Nel secondo trimestre del 2008 il Prodotto interno lordo è diminuito dello 0,3% rispetto al quello precedente. Nello stesso periodo negli Stati Uniti si è registrato un +0,5%, mentre nel Regno Unito un +0,2%
Roma, 8 agosto 2008 - La locomotiva Italia è ferma e non accenna a mettersi in moto. È quanto rileva l'Istat nella stima preliminare del Pil del secondo trimestre dell'anno nel quale, rispetto al trimestre precedente, è diminuito dello 0,3% mentre, rispetto allo stesso periodo del 2007, è risultato stazionario.
La crescita acquisita per il 2008 è pari allo 0,1%: vale a dire, sarà questa la media d'anno nel caso in cui nei due trimestri successivi il Pil dovesse essere pari a zero. Un dato peggiore rispetto a quello del governo che stima di chiudere l'anno con un +0,5%. Il dato tendenziale, evidenzia l'Istituto di statistica, è il peggiore degli ultimi 5 anni, e precisamente dal terzo trimestre del 2003 quando la crescita si attestò a -0,1%. Inoltre, la stima diffusa oggi dall'Istat è perfino peggio delle pur pessimistiche previsioni degli analisti che ieri avevano previsto, su base congiunturale, un dato tra -0,1% e 0 mentre, a livello tendenziale, la 'forchetta' era tra 0,2%-0,3%.
Confindustria lancia l'allarme: l'economia italiana è sull'orlo della recessione, la quarta dal 2001, e soltanto nel 2009 ci saranno segnali di ripresa. "Il calo del Pil - si legge in una nota del Centro Studi - era stato previsto dal CSC sulla base degli indicatori anticipatori. Risente anche dell'effetto calendario (Pasqua anticipata) e del clima mite che avevano sostenuto artificialmente l'attività lo scorso inverno".
La Cgil si dice pronta alla mobilitazione. L'industria italiana, spiega il segretario confederale, Agostino Megale, "riduce il suo valore aggiunto e fa prevedere un autunno ancora più difficile, in cui sarà necessaria la mobilitazione unitaria del sindacato per tutelare i lavoratori, i pensionati e le loro famiglie". Molto preoccupato il commento della Cisl che evidenzia come "si sia passati dalla crescita zero al rischio sempre più reale di recessione economica". Sulla stessa linea la Confcommercio che sottolinea come "la situazione del sistema economico italiano appare sempre più critica e se tecnicamente non siamo in recessione, forse, di fatto, ci siamo già entrati".
Pesante il giudizio del ministro dell'Economia del governo ombra del Pd, Pier Luigi Bersani secondo cui "di fronte ai dati sul Pil consiglierei al governo di mettere fine alle autocelebrazioni e di dedicarsi un pò ai problemi di crescita del Paese". Immediata la replica di Daniele Capezzone, portavoce del Pdl: "Spiace constatare che da un politico intellettualmente onesto come Bersani vengano dichiarazioni così propagandistiche. Forse - spiega - quando parla di effetti recessivi, è autobiografico, cioè si riferisce alle manovre del governo Prodi-Visco, che hanno aumentato le tasse e le spese, hanno bloccato la crescita economica, in un biennio, quello trascorso, che era positivo per l'economia globale, diversamente dalla fase attuale, senza dimenticare la presa in giro del tesoretto".
Il consiglio dei ministri ha dato l'ok al nuovo ddl. Le intercettazioni saranno possibili per reati con pena dai 10 anni, ma anche quelli contro la pubblica amministrazione