Scontro in Aula dopo che l'ufficio studi della Camera ha presentato la relazione per analizzare le modifiche sulla manovra economica apportate dal Senato
Roma, 4 agosto 2008 - Il governo ha posto la fiducia in Aula alla Camera sul decreto legge che compone la manovra economica triennale. Ad annunciarlo il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito.
Le polemiche tra maggioranza e opposizione non si placano. A tenere banco è ancora una volta la norma sui precari, sulla quale l'ufficio studi di Montecitorio ha sollevato dubbi di costituzionalità.
Lo scontro si apre dopo che l'ufficio studi della Camera presenta la relazione per analizzare le modifiche sulla manovra economica apportate dal Senato. Il documento poi si sofferma sull'articolo 21, proprio quello in merito alla norma sui precari: "Sembra opportuna un'attenta valutazione della distinzione introdotta dalla norma in esame, alla luce del principio di ragionevolezza di cui all'articolo 3 della Costituzione".
Dall'opposizione si leva la voce della vicepresidente dei deputati del Pd, Marina Sereni: "Tagli e attacchi ai deboli. Il governo ha sbagliato tutto. Nel mirino la scuola, la sanità, gli enti locali e i deboli in generale" e, nell'annunciare "il nostro fermo no" aggiunge: "E per finire si colpiscono i precari con una norma sulla quale i tecnici della Camera già esprimono dubbi di costituzionalità". Gli fa eco il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro: "la norma antiprecari è incostituzionale, iniqua, ingiusta, immorale" e, in merito alla manovra spiega: "È una manovra che ha tolto ai poveri e ha dato ai ricchi. Non ha eliminato gli sprechi, ma ha colpito nel mucchio quelle fasce deboli della società che non hanno la possibilità di difendersi".
Difende le modifiche al testo il portavoce di Forza Italia Daniele Capezzone: "Governo e maggioranza hanno già positivamente corretto le norme sui precari. Non mi pare che vi siano altri motivi di preoccupazione, nonostante qualche lettura giornalistica che viene fatta di osservazioni e note del Servizio studi della Camera".
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