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Fini apre a Veltroni

"Ok al diritto di voto per gli immigrati,
ma non è garanzia di integrazione"

Parlando alla festa del Pd a Firenze il presidente della Camera spiega di trovare utile l'iniziativa, ma, allo stesso tempo, si dice convinto che dare il diritto di voto non è una garanzia, "devono dimostrare di essere in grado di adempiere a certi doveri"

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Gianfranco Fini Firenze, 3 settembre 2008 - "Gianfranco Fini non è contrario alla proposta avanzata da Walter Veltroni sul diritto di voto alle amministrative per gli immigrati. Parlando alla festa del Pd a Firenze il presidente della Camera spiega di trovare utile l'iniziativa, ma, allo stesso tempo, si dice convinto che dare il diritto di voto non è una garanzia assoluta di integrazione".


Il diritto di voto agli immigrati "non deve essere visto nè come un'ipotesi sciagurata, nè come garanzia assoluta di integrazione. È illusorio pensarlo", spiega il presidente della Camera.

Secondo il presidente della Camera, ospite della festa di Firenze il diritto di voto alle amministrative per gli immigrati non è, dunque, "un'ipotesi sciagurata" o "un'idea criminale". Ma se gli immigrati vogliono integrarsi nella società e quindi partecipare alla vita pubblica "devono dimostrare di essere in grado di adempiere a certi doveri".

Fini elenca: "quando parlo di doveri mi riferisco ad avere un lavoro, un domicilio, rispettare le leggi, pagare le tasse, insomma dimostrare di volersi davvero integrare".

"Se si riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia -prosegue il presidente della Camera- bisogna essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri perchè diritti e doveri devono stare insieme".


"Sarebbe utile cercare di avvicinare tutte le posizioni". È questo l'auspicio del presidente della Camera, Gianfranco Fini, a proposito della riforma della giustizia. Parlando alla festa del Pd a Firenze, il presidente della Camera spiega che su un tema come la giustizia è da ricercarsi il dialogo sia tra le forze politiche che con gli operatori. "La volontà di confrontarsi non solo in sede politica ma anche con gli operatori c'è nelle corde della politica", aggiunge.

"Il mio auspicio è che ci si confronti serenamente. Solo chi è profondamente insicuro delle proprie idee ha paura di confrontarsi con l'altro", osserva Fini che aggiunge: "se si trova l'intesa, si sottoscrive con convinzione. Se l'intesa non si trova, le elezioni servono per stabilire una maggioranza e una opposizione".

Fini conclude ribadendo il suo invito al confronto: "per la riforma della giustizia, il governo prenderà l'iniziativa nei prossimi giorni con un disegno di legge. Sarebbe utile cercare di avvicinare le posizioni. Non è un momento positivo per la democrazia quando la gente perde fiducia nell'ordinamento giudiziario".

"Ho trovato le polemiche da destra e da sinistra fuori luogo". Così Gianfranco Fini definisce le polemiche agostane che hanno accompagnato il sì di Giuliano Amato a partecipare ad una commissione su invito di Gianni Alemanno.

"Amato è un uomo di parte -prosegue Fini- ma è altrettanto noto a tutti che ha svolto incarichi con equilibrio istituzionale".

"Se tutti anzichè darci reciprocamente addosso, ragionassimo di più, contribuiremmo a costruire un clima più civile in cui si individuerebbero meglio quelli che impediscono alla politica italiana di fare passi in avanti". A Fini viene chiesto in particolare di commentare il duro attacco ad Amato da parte del capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, e il presidente della Camera ripete: "vale quello che ho appena detto. Sono state dette cose che appartengono a un dibattito estivo".

"Che Tripoli dica che non verranno utilizzate le basi secondo me appartiene alla propaganda". Lo ha detto il presidente della Camera a proposito delle affermazioni arrivate ieri da Tripoli secondo cui l'accordo con l'Italia prevederebbe il fatto che dalle basi Nato e Usa italiane non dovrebbero partire aggressioni alla Libia.

"Non mi ha stupito che questa cosa sia stata detta dall'agenzia di stampa di Stato libica e non mi ha meravigliato nemmeno la risposta di Palazzo Chigi. Ora è compito del governo far sì -conclude Fini- che gli impegni vengano rispettati, altrimenti sarà la comunità internazionale a valutare se non saranno rispettati".

  • 03/09/2008 23:34
    giulio
    no gli exstracomunitari non devono votare la politica italia gia è un casino cosi figuriamoci con loro
  • 04/09/2008 00:48
    Il Ragno
    Propongo di togliere il voto a Fini.
  • 04/09/2008 02:54
    Antonio
    Siamo veramente alla frutta, è una follia assurda. Con tutti i problemi che abbiamo in Italia, a cosa pensano? A dare più potere agli immigrati! Appena quella gente si organizzerà meglio, invece di taccheggiare e questuare con arroganza farà dell'Italia ufficialmente terra di conquista, eleggendo i propri rappresentanti, imponendo (legalmente) il proprio volere ed i propri usi/costumi, proteggendo la feccia clandestina, vessandoci di tasse per mantenere i loro compaesani sfaticati e facendone entrare sempre più... Ma non si dovevano invece attuare espulsioni massicce? Adesso siamo al paradosso: li manteniamo, accogliamo, sfamiamo e diamo anche loro sempre più potere... Governo ridicolo, vanno espulsi tutti quanti, si stava benissimo senza codesti "migranti".
  • 04/09/2008 04:33
    mohicano
    Possano dire quello che credono, fare quelo che vogliano, tanto il popolo è bue, siamo alla frutta, anzi quella non si compra più troppo cara, i pensionati sono strozzati con pensioni ferme salari bloccati, lor signori pensano di dare il voto agll'immigrati, questo è proprio il paese dei balocchi, sono ospiti lavoratori, minima parte, come minima è quella percentuale che paga le tasse, e vorrai anche vedere con tutti i privilegi che hanno!! case, pensioni, diritti sanitari (che noi ITALIANI non abbiamo)diamoli anche il voto....si sono veramente bevuti il cervello.
  • 04/09/2008 08:29
    luca b.
    non sarei daccordo per il voto agli immigrati, almeno fino a quando non hanno la nazionalita' italiana. ma se dicono che e' giusto che voti chi paga le tasse in Italia, beh, non devono piu votare gli italiani all estero perche pagano le tasse in altri paesi e non e' giusto che contribuiscono ad eleggere un governo che ha loro non riguarda direttamente!
  • 04/09/2008 08:51
    Luigi
    Sono d'accordo con Fini. Un'apertura con serietà sul voto agli immigrati, mettendo da parte speculazioni politiche di parte, aprirebbe anche la strada all'Italia per "esportare" se stessa, economia compresa, verso i paesi di provenienza degli stessi immigrati. Altrimenti, pensare di arginare le coste italiane ed europee con dei castelli di sabbia è follia pura.
  • 04/09/2008 09:12
    paolo
    pazzesco!!!questi governanti-politici da strapazzo hanno veramente rotto....se ne devono andare e,cominciare a vivere con 1.000 euro di stipendio mensile,prima di pensare ai trogloditi-extracomunitari ,pensassero a noi poveri "italiani",non arriviamo neppure più alla 2 settimana.
  • 04/09/2008 09:40
    ALE
    Assolutamente e totalmente contraria, se vogliono votare lo facciano ai loro rispettivi paesi natii.
  • 04/09/2008 09:50
    mauro toselli
    caro walter, marca stretto il governo sull'economia ferma e sulla crescita uguale a zero (recessione),proponendo soluzioni adeguate. Questo e' quello che vogliono gli italiani; non mi sembra il momento di sollevare il problema del voto agli immigrati
  • 04/09/2008 09:54
    Massimo
    Sono diventati pazzi, oltre alla sinistra ci si mette pure Fini a volere dare il voto agli immigrati?. Volete che i musulmani governino? MAI E POI MAI.
  • 04/09/2008 09:56
    bollicina
    Caro Giulio non sono molto d'accordo con il tuo punto di vista, semplicemente perchè io vivo in questo paese da 13 anni, ho sempre lavorato e pagato le tasse, mi sono integrata adottando la mentalita italiana ora sono anche sposata! Ti posso garantire che non sono stati momenti facili nel passato ( vedi malatie come la depressione) in primis perchè ti mancava la famiglia e non potevi andare a trovarla perchè le leggi dell'epoca ti impediva di restare fuori dall'Italia per più di 3 settimane pena perdita del diritto di soggiorno. Nessuno viene qui perchè nel loro paese si trovano bene...resta sempre la speranza di poter vivere una vita decente. Credo che dovresti informarti di più sulle problematiche degli immigrati e pensare se al posto loro riusciresti a vivere almeno una settimana ( ovvio che faccio riferimento alla gente onesta). Ecco perchè credo di avere il diritto di decidere da chi voglio essere guidata in questo paese e non attendere che siano gli altri a farlo per me! Buona giornata
  • 04/09/2008 10:01
    vieri
    Io credo che il povero Gianfranco, questa estate si sia messo troppo a lungo sotto il sole ;ma non ce lo poteva dire nessuno di andare a mettersi all`ombra?Se continua con queste iddee balorde riguardo il voto per gli stranieri ,si puo`mettere a cantare in duetto con il grande Walter .Al sign. Fini ci voglio ricordare che se ne fosse venuto con una stupidagine cosi`,prima delle elezioni nessuno l`avrebbe votato e quindi i voti li ha praticamente rubatti ai suoi elettori,povero Pinocchio!!!
  • 04/09/2008 11:12
    What ????
    Ehi Finiiii, ma che dici??? Remi contro il volere della maggioranza degli italiani???? Occhio, che il popolo è stanco di farsi prendere per il c... ( e sull'argomento immigrati è alquanto compatto), si fa la fine delle sinistre, ..... gli italiani ne hanno piene le scatole di vedere continue agevolazioni e impunibilità a favore degli extracomunitari, (a che scopo poi favorirli ulteriormente, visto che sanno solo pretendere ed essere arroganti). La chimera dell'integrazione è solo un' utopia e come tale resterà ed impossibile da realizzare, loro sono per principio i primi ad esserne contrari, quindi perchè dobbiamo calare le braghe noi, il primo che lo fà ha gia perso, ... ora basta!
  • 04/09/2008 11:39
    elena
    Veltroni, la smetta di fare il perbenista, per piacere! concedere il voto agli immigrati non e' di certo un segnale di integrazione, ma solo una mossa politica superficiale. Io ritengo che sia ora di liberarci dal perbenismo e che sia ora di chiamare i problemi con il loro nome. in questo momento noi italiani dovremmo difendere a spada tratta le nostre tradizioni, e tirare fuori un po' di patriottismo. sono convinta che se ci fosse un po' piu' di severita' nei confronti degli immigrati rei, ci sarebbe altrettanta stima verso chi e' qui per vivere onestamente.
  • 04/09/2008 12:27
    GIOIR
    LE SOLITE USCITE DI FINI !!!
  • 04/09/2008 12:28
    Nokturnal
    Fini non vuole il bene dell'Italia! Vota solo chi ha la cittadinanza...punto e basta! è comodo godere del vantaggio di essere immigrati...con annesso diritto di voto! Spero che la lega faccia opposizione e faccia cadere il governo se questa assurdita' dovesse andare avanti!
  • 04/09/2008 12:37
    resistenza
    Mai e poi mai! Non passerà!
  • 04/09/2008 12:48
    No pasaran
    La proposta di Veltroni è un autogol nei confronti degli elettori PD (in buona parte contrari), e l'apertura di Fini appare quindi da considerare come il classico salvagente di piombo. In ogni caso questo scempio di proposta non ha da passare, NO!
  • 04/09/2008 13:23
    Ago
    No, caro Fini, stavolta mi deludi, credi forse che col voto si integrino meglio? Illusione. Risiedo da tanti anni in Svizzera ma questi, di farci votare non ci pensano nemmeno e, quanto a civilta` anche qua non sono gli ultimi
  • 04/09/2008 13:24
    Aldebaran
    Ci manca solo che gli si dia il voto, non parlano la nostra lingua ( e non hanno intenzione di impararla), non hanno (in maggior parte ) la nostra religione, la nostra cultura, il nostro modo di pensare e vivere, e, tuttavia, invece di cercare di apprenderlo, vogliono con la forza far prevalere i loro "diritti". Hanno gia' la mia terra, hanno gia' la mia strada, hanno gia' la mia casa e la mia scuola, che cosa devo dargli di piu' ? le mie istituzioni ?? ma per favore.... provate ad andare a casa loro, e chiedere i "diritti fondamentali"...e vedrete cosa vi verra' risposto...
  • 04/09/2008 13:42
    alchimista
    Sono totalmente contrario!. Solo i cittadini italiani hanno e devono avere diritto di voto. Se un extracomunitario non ha condanne penali, paga tasse e contributi pensionistici, sa parlare italiano ( mi sembra il minimo ) dopo gli anni previsti dalla legge può chiedere la cittadinanza italiana e avrà il diritto di voto. Ma per piacere niente scorciatoie. Ma ce lo immaginiamo un partito islamico in italia?. Fini sbaglia, ma per fortuna c'è la lega che certo impedirà una sciocchezza di questo genere!.
  • 04/09/2008 17:08
    vito
    calma,non se ne farà nulla.fini si è solo divertito a prendere in giro il pd.sa bene che tutti noi elettori di cdx siamo assolutamente contrari e che il voto degli immigrati sarebbe l'unica ancora di salvezza per tutta la sx per non scomparire definitivamenteinvece la snob e colta sx nel frattempo faccia la sua lunga attraversata del deserto come si suol dire,e si rinnovi completamente.
  • 04/09/2008 18:04
    Luka
    Benissimo, così nascerà il partito islamico italiano che avrà gia quasi 3 milioni di voti. Dopodichè non ci resterà che espatriare in qualche paese più civile.
  • 04/09/2008 18:05
    Fini, ma sei diventato matto?
    Santa lega, pensaci tu e prova a farlo rinsanire. Amen.
  • 04/09/2008 18:12
    PIERA
    Se andiamo avanti di questo passo fra qualche anno saremo prigionieri dell'ISLAM, già ci hanno piazzato le moschee, figuriamoci se poi potranno votare!!!!!!!! Onore alla Fallaci che aveva capito già tutto........
  • 04/09/2008 18:47
    toro scatenato
    Fini una volta mi eri simpatico , perchè ti reputavo un politico serio e preparato, ma la tua svolta sta "svoltando" troppo, te lo dice uno che un tempo ti ammirava...sigh...sono nato all'estero da genitori emigrati....ove già di per sè è difficile a prendere la nazionalità, figuriamoci se ti permettono di votare...ricordati, molti immigrati i diritti italiani li conoscono alla perfezione, anche senza il voto, e né stanno già beneficiando...dalle pensioni ai sussidi....dalle case popolari alle varie precedenze previdenziali (per esempio, dopo un' eventuale messa in mobilità, prima pagano gli extracomunitari, poi gli italiani) visto che hanno la precedenza, perchè persone meno abbiette, caro fini, forse il sol leone di ha "aggredito" troppo quest'estate, prima il giretto in barca dei vigili del fuoco, ora questa uscita, a mio avviso infelice, pertanto, ti esorto a lasciare questi "discorsetti" estivi a veltroni e soci....altrimenti, gli italiani lasceranno te.....
  • 04/09/2008 20:17
    kat
    Ecco, questo è il genere di cose che mi fa riconsiderare la lega. Che non voterei mai, ma insomma... mai dire mai. Di sicuro Fini ha detto una stupidaggine e mi meraviglio sinceramente di lui anche se non l'ho mai votato e mai lo voterò (su questo sono strasicuro).
  • 04/09/2008 21:58
    luisa
    Quel poco o tanto che noi cittadini italiani abbiamo è frutto di lotte durate anni, quando non decenni. Non solo dobbiamo subire l'invasione di ospiti non sempre graditi, ma dobbiamo concedere tutto su un piatto d'argento, prima ancora che ce lo chiedano! Sono molti quelli che non hanno nessuna intenzione di lavorare, di considerare che esistono anche i doveri (ma appena messo piede sul nostro territorio conoscono benissimo i loro diritti), quali quello di rispettare usi e tradizioni del paese che li ospita, di integrarsi. Saremmo l'unico paese al mondo che concede persino il voto! Quando la finiremo di farci prendere a pernacchioni da tutto il mondo?
  • 05/09/2008 03:11
    jetset
    Povero Fini, eh, il sole d'agosto come fa male quando picchia sul cranio...
  • 05/09/2008 10:17
    Seawolf
    FINI, svolti troppo,ma troppo assai! Attento perchè ti ritrovi col bloccasterzo inserito e te senza chiave!
  • 05/09/2008 12:45
    getts
    assolutamente contrario, ma a parte questo complimenti a Fini per come ancora una volta rinnega il rinnegabile e provi di seguire il vento che tira
  • 05/09/2008 13:23
    Madrid
    Mi sembra che in ogni caso l'onorevole Fini non si riferisse alle elezioni politiche, ma solo alle amministrative. Non conosco nessun paese al mondo in cui chi non è cittadino voti alle politiche, però l'abitudine di far votare i residenti stranieri alle locali si sta diffondendo abbastanza. Qui in spagna, per esempio, io voto per il comune e la regione di Madrid. Non ho notizia di nessun paese in cui la cosa abbia causato particolari problemi. Una possibilità sarebbe di adottare un modello californiano: la decisione su chi far votare è lasciata ai comuni ed alle provincie. Dato che in questo momento la lega nord sta cercando di allargare i poteri dei sindaci e delle amministrazioni locali, questo potrebbe essere un terreno di compromesso.
  • 05/09/2008 13:27
    Madrid
    Caro luca b., mi scusi, ma una volta che hanno la nazionalità italiana non sono più immigrati, sono italiani, non le pare? In ogni caso sono d'accordo con lei che il voto agli italiani all'estero è una cosa un po' strana. Molti paesi lo fanno, però, in effetti, non ha molto senso. Una possiblità sarebbe dare il voto agli italiani che sono all'estero solo per un certo periodo (p.ej. inscritti all'AIRE da meno di un anno). Però in effetti è un po' strano che un argentino, nipote di italiani che non ha mai messo piede in italia possa votare per il governo italiano. Beh, di questo almeno non si accuserà la sinistra... il voto agli italiani all'estero lo ha passato la destra.
  • 05/09/2008 14:01
    jetset
    No bocillina ciò che affermi non è corretto. Fintanto che tu vieni qui come immigrata non puoi avere il diritto di voto, né noi te lo concederemo. Il pagare le tasse è un dovere che nulla c'entra, è legato al lavoro e non alla cittadinanza, che è uno status acquisito fin dalla nascita. Ora suppongo che tu sia cittadina italiana, ben integrata e magari migliore di tutti noi: questa condizione ti dà diritto al voto e noi siamo contenti di concedertelo, perché essendoti integrata hai assorbito la nostra cultura ed il rispetto per le nostre leggi. Un saluto e tanta felicità per te e la tua famiglia nel nostro paese.
  • 05/09/2008 14:16
    leo
    per me questi politici li manderei alle miniere di carbone,gia noi italiani tra poco faremo parte del terzo mondo.....se continuamo di questo passo.dove sono andati a finire quei veri politici di una volta.....uno a caso,Almirante!!!!
  • 05/09/2008 14:27
    Madrid
    luisa, come ho scritto nell'altro commento, non saremmo l'unico paese al mondo che concede il voto ai residenti stranieri nelle elezioni amministrative: diversi paesi europei lo fanno e almeno un paio di stati negli USA (negli USA le elezioni sono una questione di pertinenza degli stati, non del governo federale, per cui la cosa varia da stato a stato). E, come ho scritto, non so di nessun paese in cui la cosa abbia creato problemi o introdotto squilibri.
  • 05/09/2008 19:01
    jetset
    x Madrid: l'ha detto lei. Alcuni stati nel mondo fanno votare, addirittura negli USA sono solo un paio. I più, però, non consentono di votare. Perché allinearci con la stragrande minoranza degli stati quando il popolo italiano (che è sovrano, se lo ricordi) non vuole concedere il voto agli immigrati? Glie lo ripeto: lei vive a Madrid, protesti col governo spagnolo, semmai, ma non venga a sindacare sulle scelte di chi vive in Italia!
  • 05/09/2008 20:56
    Madrid
    jetset, se la maggioranza degli italiani non vuole concedere il voto agli immigrati, non gli si concederà, non c'è alcun dubbio. Questo, ovviamente, non toglie alla minoranza che la pensa diversamente il diritto/dovere di dire perché loro lo darebbero, non le pare? Dire la propria opinione è un dovere civico in uo stato democratico.
  • 05/09/2008 22:07
    Per Madrid
    Madrid !?!, ma sei anche in questo forum? Per favore!, basta comizi petulanti. Abbiamo capito che sai tutto tu, hai ragione solo tu e sei bravo sempre e solo tu, e gli altri sono sempre in torto, l'importante che ne sei autoconvinto, perchè qui proprio nessuno ti fuma ..... arrenditi o quantomeno cambia musica, hai stufato! Italia.
  • 06/09/2008 00:54
    luisa
    Madrid, secondo me il voto deve essere legato alla concessione della cittadinanza. E questa dovrebbe essere data con meno leggerezza. Serie analisi dei precedenti penali, certezza di non appartenenza ad associazioni terroristiche, eccetera. La vecchia legge, che conoscevo bene per lavoro, prevedeva che lo straniero conoscesse bene la nostra lingua ed avesse un'infarinatura della nostra storia. Ti dò per certo che queste indagini non sono mai state fatte.
  • 06/09/2008 12:25
    Arcibaldo
    A chi dice:- Una volta che hanno la nazionalità italiana non sono più immigrati, sono italiani-.(1) Non basta, come non basta avere un lavoro e pagare le tasse per diventare cittadino italiano. Jetset lo ha spiegato brillantemente.Diventare cittadino di una nazione bisogna per prima cosa accettare e rispettare la cultura e le leggi di chi ospita, non come fanno alcuni, per esempio l’ucoii. Provate ad informarvi cosa bisogna fare per diventare cittadino degli Stati Uniti. Ci sono addirittura degli esami da superare per finire con il giuramento alla Nazione. Conoscere la lingua è un obbligo primario. In Italia qualcuno pretende di introdurre nelle scuole la materia di lingua araba per studenti italiani, appunto, integrazione al contrario.
  • 06/09/2008 12:27
    Arcibaldo
    A chi dice:- Una volta che hanno la nazionalità italiana non sono più immigrati, sono italiani-.(2) Certo, chi lo nega, ci sono paesi che concedono il voto agli immigrati extracomunitari, come è vero che ci sono dei paesi dove non si può ostentare minimamente la propria cultura o religione, figuriamoci pretendere il diritto al voto. In Egitto si vota, sapete di italiani che hanno diritto al voto? In Pakistan lo stesso, anche il Siria e in Iran ecc…Eppure, in quei paesi ce ne sono di italiani! Bè, io per una questione di correttezza e di reciprocità concederei il voto a quegli extracomunitari provenienti da paesi dove all’italiano gli è concesso il diritto al voto. Gli altri si accontentino di essere ospitati.
  • 06/09/2008 12:33
    kosmico
    x bollicina, non sei Italiana? No voto! Chiaro, cio' che chiedi e' permesso al tuo paese? Perche' non dici a quale nazionalita' appartieni?
  • 06/09/2008 15:52
    pescegallo
    follia di una notte di mezza estate!
  • 06/09/2008 17:31
    Madrid
    Gentile signore/a che si firma “per madrid”: mi scusi, ma da quando in qua esporre un opinione vuol dire pensare di sapere tutto? Chiaro che quando uno espone una opinione pensa di aver ragione e che chi la pensa diversamente abbia torto. Nessuno difende una opinione che crede sbagliata, e questo vale per me come per chi la pensa diversamente da me. I miei “avversari”, se vogliamo chiamarli così, sono tanto convinti di avere ragione quanto me. Allora, perché se la prende solo con me?
  • 06/09/2008 17:31
    Madrid
    Sig. Arcibaldo, si, per prendere la cittadinanza americana si fa un “esame”… un po’ per modo di dire: ti danno cento domande che sono le cose da sapere (tipo: quanti senatori ci sono? Chi fu il primo presidente?) e poi all’intervista te ne fanno tre o quattro scelte a caso. Il giuramento è più che altro una festa, la gente ci va con la famiglia e si fa le foto. Guardi, gli unici veri requisiti sono che durante gli ultimi cinque anni si sia compiuto la “substancial presence” (almeno 30 mesi in totale vivendo negli sati uniti) e la “continuous presence” (nessun viaggio all’estero con durata superiore ai sei mesi). Ah, e non è necessario parlare inglese. Gli stati uniti non hanno una lingua ufficiale e, per esempio, uno se vuole può richiedere di dare, che so, l’esame per la patente nella pripria lingua.
  • 06/09/2008 19:03
    Arcibaldo
    Sig Madrid, guardo che non dico certe cose a caso. Conosco la situazione. Negli Usa appena arrivi e vuoi la cittadinanza ti sbattono davanti la costituzione e il codice penale e civile e li devi imparare. L’esame non è una passeggiata, stiamo parlando degli Stati Uniti e non dell’Italia dove si vuole regalare la cittadinanza a chiunque la chiede e in ogni caso almeno quelli li fanno.Certo, il giuramento diventa una festa se ottieni la cittadinanza, ci mancherebbe. In ogni caso non è facile, soprattutto dopo l’11/9. Mio fratello, sposato con una cittadina americana e residente nello stato dello Iowa e con due bambini nato negli Usa ci ha messo 5 anni è vero, ma è stata dura e ovvio che dopo ha fatto la festa. In quei 5 anni ha dovuto dimostrare in ogni modo di poter diventare un buon cittadino americano, lavoro, casa e fedina penale pulitissima, prima di tutto. Riguardo la lingua non mi riferivo agli Stati Uniti.
  • 06/09/2008 22:08
    IL PADANO
    MA SI FATELI VOTARE,,,,,,,,,COSI' VOTERANNO SOLO LORO ED AVRANNO IL LORO STATO!!!!
  • 07/09/2008 12:23
    Amelia S.
    In questo forum ho letto tante di quelle cretinate che ce n'è abbastanza per un secolo. volete fare concorrenza a calderoli? Ma andate a lavorare!
  • 07/09/2008 13:03
    Arcibaldo
    Cittadinanza statunitense 1. Dunque, il test per ottenere la cittadinanza statunitense si fa in lingua inglese escluso per chi ha superato i 60 anni, se ricordo bene. Prima però, oltre a saper leggere e scrivere in inglese: Un periodo di residenza e presenza fisica negli USA, buon carattere morale, conoscenza dei principi Costituzionali, fedina penale pulita. Il test di cittadinanza non è difficile, vero. Bisogna studiare la storia e conoscere la Costituzione e il funzionamento del Governo e avere una favorevole opinione degli States.
  • 07/09/2008 13:04
    Arcibaldo
    Cittadinanza statunitense 2. Si deve cmq avere un lavoro ed un permesso di lavoro e pagare le tasse senza fiatare, la cosiddetta sponsorizzazione è stata abolita. Dopo qualche anno, cinque, (variabile) si fa la domanda di residenza permanente (difficile da ottenere). Infine la domanda di cittadinanza con ulteriore test (più facile) . si ottiene la cittadinanza nel giro di un’anno, se tutto va bene. Ci sono state persone che hanno atteso perfino 10 anni. Cmq, nel periodo di attesa, dell’aspirante cittadino sapranno tutto, gli conteranno pure i peli del c… e come appena sgarra, anche una piccola multa è finita, si può scordare la cittadinanza.
  • 07/09/2008 13:07
    Arcibaldo
    Cittadinanza statunitense 3. Cmq, per ottenere la cittadinanza usa la trafila è lunga e anche difficoltosa. devi incominciare a sganciare oltre i 2000 $. Per iniziare, sia chiaro. Dopo di che se tutto procede bene ti arrivano le cartuccelle che ti invitano a recarti nei palazzoni. Ti faranno le foto segnaletiche e ti prenderanno le impronte delle mani e di tutte le dita. Ah, devi essere puntualissimo, pena: ricominciare le pratiche dall’inizio. Poi ti arrivano altre cartuccelle dove ti invitano a recarti in un centro medico dove sarai sottoposto a visite mediche e controlleranno i vaccini che ti sei fatto, ti verrà prelevato i sangue per il test hiv, ecc.
  • 07/09/2008 13:09
    Arcibaldo
    Cittadinanza statunitense 4 Le visite mediche, vaccini che ti mancano, prelievo del sangue e altro li devi pagare tu, oltre 100 $ ciascuno. I documenti sono tantissimi e codificati e collegati tra di loro e guai se sbagli, devi rifare tutto dall’inizio compreso i pagamenti.E non sei che all’inizio della lunga strada. Nel caso di mio fratello che ha sposato una donna statunitense e avendo 2 figli nati sul suolo americano (Iowa) l’unica agevolazione ottenuta è stata la green card dopo di che la trafila è stata lunga e difficoltosa come quella gli altri. La cittadinanza negli USA è personale. quindi, sarai pure Madrid, Parigi o Berlino ma non è come dici tu. Con me hai sbagliato indirizzo.
  • 07/09/2008 13:49
    Madrid
    Arcibaldo, guardi che la trafila della cittadinanza americana la conosco per esperienza: ho vissuto 12 anni negli usa e sono cittadino americano dal 2005 (ho la doppia cittadinanza). Si, è cara (come tutte le pratiche negli usa: chiedono $300 per rinnovare il passaporto... non che l'italia sia tanto più economica: 90 Euro), e ci sono un po' di foglil da fare, però si tratta di una trafila burocratica. Una volta che si è ottenuta la carta verde, è facile diventare cittadini. Le assicuro che è molto più facile che non diventare cittadini di un paese europeo. Per la carta verde, gli usa hanno una corsia preferenziale per ricercatori (si chiama "outstanding scientist and professor") ed è abbastanza facie per tecnici qualificati. Non so se in europa esiste una cosa simile.
  • 07/09/2008 14:33
    Madrid
    Arcibaldo, comunque, mi sembra che a volte lei la faccia molto più drammatica di quanto non sia. Per esmepio, ci vogliono un mucchio di vaccinazioni per la carta verde, però io sono andato ad un ambulatorio della contea (forse in iowa non ci sono, ma in california si), e me le hanno fatte per tre lire. Alcune non le ho fatte perché le avevo fatte da bambino ed avevo il libretto sanitario italiano. Insomma... il processo non è così drammatico come lo mette lei, le assicuro. A me per l'intervista mi avevano convocato alle 15:30, sono arrivato (per errore) un'ora prima e me l'hanno fatta subito. Insomma, dal mio punto di vista il processo per la cittadinanza è stato abbastanza facile. Per la carta verde è stato un po' più lungo (un anno) e non lo ho vissuto molto in prima persona, perché hanno fatto tutto gli avvocati dell'università.
  • 07/09/2008 15:20
    Arcibaldo
    Risposta 1. No, no, non mi fare il professore. In linea di massima hai confermato ciò che ho scritto e da lì è facile intuire che non è semplice ottenere la cittadinanza. E quel –po’- di fogli chiamala trafila burocratica! E lasciamo da parte l’ outstanding scientist and professor o i tecnici qualificati. Gli usa hanno tutto gli interessi ad agevolare la cittadinanza di queste persone mentre noi agevoliamo quella dell’imam di Carmagnola. Chiaro il concetto? Noi stiamo parlando della parte burocratica, vero. Ma tu devi sapere bene che l’aspirante cittadino viene passato al setaccio in altro modo, vero? L’11/9 gli è servito a qualcosa agli Stati Uniti, o no? Riguardo la visita medica ecc… O’, tu sei nato con la camicia! Mi dai sei numeri per il superenalotto? Ahhh, gli avvocati dell’università. Per fortuna che sei risultato in salute.
  • 07/09/2008 15:28
    Arcibaldo
    Risposta 2. Ti sei convinto che il test per ottenere la cittadinanza e non la patente si fa in lingua inglese? A meno che tu hai avuto qualche corsia preferenziale e lo hai fatto in italiano.Madrì, lascia perde! Ho già avuto a che fare con i tipi par tuo in questo forum. Ho imparato bene la loro abilità nel gioco delle tre carte. Esempio: io dico il test per ottenere la cittadinanza si fa in lingua inglese e tu rispondi con l’esame di patente si può fare nella lingua di origine: hai mangiato i cavoli a merenda. Io dico che i documenti per ottenere la cittadinanza li devi pagare iniziando con oltre 2000$ e tu mi rispondi che la cittadinanza è si cara e mi tiri in mezzo il… passaporto: ancora cavoli a merenda. Poi dico che bisogna essere puntuali e tu mi rispondi che sei arrivato un ora prima e te l’hanno fatta subito (?) e ti fai delle scorpacciate di cavoli.
  • 07/09/2008 15:30
    Arcibaldo
    Risposta 3. Fine. Io dico che i documenti sono tanti, codificati e collegati tra di loro e tu rispondi che sì ci sono un po’ di fogli da fare ma si tratta di burocrazia… quindi? Questa volta sono peperoni a merenda. Poi mi tiri di mezzo le agevolazioni per gli scienziati, ricercatori e tecnici… e ce credo loro trovano i tappeti rossi ad accoglierli e noi europei, soprattutto noi italiani, glieli mandiamo volentieri, pensa te! Ah, 180 € su 300$ al cambio attuale risparmio oltre i 30€. Capisco che per un’”americanizzato” sono una sciocchezza. La prossima risposta sarà pari a zero.
  • 07/09/2008 16:27
    Arcibaldo
    Vabbè, visto che la Redazione non pubblica le mie risposte termino così:- non ho nessuna intenzione di continuare a perdere tempo con uno che conclude:-dal mio punto di vista il processo per la cittadinanza è stato abbastanza facile... e non lo ho vissuto molto in prima persona, perché hanno fatto tutto gli avvocati dell'università-. Evviva gli avvocati!
  • 07/09/2008 23:00
    Per Arcibaldo
    Grande Arcibaldo, se puoi scrivi più spesso nei forum, persone in gamba come te, non faziose come invece sanno esserlo gli esponenti buonisti/tolleranti/protettori, si leggono sempre volentieri. In fondo è come pensavo anch'io, ho notato che se si scrive una cosa e lui risponde con altre argomentazioni atti a confondere o che non centrano nulla con l'argomento in questione, proprio come dici tu ci stanno come "i cavoli a merenda". Grazie della tua obiettività. Stefy.
  • 08/09/2008 12:56
    Madrid
    Per Arcibaldo, quello che volevo mettere in evidenza è, da un lato, che la trafila burocratica per ottenere la cittadinanza è molto più facile in america che non in italia. Riguardo agli avvocati, mi sono spiegato male: gli avvocati mi hanno aiutato con la carta verde (in particolare, hanno fatto le pratiche con il department of labour); per la cittadinanza ho fatto tutto io, per cui so come vanno le cose. E, naturalmente, anche per la carta verde cose come le visite mediche ho dovuto farle io.
  • 08/09/2008 12:56
    Madrid
    (continua) Le assicuro che prendere la cittadinanza usa è molto più facile che non prendere la cittadinanza italiana. Dall'altro lato, lo outstanding researcher era un modo di mettere in evidenza che gli usa creano delle corsie preferenziali per quelle persone con una educazione universitaria che possono costituire una ricchezza. in italia abbiamo moltissimi immigrati laureati e brillanti che raccolgono pomodori o quasi. Mi sembra che, se si vuol fare una politica seria di immigrazione, questa dovrebbe anche includere delle facilitazioni a immigrati qualificati.
  • 08/09/2008 13:09
    Madrid
    (continua per Arcibaldo). Nego decisamente che il costo della cittadinanza sia di $2000. Mi sembra che op ho pagato un $400 quando ho inviato il modulo N-400 (application for naturalization), e questo è stato più o meno tutto. Poi, chiaramente, devi pagare per il passaporto, ma il passaporto non è necessario per essere cittadino, hai il certificato di naturalizzazione che, se non devi viaggiare, è sufficiente. Insomma, forse per suo fratello non è stato così, non so se in iowa la cosa funziona peggio, ma in california dove l'ho fatto io è stato un processo molto semplice. L'intervista... il tizio che mi intervistò si chiamava Gonzales (già che parliamo di immigrati), e mi chiese se parlavo spagnolo.
  • 08/09/2008 16:51
    Arcibaldo
    Per stefy .1: non ci perdo tempo. Ha già capito dall’inizio l’antifona. In pratica il messaggio che si vuol mandare è questo: se negli stati uniti è facilissimo avere la cittadinanza e quindi il diritto al voto (così dicono) anche in Italia si potrebbe fare lo stesso, anzi, facciamo di più, mostriamo di essere più altruisti degli americani e porte aperte a tutti. Va bene, diamo ragione, negli stati uniti come appena sbarchi trovi schiere di avvocati pronti a darsi da fare per farti prendere la cittadinanza senza problemi e a 4 dollari. D’altronde se uno come mohamed atta è riuscito a fare quel po’ di casino pur non avendo la cittadinanza , qual è il problema?
  • 08/09/2008 16:55
    Arcibaldo
    Cmq, Concedere il voto agli extracomunitari. E’ giusto si o no? Per me va bene,ma però, dipende a quali extracomunitari. Esempio: visto che è così semplice per un italiano ottenere la cittadinanza statunitense e siccome loro, gli statunitensi, sono extracomunitari, deve essere altrettanto semplice per loro ottenere la cittadinanza italiana. Lo stesso vale per i brasiliani ecc… ma questo già avviene e se mi sbaglio mi ‘corrigerete’. Quindi, in questo caso stiamo applicando il cosiddetto politically correct e reciprocità. Ora parliamo di quei paesi dove all’italiano non gli è concessa né la cittadinanza nè il diritto al voto. Che io sappia in un paese come l’egitto, siria, iran,ecc. questo diritto gli italiani non ce l’hanno e se mi sbaglio mi ‘corrigerete’. Ora, per quale motivo in Italia si deve concedere la cittadinanza e il diritto al voto ad un egiziano, siriano, iraniano ecc.? Semplice, no?
  • 08/09/2008 16:57
    Arcibaldo
    1)- Un'apertura con serietà sul voto agli immigrati aprirebbe anche la strada all'Italia per "esportare" se stessa, economia compresa, verso i paesi di provenienza degli stessi immigrati. -. E’ il massimo del delirio! Prova ad esportare la cultura italiana nei paesi musulmani e vedi cosa ti succede. Quelli ti aprono la strada per l’altro mondo. Non mi tirare in mezzo i cinesi, quelli stanno importando la Cina da noi.
  • 08/09/2008 16:58
    Arcibaldo
    2)L’intellettuale francese Alain Finkielkraut in un intervista concessa a M Foa nel mese di aprile ha ricordato la frase pronunciata di recente dal premier turco Erdogan a Colonia:-Assimilare gli stranieri è un crimine contro l’umanità-. A questa frase Finkielkraut ha risposto:- Io dico che non si tratta di imporre i nostri costumi, ma di esigere il rispetto delle norme sancite dalle democrazie europee: parità tra uomo e donna, no alla sottomissione, no ai matrimoni forzati. Questi sono principi non negoziabili. Non è islamofobia “sottomettere” le popolazioni musulmane al rispetto dei diritti dell’uomo e far valere le regole della civiltà europea- Foa conclude:- Ha ragione Finkielkraut, occorre obbligare gli islamici immigrati in Occidente? O bisogna rassegnarsi alle idee di Erdogan, che rivendica il diritto di vivere in un Paese senza adeguarsi alle sue regole civiche e dunque senza vera integrazione, come in fondo propone il comunitarismo?- Non ci siamo, eh?
  • 08/09/2008 18:34
    Madrid
    Arcibaldo, le ricordo come è nata la diatriba sulla cittadinanza usa. Lei ha scritto: "Diventare cittadino di una nazione bisogna per prima cosa accettare e rispettare la cultura e le leggi di chi ospita, non come fanno alcuni, per esempio l’ucoii. Provate ad informarvi cosa bisogna fare per diventare cittadino degli Stati Uniti." Io le risposto, sostanzialmente: guardi che diventare cittadino usa è più facile che diventare cittadino italiano. Il senso era che non c'è bisogno di rendere ancora più duro il conseguimento della cittadinanza italiana. Gli usa, che di immigrazione ne sanno qualcosa, non sembra che abbiano dei problemi con il processo che hanno. Tutto qui.
  • 08/09/2008 18:46
    Madrid
    Arcibaldo, Finkielkraut non dice niente di nuovo. Un immigrato in italia ha l'obbligo di rispettare tutte le nostre leggi, comprese quelle contro la disuguaglianza tra uomo e donna. Su questo, almeno da parte mia, non ci sono mai stati dubbi. I "costumi", ovvero quelle cose su cui la legge lascia il campo libero, sono un'altra cosa. Però, stia tranquillo, tutto quello di cui ho parlato assumeva il rispetto per la legge. Ci mancherebbe altro. Però... cosa c'entra questo con il diritto di voto agli immigrati legali?
  • 09/09/2008 11:41
    Pete Plague
    Ahi ahi Gianfranco! su questa buccia di banana non dovevi scivolare! Gli immigrati, probabilmente i peggiori della società da cui derivano, vengono da noi spesso commettendo azioni criminali (ma questo è un altro discorso), da noi lavorano e guadagnano, ma dice: "ma pagano le tasse!" dovrebbero anche non pagare le tasse come invece fanno i cittadini italiani? E poi dovrebbero anche stabilire chi deve amministrarci? E poi un fiaschettino d'olio?
  • 09/09/2008 12:02
    Luka x madrid
    Non riesco a capire perchè dobbiamo fare confronti con gli stati uniti. Prima di tutto non invidiamo affatto i ghetti presenti in ogni città degli usa dove neanche la polizia entra e se passi per caso con il taxi, il conducente tiene la pistola a portata di mano. Secondo, voglio proprio vedere con quale estrema facilità uno straniero estremista islamico otterrà la cittadinanza negli usa, i nostri immigrati sono radicalmente differenti da quelli che arrivano in usa. Terzo, gli usa non hanno tradizioni da difendere perchè non ne hanno, noi invece ci teniamo a mantenere la nostra identità. Meno male che quì in europa le tradizioni e l'aspetto umano della società sono ancora tenuto in considerazione a differenza degli usa dove l'uomo è un ingranaggio del sistema economico.
  • 09/09/2008 12:11
    Pete Plague
    Appello al giornale: Vi consiglierei di non concedere tanto spazio a Arcibaldo e Madrid. Non mi sembra giusto un atteggiamento così invasivo per l'esternazione delle loro diatribe, che probabilmente finiscono per annoiare gli altri lettori, ai quali magari non gliene frega nulla dei contenuti del loro chilometrico colloquio.
  • 09/09/2008 13:03
    tommy
    non esiste che un extracomunitario viene in italia, ci fa spendere un sacco di soldi per essere assistito,si comporta da delinquente restando impunito in quanto lui non ha nulla da perdere e qualche politico per garantirsi la poltrona pensa anche di dargli il diritto al voto. Io dico NO.Se gli diamo il voto a breve saranno in parlamento assieme ai delinquenti nostrani che ci governano.
  • 09/09/2008 14:06
    Madrid
    Luka, lei non riesce a capire perché dobbiamo fare un confronto con gli usa, e poi... fa un confronto con gli usa! Comunque, la cosa era iniziata come iniziano queste cose, da un commento casuale a cui poi qualcuno risponde, il che genera una contro-risposta, etc. Insomma... sa come sono i forum! A volte vagano più di due filosofi del 600 in una disputa di corte!
  • 09/09/2008 17:15
    Madrid
    tommy, mi sembra che lei stia facendo un po' di confusione. Quando si parla del diritto di voto si parla, ovviamente, di immigrati legali, ovvero di gente che in italia vive, lavora, e paga le tasse. L'immigrazione illegale è un problema diverso.
  • 09/09/2008 17:51
    fabrizio
    Secondo me possono votare solo se diventano cittadini italiani e conoscono a menadito la nostra lingua, storia e cultura.
  • 09/09/2008 18:14
    Arcibaldo
    E si continua con il solito giochetto delle tre carte. La domanda è semplice : un musulmano rispetta le nostre leggi? Per me no!Un musulmano rispetta la nostra cultura? Doppio no! Vogliamo prendere atto della differenza tra la cultura occidentale e quella islamica? Quella differenza che facciamo soprattutto noi occidentali con la nostra secolarizzazione. L’errore più grande è lasciare campo libero proprio ai... ‘costumi’. L’infibulazione per esempio fa parte della cultura islamica, ossia, dei… ‘costumi’.Lasciamo campo libero? Magari mi si può rispondere quella no. Quindi che facciamo? Decidiamo noi quale parti della cultura islamica sono consentiti? Finkielkraut ribadisce l’ovvio che va sempre ribadito soprattutto quando un premier come quello turco fa quelle deliranti esternazioni.
  • 09/09/2008 18:15
    Arcibaldo
    Sull’uguaglianza tra uomo e donna, la terribile storia di hiina saleem sta a dimostrare che c’è una barriera imbattibile tra le due culture e non mi venite a parlare della responsabilità individuale, perché nel caso dell’islam così non è. Ora, ce la sentiamo di concedere il voto ai portatori di tale cultura? Vi ricordo che in Belgio in seguito a una folle indiscriminata integrazione e quindi alla concessione del voto agli extracomunitari è nato il partito islamico belga, scaraventando nello sconforto i socialisti, causa di tutto . Potrebbe servire da lezione sia a Veltroni che a Fini? Fatevi un giretto dalle parti di faithfreedom oppure dalle parti dell’observatoire de l’islamisation. Capito ora cosa centra concedere il voto agli immigrati legali o meno? Noto con ‘piacere’ che evitate accuratamente la questione della reciprocità. Capisco, non c’è argomento da contrapporre. Ah, se annoio qualcuno, invece di invocare la censura farebbe bene ad evitare di leggermi.
  • 09/09/2008 18:19
    Felice
    No al voto agli immigrati....ci stanno portando alla rovina,non siamo piu sicuri nemmeno nelle nostre città dove siamo nati con questa feccia umana...dobbiamo gradualmente cacciarli via dall'ITALIA....se non lo fara il goveno dobbiamo farlo noi il popolo...dobbiamo rendergli la vita un casino....Via gli Immigrati...fuori dall'Italia è terra nostra e qui non siete graditi...dobbiamo tornare al fascismo allora si che si vivrebbe bene...
  • 09/09/2008 21:05
    Antonio
    Felice, lei ha perfettamente ragione. Dobbiamo superare la stupida demagogia buonista ed a favore dell'integrazione come necessità assoluta, toglierci i paraocchi e renderci conto che questa feccia ci sta invadendo e pian piano sta acquisendo potere ed erodendo a scrocco il (poco) denaro pubblico da noi prodotto. In cambio portano delinquenza, sporcizia, arroganza. Bisogna cacciarli via tutti, ma ciò è difficile finchè a molti (sinistra in primis) i balordi faranno comodo.
  • 09/09/2008 22:55
    AGENTE DEL FISCO
    QUALCUNO LA VUOL FINIRE COL MITO CHE PAGANO LE TASSE? sul sito del MEF ci sta quanto pagano: 1,87 miliardi di € di tasse!! che cifra....al ministero di grazie e giustizia i reati commessi da stranieri costano 7 miliardi di €!!...poi aggiungo che le tasse si riferiscono ai dipendenti, la maggior PARTE DI LAVORATORI AUTONOMI non conoscono l'F24...io ho da lavorare 30 pratiche di extracomunitari che hanno aperto P. IVA per avere il permesso...e il ricongiungimento con le false dichiarazioni, che poi non hanno regolrmente pagato...chiedete a qualche mio colega emiliano o lombardo..
  • 10/09/2008 06:51
    adriana
    Per Madrid, ma tu che vivi in Spagna, come fai a sapere esattamente cosa succede in Italia? Solo leggendo i giornali? Bisogna vivere tutto sulla propria pelle e poi commentare e dare giudizi, ti garantisco che non è proprio una questione di razzismo, ma di convivenza, da parte loro, perchè non vogliono adeguarsi alla nostra cultura e, per il voto, penso che non gliene importi più di tanto, visto che non rispettano le nostre leggi.
  • 10/09/2008 12:46
    Madrid
    rcibaldo, non vedo perché un musulmano non dovrebbe rispettare le nostre leggi. Certo che si. Mi immagino che lei non stia parlando di delinquenti: se un musulmano mi ruba il portafoglio lo fa perché è un ladro, non perché è musulmano. Potrebbe essere cristiano, baha'i o indù, sempre ladro sarebbe. Però mi sembra che lei dica qualcosa di diverso: che un musulmano, per il fatto stesso di essere musulmano, non può rispettare le nostre leggi. Questo mi sembra falso. E non può dire "per me no": le leggi sono scritte, e uno le rispetta o non le rispetta.
  • 10/09/2008 12:47
    Madrid
    adriana, vivo in spagna però la mia famiglia vive in italia (a firenze), vado molto spesso a visitarli e trascorro dei periodi anche lunghi in italia. In quanto al sentire sulla propria pelle, la mia impressione è che la grande maggioranza degli italiani non abbiano avuto nessun problema diretto con la criminalità italiana o straniera (le cifre dicono che le vittime di crimini sono relativamente poche), per cui mi sembra che più che sulla propria pelle lo sentano alla televisione.
  • 10/09/2008 12:57
    Madrid
    fabrizio, secondo i suoi criteri di cittadinanza (parlare perfettamente l'italiano, conoscere perfettamente la nostra storia e cultura), bisognerebbere togliere la cittadinanza alla maggioranza dei cittadini italiani. Sbagli un congiuntivo? Via il passaporto! Roma resterebbe vuota. Non sai in che anno ci fu la battaglia di montaperti? Via il passaporto! Interessante.
  • 10/09/2008 13:33
    Madrid
    Felice, non ho capito bene, lei vorrebbe mandare via tutti gli immigrati? Compresi, che so, giocatori di calcio stranieri, presidenti della filiale italiana di banche ed imprese straniere, un neurochirurgo canadese che lavora in italia, dipendenti delle ambasciate, rappresentanti delle compagnie che ci vendono il petrolio. Insomma... tutti via! Mi sembra che lei stia facendo confusione tra immigrati legali ed illegali. La proposta dell' on. fini, chiaramente, riguardava solo gli immigrati legali.
  • 10/09/2008 16:21
    renny
    io sono contraria al voto per gli immigrati ne abbiamo abbastanza della loro prepotenza senza che si arroghino il diritto di decidere del nostro futuro e mi meraviglio che Fini sia d'accordo. Poi vorrei dire ai due lettori Madrid e Arciboldo : ma non avete niente altro da fare in tutta la giornata? beati voi!
  • 10/09/2008 18:12
    Arcibaldo
    E continui a menare il can per l’aia… docente. Immagini bene, non sto parlando di delinquenti. il tuo tentativo di deviare un discorso ben preciso al furto del portafoglio o a che i delinquenti si trovano anche tra qualsiasi credo religioso o cultura o quello che ti pare è alquanto ridicolo e quindi inutile. Ti ribadisco che ho già avuto a che fare con tipi simili a te in questo forum ( magari con te sotto altro nome ) per cui stai a perdere tempo. Smettila una buona volta con il giochetto delle tre carte e segui il filo del discorso… docente.
  • 10/09/2008 18:20
    Arcibaldo
    Nel 2002 a milano nacque il il partito islamic italiano, ‘pit’ credo, Per fortuna allora, come ora, i musulmani in particolare non avevano diritto al voto. Non so che fine ha fatto quel partito ma da quel fatto è evidente che fini e veltroni potranno foraggiarsi con i voti di un peruviano, statunitense, del giapponese, dell’indiano come del cinese ma quello dei musulmani se lo possono scordare. ora, se sbaglio mi ‘corrigerete’, i musulmani sono tra le prime posizioni come numero di popolazione e aumentano in modo esponenziale, tenendo presente i tanti, troppi italiani che si convertono o si naturalizzano alla religione islamica, dico bene? Ce la sentiamo di correre questo rischio? -Vi invaderemo con le vostre leggi; vi domineremo con le nostre leggi.-
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