Gli investitori che scenderanno in campo sono Ligresti, Benetton e l'armatore Aponte. Difficile un ingresso di Roberto Colaninno. Verrà commissariata la 'bad' company
Roma, 30 luglio 2008 - Una nuova Alitalia con un maggior peso nel mercato domestico, un rafforzamento di Malpensa sui voli internazionali e intercontinentali e, una volta rilanciata in forma piu' snella ma anche piu' robusta, l'arrivo di un partner estero. Ancora pochi giorni e il piano "Fenice", che l'advisor Intesa Sanpaolo sta completando, sarà presentato all'azienda, probabilmente al cda dell'8 agosto, e quindi al governo a cui spetta il compito di decidere le modalità per accompagnare la gestione della bad company, che avrà in carico 5.000 esuberi e i debiti della compagnia.
La newco, che dovrebbe essere guidata da Rocco Sabelli, avrà una dotazione finanziaria di circa 800 milioni, e tra i soci vedrà la partecipazione di Benetton, Marcegaglia, Riva, Fossati, Ligresti e probabilmente Roberto Colaninno che se dovesse decidere di entrate vuole avere un ruolo adeguato nella governance rispetto alla sua esperienza industriale. Ma anche la banca d'affari Morgan Stanley, fondi di private equity come Clessidra ed Equinox e la stessa Intesa Sanpaolo.
L'integrazione tra Alitalia e AirOne si farà, ma non è ancora definito se Carlo Toto entrerà nella nuova società conferendo asset e slot o vendendo direttamente la compagnia ai nuovi soci e, in questo caso, potrebbe poi decidere di reinvestire una parte di quanto incassato (secondo alcune stime circa 300 milioni) nella nuova Alitalia. Il piano prevede che Az Servizi rientri nel perimetro della compagnia, contrariamente al piano Spinetta, che incontrò proprio su questo punto la ferma opposizione del sindacato.
La nuova Alitalia, che potrebbe partire a settembre, punta a guadagnare quote nel mercato domestico, passando dall'attuale 40% al 60% e, una volta risanata aprirebbe le porte ad un partner internazionale (Air France o Lufthansa e British Airways) che potrebbe entrare come azionista, ma anche come partner commerciale.
Avrà una dotazione iniziale di 1 miliardo, di cui 300 mln grazie al prestito ponte del Governo e 700 milioni dalla cordata italiana, la 'nuova' Alitalia. Secondo il piano 'Fenice', ora in discussione al Cda dell'aviolinea, gli investitori che ufficialmente scenderanno in campo per il salvataggio del vettore italiano sono Ligresti, Benetton e l'armatore Gianluigi Aponte. Difficile, invece, un ingresso di Roberto Colaninno.
Per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali, due le ipotesi sulle quali si sta ragionando: costituire una società sulla falsariga di Gepi (la finanziaria dell'Iri che aveva come compito quello di entrare nel capitale di aziende private in crisi e di agevolarne la ristrutturazione, per poi uscirne), oppure varare un decreto legge ad hoc per la loro ricollocazione.
La scelta del partner internazionale resta invece rinviata ad un secondo momento. Ancora non è chiaro il 'destinò di cargo, che potrebbe restare in Alitalia ma ridimensionato oppure venduto.
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