In Italia i costi per pane e pasta sono i più alti d'Europa. Mister Prezzi chiede "un'immediata inversione di tendenza". Ondata di ribassi per i carburanti: gasolio sotto quota 1,45 euro
Roma, 7 agosto 2008 - L'Italia è il paese europeo dove pane e pasta costano di più. È quanto emerge dai dati forniti da Mister Prezzi in cui si evidenzia che nonostante nel periodo marzo- giugno 2008 i prezzi all'origine del frumento abbiano registrato un calo rilevante (-16,2% per quello tenero e -29,1% per quello duro), tale diminuzione non si è riflessa nel prodotto finale che risulta, al contrario, aumentato: il pane dell'1,2%, la pasta del 6,9%.
A giugno, in ambito europeo, i prezzi del 'gruppo pane e cereali' hanno registrato una variazione tendenziale in crescita, nel nostro paese, dell'11,4%, a fronte del 10,8% della Spagna, dell'8,7% della Germania e del 6,9% della Francia (dato di maggio).
Proprio alla luce di tutto questo il Garante Antonio Lirosi ha bacchettato pastai e panificatori sottolineando che l'attuale livello dei prezzi è "ingiustificato". Dal dossier messo sul tavolo da Lirosi nell'incontro odierno con le catogorie, "emerge che l'attuale livello dei prezzi al consumo di pane e pasta non trova più giustificazione nell'andamento del mercato delle materie prime che da tre settimane ha iniziato una fase di discesa". Di conseguenza s'impone, secondo il Garante, "un'immediata inversione di tendenza".
Dai dati dell'Osservatorio Prezzi e Tariffe emergono inoltre notevoli differenze tra città e citta. Per il pane, ad esempio, la variazione tendenziale ha toccato il picco di +30% a Napoli, seguita da Bari (+28,6%) Palermo (+21%), Reggio Calabria (+17,9%), Roma (+10,6%). Gli andamenti più moderati si sono registrati invece a Torino (+5,1%) e a Firenze (+1,6%).
Incrementi ancora maggiori per la pasta: un piatto di spaghetti a Palermo costa il 51,1% in più rispetto a giugno 2007. Seguono Bari (+37,4%), Bologna (+35,1%), Roma (+35%). Andamenti, relativamente, più moderati a Reggio Calabria (+30,8%), Firenze (+24,3%) e Napoli (+24,3%). Alla luce di tutto questo, al termine dell'incontro con le associazioni rappresentanti la filiera, Antonio Lirosi ha annunciato che da settembre "ci saranno controlli rigorosi sull'andamento dei prezzi anche con l'aiuto della Guardia di Finanza".
LA BENZINA FRENA
Scatta un'ondata di ribassi dei prezzi dei carburanti. Le compagnie hanno deciso in massa di ridurre i prezzi. In primis Agip, che per la terza volta in sei giorni, è tornata a tagliare i propri listini. Dal consueto monitoraggio di quotidianoenergia.it emerge infatti che il market leader ha diminuito il prezzo di riferimento della benzina di 1 centesimo andando a 1,471 euro/litro e quello del diesel di 1,5 centesimi fino a 1,449 euro/litro, entrambi ai minimi dall`inizio di maggio.
Aggiustamenti al ribasso anche per quasi tutte le altre compagnie, che tuttavia si mantengono ben al di sopra del market leader. Api-IP hanno ridotto di 0,6 centesimi il prezzo della verde fino a 1,483 euro/litro e di 0,5 centesimi quello del diesel, ora a 1,479 euro/litro. Erg ha tagliato di 1,6 centesimi il solo prodotto pesante scivolando a 1,466 euro/litro. Esso di 0,5 centesimi la benzina fino a 1,476 euro/litro e di 1 centesimo il diesel a 1,469 euro/litro. Q8 e Tamoil, infine, hanno rivisto all`ingiù rispettivamente di 0,4 e 0,8 centesimi il solo prodotto pesante scendendo da oggi a 1,470 e 1,469 euro/litro.
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