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I PROVVEDIMENTI DELL'ESECUTIVO

Sicurezza, la Camera vota la fiducia
Sanità, è scontro tra governo e regioni

Approvato l'emendamento al decreto legge con 322 sì. E il ministro Alfano annuncia: "Riforma della giustizia". Tensione in serata a Palazzo Chigi, dove con i governatori si è discusso della Manovra

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Angelino Alfano Roma, 16 luglio 2008 - La Camera ha votato la fiducia al governo Berlusconi approvando con 322 voti a favore l'emendamento al decreto legge in materia di sicurezza. I voti contrari sono stati 267. Otto deputati si sono astenuti. Il seguito dell'esame, con la discussione degli ordini del giorno e la votazione finale sul decreto è previsto per questa mattina, a partire dalle nove. Il provvedimento dovrà poi tornare a Palazzo Madama per la conversione in legge.

 

L'APPELLO DI ALFANO

 Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, poco prima del voto di fiducia alla Camera sul dl sicurezza si era rivolto al Partito democratico e invitandolo a "votare diversamente dal partito manettaro e giustizialista di Di Pietro", perché "se dite cose diverse ma poi in Parlamento votate allo stesso modo date a questo partito la legittimazione del 40% degli italiani, una legittimazione che invece non ha".

 

LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA

 Secondo il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, "occorre intervenire con una riforma organica della giustizia in termini rapidi". Per questo "io proporrò alle parti da settembre - anticipa il Guardasigilli - una agenda giustizia per porre mano alla visione organica con più compiutezza". Il ministro della Giustizia, ospite a Roma di un convegno sul tema della giustizia organizzato dall'Unione delle Camere Penali, ha poi sostanziato la propria proposta identificando alcuni punti nodali su cui porre l'accento. In prima battuta, Alfano ha citato la "giurisdizione disciplinare, che è - ha detto - un tema urgente". A questo è connessa la "riforma del Csm e dei codici penali e di procedura penale: la riforma - ha detto Alfano - deve abbandonare l'ottica di interventi emergenziali e rivedere anche le fattispecie di reato, rafforzando il modello di processo accusatorio".

 

Ma la proposta del ministro non si è fermata qui: "sull'obbligatorietà dell'azione penale - ha detto Alfano - non sono un promotore dell'idea di stravolgere questo principio costituzionale, ma questo principio non può diventare un paravento alla discrezionalità assoluta di qualcuno".

 

Insomma, la riforma proposta da Alfano ha come visione "rimettere al centro il cittadino" perché "non c'è nessun tema come la giustizia che segna il discrimine tra riformatori e conservatori. Chi è per mantenere lo status quo, con 5 milioni di processi civili e 3 di processi penali che non si fanno, è conservatore nel senso peggiore del termine. Chi vuole invece aprire un cantiere e cambiare le cose è un riformatore, perché non si cambia il Paese senza mettere mano al sistema della giustizia". In conclusione, Alfano ha sottolineato che "questa legislatura come poche altre nella storia d'Italia è candidata a dare al Paese una grande riforma della giustizia. Nessuno darà attenuanti a questo Governo se non riuscirà a farla".

  • 16/07/2008 09:14
    giovanni
    Sembra che il governo scricchioli sotto i colpi della Lega che comincia ad averne abbastanza. Bossi risvegliati!
  • Sono presenti 1 commenti
 

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