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PECHINO 2008

Frattini: "Basta polemiche, azzurri tifiamo per voi"

Il ministro degli Esteri insieme al sottosegretario allo Sport, Rocco Crimi, è a Pechino per prendere parte alla cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici

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Franco Frattini con la divisa olimpica dell'Italia Pechino, 7 agosto 2008 - Al di là delle polemiche ''il Paese e gli italiani credono fortemente nel fatto che voi porterete delle medaglie in Italia e che farete onore al nostro Paese. Questo è il messaggio più importante, che spazza via qualsiasi polemica, perché ora è il momento dello sport ed è il momento di fare il tifo per tutti voi''. Con queste parole il ministro degli Esteri Franco Frattini si è rivolto agli atleti azzurri nel Villaggio Olimpico di Pechino.

 

Il titolare della Farnesina è giunto oggi nella capitale cinese, dove prenderà parte alla cerimonia inaugurale dei Giochi, insieme al sottosegretario allo Sport, Rocco Crimi, entrambi con indosso la divisa della nazionale olimpica italiana.

 

''Il paese delle istituzioni - ha sottolineato il capo della diplomazia italiana - è con voi; qui c'è tutta la comunità dello sport, ci sono quelli che credono in questi valori comuni, e che personalmente sono anche i miei, ma oggi e' importante dire che l'Italia e il paese sono qui accanto a voi''.


''Siamo qui, insieme al sottosegretario Rocco Crimi, e abbiamo lavorato per garantire un'organizzazione perfetta come quella che il Coni ha organizzato con la nostra ambasciata italiana a Pechino, e di questo ringrazio l'ambasciatore Sessa''.

 

"I nostri atleti vanno per vincere medaglie, per parlare diritti umani ci siamo noi e noi lo facciamo", aveva detto in un'intervista registrata sul canale televisivo Cnbc prima della sua partenza. "Ho incontrato da poche settimane il ministro degli esteri cinese e con lui ovviamente ho parlato del sacrosanto diritto dei tibetani ad avere un dialogo con la Cina che non può portare ovviamente all'indipendenza del Tibet ma deve portare all'autonomia",  aveva proseguito il titolare della Farnesina.

 

"I giochi sono una festa dello sport e lo sport non deve essere politicizzato", aveva dichiarato ancora il titolare della Farnesina, secondo il quale di diritti umani non si può parlare soltanto durante le tre settimane dei Giochi.
Credo che il boicottaggio "sarebbe stato un attentato a quella grande libertà dello sport che deve essere anzitutto competizione sportiva e non uno scontro politico - aveva sottolineato il titolare della Farnesina - Io non credo che le nostre bandiere azzurre debbano essere mescolate con la questione diritti umani che c'è, ci sarà e resterà nella nostra agenda".

 

Il ministro degli Esteri aveva ricordato che alla cerimonia delle Olimpiadi saranno presenti molti leader europei, fra cui il presidente farncese Nicolas Sarkozy. Poi ha evidenziato che il leader spirituale tibetano, il Dalai Lama, ha escluso un boicottaggio dei Giochi fin dalla sua prima dichiarazione su questo tema. "E la saggezza del Dalai Lama - ha commentato - nessuno la mette in discussione".










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