Il premier - intervistato con Vespa - si scaglia contro il giudice di Milano. "E questo è soltanto l'ultimo dei processi che mi sono stati cuciti addosso. In totale più di cento procedimenti: record di tutto il sistema solare"
Roma, 29 settembre 2008 - Il premier Silvio Berlusconi torna ad attaccare Nicoletta Gandus per la gestione del processo Mills. Di fronte ad "argomenti inoppugnabili qualunque giudice scrupoloso ed equanime avrebbe chiuso il processo. Non così la dottoressa Gandus".
Intervistato per il libro di Bruno Vespa 'Viaggio in un'Italia diversa', Berlusconi spiega: "Un giudice non deve essere soltanto imparziale. Deve anche apparirlo. E' curioso sostenere - come ha fatto la Corte d'Appello - che Nicoletta Gandus, pur essendo un mio palese nemico politico nel momento in cui arrivasse a scrivere una sentenza nei miei confronti saprebbe non venir meno al vincolo d'imparzialità impostole dalla Costituzione".
Ricostruendo con Vespa le varie fasi del processo Mills, Berlusconi ricorda che la sua difesa ha dimostrato in aula che i famosi "seicentomila dollari sono un compenso professionale riconosciuto a Mills da un armatore italiano residente in Africa", scagionando completamente la Fininvest.
"A questo punto - prosegue il presidente del Consiglio - il processo, da cui avrei dovuto essere già ampiamente assolto, sarebbe già caduto in prescrizione se nel febbraio 2008 la Procura di Milano non avesse sostenuto la stupefacente tesi che la presunta corruzione di Mills non si sarebbe verificata nel momento in cui avrebbe ricevuto i soldi, ma nel momento in cui avrebbe cominciato a spenderli! Cioè due anni dopo, proprio in tempo per far scattare in avanti i termini della prescrizione. Per finire: il fisco inglese, dopo indagini approfondite, ha deliberato di far pagare a Mills le imposte e anche delle forti penalità su quei seicentomila dollari, proprio perché ha accertato che si trattava di un corrispettivo dovuto per una prestazione professionale e non di una donazione da parte di terzi che sarebbe stata esente da tassazione".
"A questo punto - prosegue Berlusconi - e di fronte a questi argomenti inoppugnabili qualunque giudice scrupoloso ed equanime avrebbe chiuso il processo. Non così la dottoressa Gandus, presidente del collegio. Uno: negò alla difesa tutti i testimoni a discarico ammettendo invece tutti quelli del P.M. Due: accelerò i tempi del processo (si era in piena campagna elettorale). Tre: accettò inopinatamente i nuovi termini di prescrizione. Tutto ciò fece insospettire i nostri avvocati che alla fine vennero a sapere che la Gandus era ed è un'attivissima militante della sinistra estrema e che come tale ebbe a partecipare a tutte le manifestazioni di contrasto nei confronti del mio governo".
"E questo - sottolinea Berlusconi - è soltanto l'ultimo dei processi che mi sono stati cuciti addosso. In totale più di cento procedimenti, 900 magistrati che si sono occupati di me e del mio gruppo, 587 visite della polizia giudiziaria e della guardia di finanza, 2500 udienze in quattordici anni, più di 180 milioni di euro per le parcelle di avvocati e consulenti. Dei record davvero impressionanti, di assoluto livello non mondiale ma universale, dei record di tutto il sistema solare".
"Comunque - prosegue Berlusconi - io continuo ad avere fiducia nei giudici perché alla fine sono sempre stato assolto e soprattutto perché la maggioranza dei giudici è composta da magistrati indipendenti e coscienti della sacralità della propria alta funzione. Questa volta invece mi sono trovato di fronte a un processo con due anomalie evidenti: le prove a mio discarico sono state intenzionalmente ignorate e il giudice che deve emettere la sentenza è un giudice politicamente impegnato, un mio avversario dichiarato".
"Dobbiamo quindi ringraziare il Parlamento che, su proposta del ministro Alfano, ha approvato un provvedimento di legge comune ad altri Paesi europei che prevede il rinvio dei processi contro le quattro più alte cariche dello Stato sino alla fine del loro mandato, facendo salvi i termini della prescrizione. Un provvedimento necessario in un sistema giudiziario come il nostro in cui operano alcuni magistrati che invece di limitarsi ad applicare la legge, attribuiscono a se stessi e al loro ruolo un preteso compito etico", conclude il Cavaliere.
LA REPLICA IDV
"Il Lodo Alfano necessario contro alcuni magistrati? Berlusconi ammette che si tratta di una legge ad personam ed è scandaloso che il capo del governo utilizzi il Parlamento e le istituzioni per tutelare i suoi interessi privati". Lo afferma il capogruppo alla Camera dell'Italia dei Valori Massimo Donadi.
"Le parole di Berlusconi - prosegue Donadi - e il ringraziamento rivolto ai parlamentari del centrodestra, che gli hanno regalato 'l'utile legginà non sono certo una sorpresa per chi ha denunciato la natura fondamentalmente autoritaria di Berlusconi e l'incompatibilità tra i suoi devastanti conflitti d'interesse e le più elementari regole del confronto democratico".
"Per questa ragione - conclude il capogruppo dell'Idv - invitiamo tutti i cittadini italiani e le forze politiche a raccogliere con noi le firme per il referendum abrogativo del Lodo Alfano contro il 'regime dolcè di Berlusconì e contro un'informazione sempre più asservita al 'Principè".