Nicolò Ghedini stigmatizza le parole del segretario dell'Anm Giuseppe Cascini: "Dichiarazioni al di fuori della realtà". Cicchitto: "Il premier parla di una riforma globale per andare incontro alle esigenze dei cittadini"
Roma, 22 agosto 2008 - Il Popolo della libertà si è schierato compatto in difesa di Silvio Berlusconi e contro le critiche alle ipotesi di riforma della giustizia arrivate dall'Associazione nazionale magistrati. Duri anche i giudizi su Antonio Di Pietro che non aveva gradito il riferimento del premier alle idee di Giovanni Falcone.
Per il presidente dei deputati del Pdl Fabrizio Cicchitto, le dichiarazioni dell'Anm sul rischio di un possibile ritorno al fascismo se si introduce la politica nel Csm, sono "un involontario umorismo". Berlusconi, ha spiegato, "parla di una riforma globale della giustizia innanzitutto per andare incontro alle esigenze dei cittadini, per superarne la evidente politicizzazione e anche per far sì che non si ripeta quello che è successo nel passato".
Anche Nicolò Ghedini ha stigmatizzato le parole del segretario dell'Anm Giuseppe Cascini. Le sue dichiarazioni "sono assolutamente al di fuori della realtà", ha dichiarato. Ghedini ha parlato di "modo diffamatorio" e di "un mero pregiudizio", e ha ipotizzato che Cascini "si prepari a una attiva carriera politica seguendo l'esempio di molti altri suoi colleghi".
Italo Bocchino ha invece rivolto un appello al Pd. "La riforma della giustizia è una priorità del Paese e chiediamo al Pd di condividere un testo che prenda spunto dalle idee di Giovanni Falcone e dal lavoro fatto dalla Bicamerale presieduta da D'Alema".
Al partito di Walter Veltroni, però, ha chiesto di "isolare Di Pietro, che farebbe bene a non parlare di Falcone e a non occuparsi di giustizia, essendo stato il teorico della carcerazione preventiva come strumento per la confessione di fatti rivelatisi poi quasi sempre penalmente irrilevanti". Proprio sul ruolo dell'ex pm si è soffermato il portavoce di Forza Italia, Daniele Capezzone. Ormai Di Pietro "è egemone nel centrosinistra" e "il Pd è genuflesso nei confronti dei giustizialisti" che "sono in grado di dettare sistematicamente la linea".
Il consiglio dei ministri ha dato l'ok al nuovo ddl. Le intercettazioni saranno possibili per reati con pena dai 10 anni, ma anche quelli contro la pubblica amministrazione