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FEDERALISMO FISCALE

Ai comuni le tasse sulla casa,
alle Province quelle sul carburante

Roberto Calderoli ha presentato, ai rappresentanti dell'Upi e dell'Anci, la bozza sul federalismo fiscale che dovrebbe approdare in Consiglio dei ministri la prossima settimana. Il documento presenta nei suoi 22 articoli alcune novità

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Calderoli Roma, 4 settembre 2008 - La bozza sul federalismo fiscale presentata questa mattina dal ministro per la Semplificazione normativa, Roberto Calderoli ai rappresentanti dell'Upi e dell'Anci, e che dovrebbe approdare in Consiglio dei ministri la prossima settimana, presenta nei suoi 22 articoli alcune novità tra cui una tassa sulle auto e una sul carburante a favore delle Province e la razionalizzazione dell'imposizione fiscale immobiliare per riconoscere una adeguata autonomia a comuni e citta metropolitane.

CARBURANTI: L'articolo 10 prevede una "razionalizzazione dell'imposizione fiscale relativa agli autoveicoli e alle accise sulla benzina e gasolio" con l'obiettivo di "riconoscere un'adeguata autonomia impositiva alle province".

IMMOBILI: Nello stesso testo dell'articolo è prevista anche "la razionalizzazione dell'imposizione fiscale immobiliare, compresa quella sui trasferimenti della proprietà e di altri diritti reali" per riconoscere autonomia ai Comuni e alle città metropolitane. Tali fondi di scopo, serviranno anche per la realizzazione di opere pubbliche e a "finanziare oneri derivanti da eventi particolari quali flussi turistici e mobilità urbana". Anche le Regioni, nell'ambito dei propri poteri legislativi in ambito tributario potranno "istituire nuovi tributi comunali e provinciali e delle città metropolitane nel proprio territorio, specificando gli ambiti di autonomia riconosciuti agli enti locali". Quest'ultimi hanno inoltre il potere "di modificare le aliquote dei tributi loro attribuiti da tali leggi e di introdurre agevolazioni" e dispongono infine di "piena autonomia" nel fissare le tariffe per prestazioni o servizi offerti "anche su richiesta di singoli cittadini".

CITTÀ METROPOLITANE: Con il nuovo disegno di legge a cui sta lavorando il ministro Calderoli sarebbero sette le città metropolitane (Roma, Milano, Firenze, Bologna, Torino, Napoli e Genova). L'articolo 12 prevede il finanziamento delle funzioni delle città metropolitane relativo ai comuni capoluogo con più di 350mila abitanti, "in modo da garantire loro una più ampia autonomia di entrata e di spesa in misura corrispondente alla complessità delle medesime funzioni". Resta incerta la posizione di Bari e Venezia che, stando a queste prime indicazioni, non rientrerebbero nei parametri del finanziamento, perchè hanno una popolazione inferiore ai 350mila abitanti.










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