Il leader dell'Italia dei Valori promette battaglia contro il provvedimento che introduce l'immunità per le alte cariche. "E' un ricatto del presidente del Consiglio a questo Parlamento"
Roma, 22 luglio 2008 - Con 171 voti a favore, 128 no e 6 astenuti l'aula del Senato ha dato il via libera definitiva al Lodo Alfano, l'immunità per le quattro alte cariche dello Stato per la legislatura in corso.
E' composto di un articolo diviso in otto commi il testo del cosiddetto 'lodo Alfano', la norma approvata questa sera definitivamente dall'Aula del Senato, che prevede l'immunità e quindi la sospensione dei processi penali nei confronti delle quattro più alte cariche dello Stato (presidenti della Repubblica, del Senato, della Camera e del Consiglio). Ecco cosa prevede il 'lodo':
SOSPENSIONE DEI PROCESSI - Sono sospesi, per tutta la durata della carica, i processi penali nei confronti del presidente della Repubblica, del presidente del Consiglio e dei presidenti di Camera e Senato. I procedimenti giudiziari che restano sospesi possono anche riferirsi a fatti commessi prima della assunzione dell'Alta carica e possono essere già in corso, in ogni fase o grado di giudizio. Per il capo dello Stato e per il premier restano esclusi i reati commessi nell'esercizio della loro funzione. Continuano infatti ad applicarsi gli articoli 90 e 96 della Costituzione, che prevedono che il presidente della Repubblica possa essere posto in stato di accusa per alto tradimento e attentato alla Costituzione e il premier possa essere imputato per 'reati funzionali', previa autorizzazione della Camera di appartenenza.
NON REITERABILITA' DELLE TUTELE - La sospensione del processo non è reiterabile, ovvero una stessa persona non può goderne se, cessata una carica, ne assume un'altra, con una sola eccezione, quella di un presidente del Consiglio nominato 2 volte nel corso di una stessa legislatura.
RIPRESA PROCESSO IN CASO DI NUOVA CARICA - E' prevista la ripresa dei processi a carico di uno dei 4 beneficiari del lodo nel caso in cui costui cambi ruolo o funzione nel corso della legislatura. Ad esempio, il presidente del Consiglio, se venisse eletto capo dello Stato, non potrebbe godere di nuovo della sospensione, neanche se assumesse la nuova carica nella stessa legislatura.
RINUNCIABILITA' - Ognuna delle cariche a cui si applica il lodo può rinunciare "in ogni momento" alle tutele.
CONGELAMENTO DELLA PRESCRIZIONE - Quando il processo viene sospeso, si congela anche la prescrizione del reato: i termini di decorrenza della prescrizione ricominciano da quando cessa la sospensione.
TUTELA DELLE ALTRE PARTI - Le altre parti processuali possono in ogni caso trasferire il processo sospeso in sede civile.
ENTRATA IN VIGORE - Il lodo Alfano entrerà in vigore dal giorno successivo alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, dopo la firma per la promulgazione da parte del capo dello Stato.
DI PIETRO
Il Lodo Alfano è un "ricatto" nei confronti del Parlamento e, una volta approvato, l'Idv è pronta a raccogliere le firme per il referendum abrogativo. Promette battaglia Antonio Di Pietro conversando con i cronisti a Palazzo Madama dove è atteso in serata il via libera definitivo al provvedimento che introduce l'immunità per le più alte cariche dello Stato. Un provvedimento che, per il leader dell'Idv, "rappresenta un sequestro delle funzioni parlamentari, un ricatto che il presidente del Consiglio ha fatto a questo Parlamento".
"In un Paese civile - prosegue l'ex ministro - bisogna avere la certezza che uno che fa il presidente del Consiglio non sia un delinquente, saperlo dopo non serve a nulla". A chi sostiene che il provvedimento serve alla 'serenità' nello svolgimento delle funzioni istituzionali delle cariche coinvolte, Di Pietro replica: "L'unico ad essere rasserenato è il presidente del Consiglio che evidentemente temeva il processo. Ogni volta che teme un processo - rincara Di Pietro - si fa una legge o per non farsi processare o per depenalizzare il reato o per arrivare prima alla prescrizione. Dimostrasse che non ha nulla da temere. Chi non ha nulla da temere non scappa dal giudice ma corre dal giudice. È troppo facile - conclude il leader dell'Idv - fare il presidente del Consiglio così".
Di Pietro ribadisce infine l'intenzione di raccogliere le firme per un referendum abrogativo, anche nel caso una parte dell'opposizione, in primis il Pd, non lo seguisse: "Abbiamo la forza per farlo da soli".
Il consiglio dei ministri ha dato l'ok al nuovo ddl. Le intercettazioni saranno possibili per reati con pena dai 10 anni, ma anche quelli contro la pubblica amministrazione