Dopo una riunione di circa tre ore, bocche cucite e nessuna dichiarazione da parte degli intervenuti: tra gli intervenuti Fausto Marchionni, il fondatore di Air One Carlo Toto, l'armatore Gianluigi Aponte. Non è ancora certo che la modifica della legge Marzano sia all'ordine del giorno del consiglio dei ministri in programma giovedì
Roma, 25 agosto 2008 - Si è da poco concluso l'incontro fra gli imprenditori interessati alla cordata per il salvataggio di Alitalia convocati stamattina nella sede milanese di Intesa Sanpaolo, l'isituto incaricato dal governo come "advisor" per la messa a punto di un piano per risolvere la crisi della compagnia di bandiera.
Dopo una riunione di circa tre ore, bocche cucite e nessuna dichiarazione da parte degli intervenuti: sono stati visti uscire dalla "Cà de Sass" dove ha sede la banca l'amministratore delegato di Fondiaria - Sai Fausto Marchionni, il fondatore di Air One Carlo Toto, l'armatore Gianluigi Aponte e il finanziere, rappresentante del fondo Equinox. Salvatore Mancuso. Dopo di loro, anche l'ad di Intesa - Sanpaolo, Corrado Passera, ha lasciato gli uffici di via Monte di Pietà.
POTREBBE SLITTARE CDM SU LEGGE MARZANO
Non è ancora certo che la modifica della legge Marzano, funzionale al salvataggio di Alitalia, sia all'ordine del giorno del consiglio dei ministri in programma giovedì. A quanto apprende l'Agi l'intervento potrebbe slittare perchè ci sarebbero ancora degli aspetti da chiarire, in particolare rispetto allo strumento legislativo da adottare. L'ipotesi più accreditata sembra comunque quella di un decreto legge 'ad hoc'. I tecnici sono al lavoro e la decisione dovrebbe essere presa tra domani e dopodomani.
Il commissariamento della 'bad company' è considerato comunque uno dei passaggi chiave del percorso che la compagnia dovrà seguire per cui il cdm potrebbe aspettare che il quadro sia più chiaro. Intanto per venerdì è previsto il cda di Alitalia che dovrebbe approvare i conti semestrali e in quella stessa occasione sul tavolo dovrebbe finalmente approdare il piano di salvataggio messo a punto dall'advisor Intesa Sanpaolo.
MAURIZIO SACCONI
Il ministro del Lavoro e del Welfare, Maurizio Sacconi, si occuperà dell'Alitalia solo dopo la diffusione del piano industriale per valutarne le ricadute occupazionali. È quanto ha affermato lo stesso Sacconi rispondendo ai giornalisti durante una conferenza stampa al meeting di Comunione e Liberazione. "Su Alitalia non sono in grado di parlare oggi", ha detto il ministro, aggiungendo "entrerò in scena dopo il piano industriale e quando si parlerà di piano occupazionale".
EMMA BONINO
"Temo che alla fine si dividerà Alitalia in una compagnia 'pulità, anche se più piccolina - in cui alcuni investitori saranno disposti a mettere soldi per un massimo di 800-900 milioni di euro - e in un'altra, che sarà una 'bad company' che si assume tutti gli esuberi e i debiti che saranno pagati dagli italiani". Lo ha detto Emma Bonino, intervistata oggi da Radio Radicale.
"Il risultato - ha spiegato Bonino - è che avremo forse una piccola compagnia, magari nazionale o regionale, ma che difficilmente sarà alla pari del traffico aereo mondiale.
Tutto questo si poteva evitare: il merger con Air France sarebbe già stato operante, l'Italia sarebbe entrata in una rete di traffico mondiale, mentre ora i contribuenti dovranno accollarsi debiti, esuberi e costo degli ammortizzatori sociali", ha concluso la vicepresidente del Senato.
RAFFAELE BONANNI
"Non condivido il pessimismo sull'Alitalia prima di sapere qual è la proposta". È quanto ha affermato il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, che, nel corso di una conferenza stampa al meeting di Comunione e Liberazione, si è mostrato ottimista sulle sorti della compagnia di bandiera.
Nel ricordare che la proposta avanzata da Air France non prevedeva solo i 2 mila esuberi in Alitalia Fly ma anche 5 mila persone impiegate nei servizi di terra che "sarebbero finite sul groppone dello Stato", il leader sindacale ha auspicato che se la proposta di risanamento della compagnia è solida e dotata di un valido piano industriale, la nuova Alitalia potrà svilupparsi e, "magari in un tempo ragionevole potranno tornare al lavoro i lavoratori attualmente in esubero".
Il consiglio dei ministri ha dato l'ok al nuovo ddl. Le intercettazioni saranno possibili per reati con pena dai 10 anni, ma anche quelli contro la pubblica amministrazione