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PROCESSO MILLS

Il Csm: "Il premier rispetti i giudici"

Messaggio per il presidente del Consiglio nella risoluzione proposta dalla Prima Commissione di palazzo dei Marescialli. Bufera su Gasparri: "Il Csm è una cloaca". Poi si scusa

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una seduta del csm Roma, 18 luglio 2008 - Il presidente del Consiglio rispetti i magistrati. E' il messaggio contenuto nella risoluzione proposta dalla Prima Commissione del Csm, a tutela dei magistrati del processo Mills attaccati dal premier Silvio Berlusconi nella lettera inviata al presidente del Senato Renato Schifani. Un documento che la prossima settimana sarà discusso dal plenum di Palazzo dei Marescialli. Alle toghe milanesi, sottolinea la Commissione rivendicando il compito del Csm di intervenire a loro tutela, sono state rivolte "gravi accuse manifestamente idonee a delegittimarne l'operato", attraverso "espressioni denigratorie".

 

"CSM CLOACA"

 

Ennesimo scontro tra maggioranza di governo e magistratura. A far esplodere la bagarre questa volta è stato il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, che, ospite di Radio Radicale, si è lasciato sfuggire una dura affermazione nei confronti di Palazzo dei Marescialli: "La cloaca del Csm correntizzato, partitizzato e parcellizzato è uno scandalo che offende gli italiani". La replica dell'Anm contro "l'invettiva volgare e qualunquista" non si fa attendere, accompagnata dall'indignazione di tutta l'opposizione nonostante le due precisazioni che l'ex ministro fa nel pomeriggio.

 

Gasparri assicura che "non intendeva denigrare l'istituzione in quanto tale o chi ne ha la guida operativa. L'espressione - si difende - era collegata alle note polemiche con taluni esponenti del Csm che recentemente hanno assunto iniziative che hanno alimentato un acceso dibattito anche in riferimento ai compiti ed ai limiti delle diverse istituzioni".

 

Ma l'apologia non basta: "La magistratura italiana non si farà trascinare sul terreno dell'invettiva volgare e qualunquista, e continuerà a perseguire la strada del rispetto tra le istituzioni dello Stato", sottolinea il presidente dell'Anm, Luca Palamara. E aggiunge: "Ma a chi quella strada mostra quotidianamente di abbandonare rispondiamo che difenderemo strenuamente i valori della Costituzione e dell'indipendenza della magistratura contro i tentativi ormai chiari di superare l'attuale sistema di divisione dei poteri dello Stato e volti a delegittimare l'intera magistratura e l'organo di governo autonomo".

 

Per Massimo D'Alema le dichiarazioni di Gasparri "sono una manifestazione di dipendenza dall'agenda del presidente del Consiglio. Non credo che si possa neppure commentare". E il senatore del Pd Luigi Lusi chiede che il presidente del Senato Renato Schifani censuri il linguaggio di Gasparri. Anche l'Udc con Michele Vietti si aspetta che "dalla maggioranza si levi qualche voce ragionevole che, censurando il linguaggio dell'insulto, scelga quello delle proposte serie".

 

Alza la voce anche l'Italia dei Valori, duramente criticata la scorsa settimana per i toni di Piazza Navona: "Le parole di Gasparri che, a differenza di Grillo e della Guzzanti, purtroppo per noi non è un comico, sono squallide e desolanti. Ci domandiamo se tutti i benpensanti prezzolati della politica e dell`informazione, che si sono stracciati le vesti dopo piazza Navona, siano oggi tutti distratti perché in vacanza al mare o all`estero", afferma Massimo Donadi.

 

Ma dalla maggioranza è Silvio Berlusconi in persona a difendere il presidente dei senatori del suo partito con un commento telegrafico: "Gasparri ha già fatto una precisazione che ha posto la parola fine a questo problema". E in serata è lo stesso Gasparri ad inviare una seconda precisazione in cui ammette che le espressioni da lui usate sono state "eccessive" ma "sono state il frutto di un acceso scambio di idee in una trasmissione radiofonica aperta al libero confronto, ma purtroppo anche al libero insulto nei miei confronti". E si impegna a cercare di ricondurre la polemica nel contesto di una normale dialettica parlamentare.










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