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Ore cruciali, riparte la trattativa
Cai: "Altri soldi per i contratti"

Si lotta contro il tempo per evitare il fallimento dopo l'annuncio di ieri del commissario straordinario Augusto Fantozzi: "Manca il carburante, voli a rischio

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Assistenti di volo di Alitalia Roma, 14 settembre 2008 - Sono ripresi i colloqui informali tra governo e sindacati sul piano di rilancio di Alitalia al ministero del Lavoro. Al confronto è presente anche la Cai, secondo quanto riferiscono fonti sindacali, insieme al ministro del Welfare Maurizio Sacconi.

Al tavolo al momento sono seduti i segretari confederali di categoria per fare "un affondo sui contratti", ha spiegato Marco Veneziani della Uilt. Claudio Claudiani, segretario generale della FIT-Cisl, ha spiegato che oltre al sistema dei contratti si terrà conto anche del tema delle relazioni industriali.

 I rappresentanti degli assistenti di volo (Anpav, Avia e Sdl) sono stati convocati alle 11.30 a Palazzo Chigi dal sottosegreterario alla presidenza del consiglio, Gianni Letta.

 

IL NODO CONTRATTI

 

La Compagnia aerea italiana (Cai) sarebbe disposta a mettere "risorse aggiuntive" nell'offerta per la nuova Alitalia in modo da favorire il rilancio della trattativa con i sindacati e il raggiungimento di un accordo finale. Lo ha spiegato il segretario confederale della Cgil, Fabrizio Solari, a margine dell'incontro informale al ministero del Lavoro tra il Governo, la Cai e i sindacati confederali.

"Ieri sera il Governo ci ha riferito che ci sono risorse aggiuntive" per i contratti della nuova Alitalia, ha spiegato Solari rispondendo a una domanda sulle indiscrezioni che parlano di 100 milioni in più messi sul piatto dalla cordata italiana.
 

 

I SINDACATI

 

La possibilità di arrivare a un accordo "dipende molto da oggi, dal lavoro che sapremo fare e dalla capacità di realismo e elasticità che tutti avranno: governo, imprese e sindacati". Così il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni ha commentato l'ipotesi di arrivare oggi alla stretta finale sul rilancio di Alitalia, entrando al ministero del Lavoro dove sono in corso incontri informali tra governo e sindacati. E sulla ipotesi di una maggiore vicinanza a un accordo, Bonanni ha detto: "Dovrebbe essere così".

Per il segretario della Cisl, inoltre, il braccio di ferro coi piloti e le tensioni "non avrebbero motivo. Rischiano di tagliare l'albero su cui sono seduti". Sull'ipotesi che per i piloti ci sia un contratto equiparato a quello dei dirigenti Bonanni ha poi affermato: "Mi pare che sia una proposta che hanno già fatto l'altra sera".  

 

CGIL, CISL, UIL E UGL AL LAVORO SU PROPOSTA COMPLETA

 

I vertici di Cgil, Cisl, Uil e Ugl stanno lavorando a una proposta completa per arrivare a un accordo finale sul salvataggio di Alitalia, un documento da presentare poi alle altre cinque sigle della compagnia (Anpac, Up, Sdl, Anpav e Avia). Su questo, secondo quanto si apprende, si sta lavorando nella sede del ministero del Lavoro in via Veneto nell'incontro informale tra il Governo, la Cai e i le organizzazioni confederali. La proposta, che dovrebbe diventare in seguito un accordo quadro di settore, riguarderebbe sia la parte normativa sia quella contrattuale.
E' stato così cambiato in corso d'opera il percorso che avrebbe dovuto portare a un tavolo di trattativa finale con tutte le sigle sindacali di Alitalia: non ci sarà più una proposta di mediazione del Governo ma ci sarà un protocollo d'intesa approvato da Cgil, Cisl, Uil e Ugl da proporre alle altre sigle con limitati margini di trattativa.

 

FILT-CGIL: NESSUN ACCORDO, GOVERNO CONVOCHI TUTTE SIGLE

 

Non è stato raggiunto "alcun tipo di accordo" sulla vicenda Alitalia e ora è necessario che il Governo convochi tutti i sindacati della compagnia aerea. Lo afferma in una nota la Filt-Cgil, sottolineando che "a fronte della confusione che sta esasperando gli animi è opportuno chiarire che al momento non è stato raggiunto alcun tipo di accordo sulla vertenza Alitalia".
 

"Il lavoro informale svolto da tutte le organizzazioni sindacali e associazioni professionali - aggiunge la Filt - non ha prodotto allo stato un risultato utile a risolvere la vertenza, è il momento che ognuno si assuma la propria responsabilità, a cominciare dalla Cai, e che il Governo convochi urgentemente tutte le nove sigle sindacali di Alitalia".
 

 

PILOTI-ASSISTENTI VOLO: IRRESPONSABILE GESTIONE GOVERNO

 

Se il tavolo sul piano di rilancio di Alitalia non tornerà ad essere unitario la situazione nelle prossime ore diventerà ingestibile perchè la gestione della vertenza da parte del Governo è "irresponsabile". E' l'accusa che arriva dai piloti, dagli assistenti di volo e dal personale di terra di Alitalia delle sigle autonome Sdl, Anpac, Up, Anpav e Avia.
 

Le associazioni sottolineano che "nell'apprendere della trattativa in corso presso la sede di via Veneto alla sola presenza delle organizzazioni confederali, ritengono irresponsabile la gestione della vertenza da parte del Governo nella persona del ministro del Lavoro Sacconi".
"In assenza di una immediata riunificazione del tavolo negoziale la situazione sarà destinata inesorabilmente a diventare ingestibile a partire dalle prossime ore", minacciano i sindacati autonomi.

  • 14/09/2008 13:30
    roberto
    Credo che debba essere presa una vera e saggia decisione per alitalia:il fallimento. quello che nascerà sarà sempre meglio di cordate interessate ad altri business risarcitori e non a quello di volare in modo economico,efficace ed efficente come devono essere tutti i servizi resi al pubblico, in regime di libero mercato.Io non volo alitalia da 20 anni perchè è cara,non è mai in orario e non si sa se arriverà o partirà.Questo lo è da sempre!Non sono disposto a pagare con le mie tasse i debiti di una compagnia gestita dai sindacati e dai politici che hanno operato in netto dispregio dei clienti e del tesoro pubblico.Fallire sarà un segnale anche ad altre realtà similari (ferrovie,multiutilities dell'acqua,gas,trasporti,rifiuti)che se non lavoreranno bene dovranno fallire e i lavoratori si troveranno un'altra occupazione.ex dipendenti come gli altri italiani che perdono il lavoro in altre mille realtà.sarà inoltre un insegnamento ai milioni di lavoratori protetti che pensano che lavorare sia un opzional.
  • 14/09/2008 15:20
    GIOVANNI
    Se e vero che i piloti hanno uno stipendio più alto della media europea è giusto che venga adeguato. Ma chi dice ciò dia il buon esempio si cominci non con i discorsi e vari bla bla ad adeguare tutti gli stipendi alla media europea. A cominciare da quelli dei politici che devo essere i primi a dare il buon esempio e poi tutti gli altri e che Brunetta cacci tutti i Fannulloni che ci sono oltre che nelle imprese pubbliche anche nei rami del parlamento. L' ITALIA per rimettersi in moto a bisogno di una buona pulizia non solo a Napoli ma in tutta l'Italia.
  • 14/09/2008 19:47
    giorho
    Se un'azienda produce perdite la si risani se è possibile.Tante ditte hanno chiuso lasciando a casa i lavoratori che sono stati lasciati soli con tante promesse da parte di politici che pensano solo ai loro superstipendi e privilegi.Ma da quanti anni l'ALITALIA è in perdita e non sono stati presi provvedimenti?
  • 14/09/2008 19:58
    LEONIDA
    PER PIACERE FATELA FALLIRE, COME FALLISCONO ALTRE MIGLIAIA DI IMPRESE PRIVATE ITALIANA OGNI GIORNO(E VISTO L'ANDAZZO SEMPRE PIÚ). MI FANNO RIDERE QUESTI DIPENDENTI ALITALIA. VI DOMANDO: UN OPERAIO QUALSIASI DA 1000/1200 EURO AL MESE RICEVE PER CASO: BUONI BENZINA, RIMBORSI PEDAGGI E RIMBORSINI VARI??? CHI SONO QUESTA GENTE, CHE SAREBBE FALLITA DA 20 ANNI CIRCA SENZA I VARI INTERVENTI STATALI, DI DESTRA O SINISTRA? SE UN'AZIENDA PERDE FALLISCE!!!!!!! E CHIUDE PER SEMPRE!!!!!
  • 14/09/2008 21:14
    Lucrezia Borgia
    perchè a queste cose non ci si è pensato in precedenza? Cosa hanno fatto gli ultimi governi berlusconi?almeno quello prodi bene o male aveva tentato qualcosa,poi ci si è messo in mezzo napoleone che per per farsi avanti in campagna elettorale aveva detto:ghe penso mi ed ecco il risultato..!!!!!!!
  • 14/09/2008 23:23
    andyblog
    Sono d'accordo con Roberto e altri commenti, per cui fallire (anche se per molti sarà un dramma) costituirebbe un primo segnale di serietà e di normalità in un paese abituato alla logica del clientelismo e del buonismo con i soldi degli altri o meglio degli Italiani . Non sono d’accordo però nel fare tutta un’erba e un fascio riguardo ai dipendenti Alitalia i quali giustamente almeno per alcune categorie piloti, AV, difendono la loro professionalità e dignità lavorativa, dinanzi ad una proposta che vorrebbe non equipararli ai contratti della media europea, rendendoli invece schiavi in virtù di un finto piano industriale e per un mero ritorno economico, collimato più che altro a gantire i profitti promessi dal Governo ai cd. "Capitani coraggiosi". Certo il fallimento comporterebbe maggiori incertezze sul futuro dei singoli, ma per l’interesse collettivo e del paese a qs. punto è la soluzione migliore visto il pasticcio che ne sta venendo fuori.
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