso il reddito disponibile reale sarebbe cresciuto, sino alla metà del 2008, di oltre l'1% in più di quanto non sia effettivamente avvenuto, e del 3% se si tiene conto delle delle perdite di valore della ricchezza finanziaria. Ciò avrebbe consentito una crescita complessiva dei consumi nel biennio superiore di circa il 2% rispetto a quella prevista nel Bollettino.

 

Investimenti al palo. Restano invariati sui livelli del 2007 gli investimenti fissi lordi, facendo segnare un incremento complessivo nell'arco del biennio pari a circa mezzo punto percentuale. L'accumulazione di capitale produttivo si contrae dello 0,7% nella media del 2008 e resta ferma nel 2009.

 

I conti con l'estero. Alla dinamica moderata delle esportazioni (+2,1% nel 2008 e +1,7% nel 2009), negativamente influenzate dalla frenata degli scambi mondiali e dalla perdita di competività di prezzo, e alla stagnazione degli investimenti corrisponde una marcata decelerazione delle importazioni, che risultano pressochè invariate quest'anno e sono previste in aumento di circa l'1,5% il prossimo, contro il 4% del 2007. Il forte peggioramento della ragione di scambio, pari a oltre il 7% nel biennio, determina un sensibile ampliamento del disavanzo corrente, dal 2,4% del 2007 al 4,5% del 2009.

 

Produzione industriale. Dopo un balzo a gennaio la produzione industriale continua a perdere colpi. Secondo Bankitalia, nel complesso del secondo trimestre si registra una contrazione di circa un punto percentuale, in un quadro di progressivo peggioramento degli indicatori di fiducia delle imprese e di flessione degli ordini interni ed esteri.

 

INFLAZIONE RECORD

 A giugno l'inflazione cresce, collocandosi al 3,8% contro il 3,6% di maggio. Il dato definitivo dell'Istat, che conferma la stima preliminare, è il più alto da luglio 1996. La variazione mensile è risultata pari allo 0,4%.

 

L'indice armonizzato ha invece registrato un incremento tendenziale del 4%, per un andamento congiunturale in crescita dello 0,4%. L'inflazione 'corè, depurata cioè degli elementi volatili, ha segnato un aumento del 2,7% contro il 2,6% di maggio, mentre il tasso acquisito, vale a dire quello che si avrebbe a fine anno se l'indice dei prezzi al consumo rimanesse invariato sui livelli di giugno, è pari al 3,2%.

 

Sulla base dei dati finora pervenuti, precisa l'Istat, gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati nei capitoli abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+7,2%), trasporti (+6,9%) e prodotti alimentari e bevande analcoliche (+6,1%). Una variazione nulla si registra per i servizi sanitari e spese per la salute, mentre calano i prezzi per le comunicazioni (-2,3%). Su base mensile gli aumenti più forti si sono verificati nei trasporti (+1,4%), abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+0,6%) e prodotti alimentari e bevande analcoliche (+0,4%).

 

CARO-BENZINA

 Benzina e gasolio toccano oggi un nuovo prezzo record, spingendosi fino a quota 1,560 euro al litro. A rialzare fino a questo livello i listini dei prezzi consigliati ai propri gestori e' stata Shell, secondo quanto riferisce Quotidiano Energia. Ma un'ondata di rincari si registra anche per altri marchi: verde e diesel sono a ridosso del nuovo picco per tutte le compagnie, con prezzi compresi tra 1,554 e 1,559 euro. 

 

LA CORSA DELL'EURO

 Euro inarrestabile. La moneta unica ha toccato nei confronti del dollaro il nuovo record a 1,6038 sulla scia della debolezza del biglietto verde, che risente delle incertezze relative alla salute del settore finanziario statunitense.










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro

 

Cerca  su Quotidiano.net nel Web

LA FOTO DEL GIORNO

Intercettazioni

Quante sono
le intercettazioni
in Italia

Il consiglio dei ministri ha dato l'ok al nuovo ddl. Le intercettazioni saranno possibili per reati con pena dai 10 anni, ma anche quelli contro la pubblica amministrazione