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ISTAT / LA DOCCIA FREDDA

L'industria ancora in frenata
Veltroni: "L'Italia sta precipitando"

Gli ordinativi sono crollati a maggio del 5,3%: si tratta dei dati più bassi dal 2004. Angeletti. "Stiamo andando incontro a un rallentamento economico

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lavoro in fabbrica Roma, 18 luglio 2008  - Arriva una doccia fredda sull'industria: secondo i dati Istat, gli ordinativi sono crollati a maggio del 5,3%. Si tratta del dato più basso dal gennaio 2004, quando si registrò il -6,1%. Su base mensile, e cioè rispetto ad aprile, il decremento è stato del 3,1%.

 

Rispetto al maggio 2007 è il mercato estero a registrare una flessione degli ordinativi più marcata, pari al 6,2%; mentre sul mercato interno la riduzione è del 4,8%. Rispetto invece al mese di aprile, invece sono gli ordinativi nazionali a calare di più (-3,6% a fronte di un -2% degli ordinativi esteri. Quanto ai settori di attività economica, rispetto al maggio 2007 l'indice degli ordinativi ha segnato un unico incremento nella produzione di metallo e prodotti in metallo (+5,0%). Le variazioni negative più marcate si sono registrate nelle industrie delle pelli e delle calzature (-19,3%), nella produzione di mobili (-11,3%) e nella produzione di apparecchi elettrici e di precisione (-10,9%).


Ma Bankitalia vede comunque positivo: nell'indagine sulle imprese industriali e dei servizi, gli esperti di via Nazionale prevedono che il fatturato dell'industria crescerà del 2,7% nel 2008. Per il terziario, invece l'aspettativa delle imprese è di una crescita dell'1,2%. Nel 2007, il fatturato a prezzi costanti ha registrato una crescita dell'1,3% nell'industria e dell'1,8% nei servizi. Per quanto riguarda l'industria l'incremento maggiore ha riguardato il settore metalmeccanico.


Segno meno invece per quello energetico, che ha registrato un calo del 3,9% e per quello chimico (-0,8%). Nella stessa indagine, poi, emerge una curiosità: sei settimane e mezzo per trovarlo, ma alla fine, oltre il 70% delle imprese è soddisfatto della propria scelta. È insomma il lavoratore «chiave» colui che fa la differenza. Grazie a lui, infatti, migliorano sia la qualità del prodotto sia la competitività dell'impresa stessa. Nel dettaglio, sono le grandi aziende (quelle con oltre 500 addetti) le più efficienti nella ricerca del lavoratore chiave e quelle che, alla prova dei fatti, registrano percentuali bulgare di gradimento in relazione al suo operato.


Tornando ai dati Istat, si dice preoccupato
il leader della Uil Luigi Angeletti. "Stiamo andando incontro a un rallentamento economico - spiega - e ci auguriamo che non ci si incammini verso la recessione. Spero - prosegue - che Tremonti abbia ecceduto nella visione pessimistica e penso che anche lui si auguri di sbagliare». Per Angeletti, «per far crescere l'economia ci sono solo due ricette: fare investimenti e rilanciare i consumi e, per questi ultimi, la strada è ridurre le tasse sul lavoro dipendente e pensioni".

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