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E' ancora scontro sulla norma anti-precari

Nel decreto si afferma che un lavoratore che si rivolga a un giudice per ottenere giustizia e sanare irregolarità o trattamenti iniqui può ottenere un indennizzo economico ma non più l'assunzione a tempo indeterminato

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Operatore di call center Milano, 27 luglio 2008 - Scoppia furiosa la polemica contro la norma "anti-precari" inserita nella manovra finanziaria. Nel decreto si afferma che un lavoratore che si rivolga a un giudice per ottenere giustizia e sanare irregolarità o trattamenti iniqui, può ottenere un indennizzo economico ma non più l'assunzione a tempo indeterminato.

 

Fonti del governo rifiutano la paternità di questo dettato legislativo in quanto "si tratta di un emendamento nato in ambito parlamentare". Ma il pandemonio scatenato nel mondo politico e del sindacato non accenna a placarsi.
Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl, in un'intervista pubblicata oggi dal "Corriere della Sera", si dichiara estremamente critico sull'emendamento della manovra che esclude la possibilità di reintegro per i precari: "Speriamo che sia cancellata. Sulla materia del lavoro devono lasciare fare alle parti sociali". Ma la norma sembra essere oggetto di critiche bipartisan nell'ampio spettro dell'universo politico nazionale.

 

Per Francesco Storace, segretario nazionale de "La Destra", "la decisione parlamentare sui precari è vergognosa. In questo paese dilaga l'ingiustizia sociale". Sulla stessa lunghezza d'onda, pur all'estremo politico opposto, Pino Sgobio, della segreteria nazionale del PdCI ed ex capogruppo del partito alla Camera per cui "la norma anti-precari è una mascalzonata. Vogliono far vivere i giovani nella precarietà perenne, il governo si conferma una dependance di Confindustria, che, infatti, non crede ai suoi occhi e si bea dell'ultimo regalo dell'esecutivo". Per Sgobio con l'emendamento recepito dal maxiemendamento alla manovra finanziaria, il governo torna all'attacco dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.

 

Sconcerto espresso anche dal ministro-ombra Pd del Welfare, Enrico Letta, per l'introduzione in Finanziaria dell'abolizione del reintegro giudiziario per i lavoratori precari. "E' una norma - dice Letta a Sky Tg24- che cambia fondamentalmente la regolamentazione di tutto il sistema, approvata senza nessun tipo di concertazione con le parti sociali. Questa norma non ha la paternità nemmeno del governo, non si sa chi l'abbia infilata nel maxiemendamento, non se ne è accorto nessuno".

 

Tenta una difesa del provvedimento il presidente vicario del gruppo Pdl alla Camera, Italo Bocchino. "Quella che l'opposizione, utilizzando un lessico demagogico, chiama anti-precari è, in realtà, una misura equa per entrambe le parti perchè avere giustizia dopo decenni non agevola nè il lavoratore nè l'azienda ma comporta solamente un iniquo dispendio di spese".

 

Ma da questa tesi sembra prendere in parte le distanze anche il segretario della DcA/PdL e ministro per l'Attuazione del programma, Gianfranco Rotondi. "La norma sui precari non è del governo, ma si tratta di un emendamento parlamentare e non fa riferimento ai contenziosi che sono in corso. La sinistra eviti facili strumentalizzazioni".

 

Una mediazione in questo complessa situazione viene tentata dal leader dell'Udc Pierferdinando Casini. "La flessibilità su cui il governo ci richiama è sacrosanta, ma non ha nulla a che fare con l'istituzionalizzazione della precarietà che riguarda milioni di italiani"."Prendiamo atto - continua Casini - che il governo ha declinato la propria paternità sull'emendamento proposto dalla stessa maggioranza. Poichè la manovra economica deve tornare alla Camera propongo che si lavori unitariamente per modificare la norma e limitarne i dannosi effetti".

  • 28/07/2008 12:05
    Alberto
    Io mi stupisco di chi si stupisce per la c.d. "norma antiprecari" (scusate il gioco di parole). La norma c.d. "antiprecari" rientra perfettamente nella politica neo-liberista dell'attuale governo, votato da milioni di cittadini (compresi lavoratori salariati e precari). Il ministro Sacconi è il più forte autorevole sostenitore della delegificazione (leggi deregolamentazione) del mercato del lavoro. Perchè allora stupirsi ? Mi sembra eccessivamente in ritardo tutta questa preoccupazione e amarezza verso questa norma. Mi chiedo:dov'erano tutti questi cittadini alle ultime elezioni ? Non mi risulta che il Cav. Berlusconi abbia mai promesso politiche a tutela dei precari e/o del lavoro. Quindi si può ben dire che il Governo stia seguendo il programma per il quale è stato eletto (dove per esempio c'è scritto che occorre alzare l'età pensionabile e non approvare lo schema sui lavori usuranti). Saluti, Alberto.
  • 28/07/2008 15:59
    natale
    e' la normale politica di berlusconi,chiunque avesse letto il programma di governo,avrebbe dovuto sapere che tipo di politica avrebbe attuato,e quali sono i suoi orientamenti politici.Mi meravigliano quelli che lo hanno votato e si lamentano... Su questo bisogna essere obiettivi,non ha mai detto che avrebbe tutelato i diritti dei precari.Conosciamo la politica di berlusconi da 20 anni,non e' una scoperta!Sono perfettamente d'accordo con Alberto.Infatti la riforma che loro chiamano legge Biagi ma che in realtà è la legge 30 aveva tolto ogni limite temporale ai contratti precarizzanti,ora si parla di "deregulation" come la chiama bossi.Si sapeva tutto.
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