Il titolare dell'Interno: "Sono passati 15 anni da Tangentopoli e non c'è stato un sovvertimento dell'ordine democratico...". E poi "prima viene il federalismo fiscale"
Roma, 18 lugglio 2008 - "Non è il caso e non è utile" tornare all'immunità parlamentare. E' l'opinione del ministro dell'Interno Roberto Maroni, ospite di Radio 24. Per Maroni, l'abolizione dell'immunità parlamentare, nel 1993, "forse fu un errore" in quanto fu decisa "sull'onda emotiva di tangentopoli" ma "visto che sono passati 15 anni e non c'è stato un sovvertimento dell'ordine democratico e ci sono solo tensioni, non è utile tornare all'immunità".
Adesso infatti, secondo Maroni, c'è "l'insindacabilità" e "mi sembra che funzioni". Non solo: per il titolare dell'Interno non è tempo di riforme della Giustizia. Prima, ha detto, viene il federalismo fiscale: "nel governo ci sono discussioni normali, che capitano sempre, abbiamo tante cose da fare, stiamo decidendo cosa fare prima e dopo, abbiamo 5 anni di tempo, ma per la Lega il federalismo fiscale è la priorità".
Maroni ha le idee chiare anche sul modello da seguire: "Il riferimento - conclude il ministro - è alla legge della regione Lombardia del 2007", quella per cui "l'80% solo dell'Iva il 15% delle imposte dirette resta in regione".
Non si tratta di scegliere tra un numero 'n' di modelli, insiste: "è scritto nel programma di Governo che il federalismo fiscale che la coalizione intende è quello contenuto nella legge approvata dalla Regione Lombardia nel 2007".
"La legge lombarda - ha spiegato Maroni - dice che l'80% dell'Iva, delle imposte indirette, deve rimanere in Lombardia così come il 15% delle imposte dirette. Questo è il modello". Rispondendo ha chi ha paventato possibili problemi per il Sud, il ministro ha replicato che "nel programma europeo 2007-2013 di finanziamento alle regioni del Sud sono messi a disposizione 100 miliardi di euro: il problema non è quindi la mancanza di risorse, ma riuscire a spenderle".
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