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Berlusconi: "I sindacati non potranno dire no"

Intanto il segretario della Cgil Guglielmo Epifani avverte: "Deve essere un confronto vero sul piano industriale, non un prendere o lasciare. Se non fosse così non ci sarebbe il nostro consenso"

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Code degli aerei dell'Alitalia Roma, 1 settembre 2008 - Il piano su Alitalia "non si può che accettare". Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi, al termine del summit Ue a Bruxelles rispondendo ad una domanda sul nodo con i sindacati sugli esuberi previsti dal nuovo piano di salvataggio della compagnia di bandiera italiana. Il premier ha tenuto a sottolineare che comunque l'accordo con i sindacati è fondamentale, sottolineando come il piano 'Fenice' sia "una cosa assolutamente giusta, l'unica soluzione possibile" perchè l'alternativa "è che vadano a casa in 20 mila". Di conseguenza "non si può andare contro" questo piano, ha concluso Berlusconi.

 

L'INCONTRO

 

"L'ultima soluzione possibile". Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, ha aperto con queste parole il confronto tra governo e sindacati sull'Alitalia. "Questa volta dobbiamo andare fino in fondo - ha detto - perchè credo sia l'ultima occasione, siamo per trovare una soluzione". Secondo quanto riferiscono fonti sindacali, Letta avrebbe anche detto che stasera il Governo non è "in grado di aprire il confronto sul piano industriale (come chiesto dai sindacati ndr): il nostro dovere", ha aggiunto l'esponente dell'esecutivo, "è mettere il commissario in condizione di conoscere la situazione e poi dovrà valutare le offerte".

 

Ora c'è quella della Cai, la Compagnia aerea italiana presieduta da Roberto Colaninno, che arriverà al commissario "nelle prossime ore. Se ne arriveranno altre - ha aggiunto Letta - le valuterà e, una volta accettata l'offerta, il commissario aprirà il confronto con i sindacati, confronto sul piano industriale".

 

Il commissario Augusto Fantozzi, avrebbe riferito, sempre secondo fonti sindacali, che "a fine agosto Alitalia prevede di avere in cassa tra 195 e 200 milioni che si ridurranno a 30-50 milioni a fine settembre". Fantozzi avrebbe anche reso noto di avere dovuto pagare 50 milioni alla Iata per evitare l'interruzione del servizio di biglietteria internazionale. Per il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, l'operazione per la nuova Alitalia ha "grandi possibilità di successo": d'altronde era "l'unica possibile e l'alternativa era il fallimento.

 

Anche per Colaninno, i sindacati "devono comprendere che l'alternativa è il fallimento". Il manager, che questa mattina ha avuto un incontro di due ore con il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ha spiegato che "questa non sarà una normale trattativa sindacale", e ha esortato gli italiani "a smettere di piangere e parlare al bar senza fare nulla". Se il Paese non si libera di questo atteggiamento, ha osservato, "il futuro italiano sarà molto scuro". Dal suo punto di vista, il dossier Alitalia "è un sfida molto eccitante". E ha osservato: "Mi piace molto. Fa parte della mia personalità".

 

Il vice-presidente di Confindustria Alberto Bombassei spera che "il numero di esuberi sia il più basso possibile. L'obiettivo - ha proseguito Bombassei - è quello di creare una nuova compagnia con premesse di maggiore competitività di quanto sia stata Alitalia negli ultimi anni". Sulla possibile soluzione che si prospetta nella crisi dell'Alitalia, Bombassei è convinto che si tratta "di una delle ultime o l'ultima possibilità prima dell'irreparabile. Quella prospettata è una soluzione logica".

 


EPIFANI

 

Intanto, dalle colonne de L'Unità, il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, sottolinea che sul piano di salvataggio di Alitalia serve il tavolo del governo con i sindacati. ''Deve essere un confronto vero sul piano industriale, non un prendere o lasciare''. ''Se non fosse così - avverte - non ci sarebbe il nostro consenso".


''La nostra posizione è chiara'', dice il leader della Cgil: ''Non siamo disposti a discutere di esuberi se non si discute di piano industriale''. E ''solo dopo aver convenuto su questi punti è possibile affrontare il tema organici''. ''Passera dice che è fondamentale l'accordo con il sindacato? Bene. Ma questo significa confrontarsi con le nostre opinioni''.


E quanto la piano di salvataggio, ''la mia opinione - dice Epifani - è che questa cordata, sulla quale Passera stava lavorando da tempo e per la quale il governo ha cambiato in corsa le regole, sia formata da imprenditori che, per una parte, hanno altri interessi (penso a quelli che operano nell'edilizia o nel campo delle concessioni pubbliche) e per l'altra puntano sul guadagno finanziario''. E ''se gli azionisti non si concentrano sul cuore dell'attività c'è il rischio di fallire nell'intento''. Un interesse industriale ''allo stato non è visibile''.










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