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ECOFIN

Draghi: "Contro la crisi subprime le banche
devono raccogliere altri 350 miliardi di dollari"

Lo ha detto il governatore della Banca d'Italia parlando all'Ecofin in qualità di presidente del Financial Stability Forum. Draghi ha inoltre ricordato che le perdite annunciate dal mondo bancario sono pari a 500 miliardi di dollari e questa cifra potrebbe presto lievitare

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Mario Draghi Nizza, 12 settembre 2008  - La crisi dei mutui non è finita. È costata alle banche 500 miliardi di dollari di perdite a livello globale e questa cifra potrebbe presto lievitare. Vero che il sistema finanziario ha provveduto alla ricapitalizzazione di 350 miliardi di dollari, ma ne occorrerebbero almeno altrettanti. E si tratta di un obiettivo che per alcuni istituti potrebbe rilevarsi difficile da raggiungere. Al tavolo dell'Ecofin, il Governatore di Bankitalia Mario Draghi - parlando in qualità di presidente del Financial Stability Forum - traccia il quadro della situazione che non lascia spazio a facili ottimismi.


La crescita che arranca in Europa, la corsa dell'inflazione, il calo del greggio ma non delle altre materie prime, la situazione dei mercati sono stati il tema di una lunga giornata di confronto tra i Ministri dell'Economia e delle Finanze europei riuniti a Nizza per il vertice informale.
 

Per la seconda volta (è già accaduto all'Ecofin di Scheveningen nel 2004 per discutere di fusioni bancarie), i Ministri hanno invitato a partecipare autorevoli personalità del mondo finanziario per fare il punto della situazione.

La debolezza della crescita preoccupa infatti i titolari della politica economica: il presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker ha ammesso la frenata significativa del Pil ma ha sottolineato che "non è recessione". Ciò non significa però che si possono dormire sonni tranquilli perchè, sempre secondo Mister Euro, occorre una strategia comune a livello europeo.
 

In questo discorso, si innesta la proposta lanciata a Cernobbio dal Ministro dell'Economia Giulio Tremonti di un fondo sovrano Ue. In sintesi, Tremonti ritiene necessario che il Fondo - da individuare nella Bei, la Banca europea degli investimenti - funzioni come la nostra Cassa Depositi e Prestiti, in modo tale da stimolare la crescita e da incentivare gli investimenti.

Un'idea che è stata giudicata interessante non solo dalla stessa Bei ma anche dai colleghi di Tremonti. Juncker si è detto disponibile a parlarne, così pure come il Ministro francese Lagarde. E domani, su questo tema, il dibattito entrerà nel vivo.










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