Sit-in di maestri, genitori e precari davanti al ministero. La replica: "Bisogna avere il coraggio di cambiare". Sfila anche la rabbia dei 'sissini'. Blitz di Super Bottom di Striscia la notizia
Roma, 2 ottobre 2008 - Maestri, docenti, genitori, personale dei circoli didattici, precari e anche bambini protestano a Roma per il "No Gelmini day". Qualche centinaia di persone manifestano dalle 9 di questa mattina davanti al ministero della Pubblica istruzione, con fischi e campane. Promosso da un coordinamento di istituti, il sit in vede la partecipazione di numerose scuole romane (in particolare della zona Trastevere e Monteverde, alcune delle quali proseguiranno la mobilitazione con incontri aperti alle famiglie) ma anche di delegazioni provenienti da altre regioni (Campania, Basilicata, Veneto, Sardegna).
Assenti bandiere sindacali e di partito, gli striscioni sono contro il ministro e in particolare contro la riforma del maestro unico: "Senza sapere non c'è futuro", "Gelmini non bastano gli occhialini: vogliamo il tempo per imparare e lavorare", "La mia scuola dice no". Presenti anche i precari delle Scuola di specializzazione all'insegnamento, che sollevano il problema dell'occupazione.
I manifestanti hanno bloccato la circolazione delle auto in un solo senso di marcia ed hanno lasciato libera la corsia preferenziale del tram.
LA REPLICA DEL MINISTRO
Il ministro della Pubblica istruzione Maria Stella Gelmini torna sull'argomento delle manifestazioni di protesta contro la sua riforma della scuola in corso oggi a Roma. "Chi si limita a difendere lo status quo non fa un buon servizio per il futuro della scuola - ha dichiarato il ministro - bisogna avere il coraggio di cambiare. La scuola come è oggi scontenta tutti, docenti e ragazzi".
''Piccole frange che non guardano i problemi'': aggiunge la Gelmini parlando dei manifestanti che stamani si sono radunati sotto il Ministero dell'Istruzione per contestare la sua riforma e soprattutto il ripristino del maestro unico.
''Ci sono due Italie - ha detto il ministro - Una e' per una scuola di qualita', per insegnanti che voglio essere pagati meglio ed e' quella che rappresenta la maggioranza degli italiani. Poi ha aggiunto - rispondendo ai cronisti che le chiedevano un commento sul sit-in al Ministero - ci sono piccole frange che hanno deciso di non guardare nel merito i problemi e preferiscono protestare. Li lascio fare''.
VERSO LA FIDUCIA
Intanto si profila il ricorso alla fiducia sul decreto legge sulla scuola in Aula alla Camera. Lo riferisce il sottosegretario allo Sviluppo economico, Adolfo Urso, parlando dell'organizzazione dei lavori della commissione Attività produttive sul ddl sviluppo per la prossima settimana.
"L'Ufficio di presidenza della commissione - spiega - ha inteso organizzare i lavori della prossima settimana sulla base della ipotesi del ricorso al voto di fiducia sul decreto sulla scuola".
L'ALLARME DEL PD
"Per affrontare gli oneri derivanti all'istituzione del maestro unico il nuovo testo del decreto Gelmini, emendato oggi dalla commissione bilancio, impone che ai fondi degli istituti confluiscano anche le risorse accantonate dalla manovra d'estate per i presunti aumenti degli stipendi degli insegnanti".
Lo rende noto la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni, che aggiunge: «Siamo al gioco delle tre carte. Gli aumenti salariali tanto attesi dagli insegnati e tanto propagandati solo pochi mesi fa dal governo non ci saranno perchè le risorse serviranno a finanziare la pessima scelta di tornare al maestro unico».
LA RABBIA DEI SISSINI
Circa duemila specializzandi aderenti all'Anief stanno manifestando davanti al ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca, in viale Trastevere a Roma, per essere inseriti nelle graduatorie ad esaurimento, al pari degli altri precari della scuola.
I giovani 'sissini' hanno riempito le zone adiacenti al ministero, collocando diversi striscioni: 'Prof specializzati, formati e poi dimenticati'; 'IX ciclo, ultima classe, no ultimi della classe'; 'La Ssis è uguale per tutti'; 'Laureato e abilitato per futuro disoccupato'. "Questa manifestazione - ha detto il presidente Anief - rappresenta la conferma che il dl 137 in esame alla Camera va assolutamente modificato. Le norme per accedere all'insegnamento nella scuola devono essere uguali per tutti e non possiamo essere inseriti in coda".
I manifestanti rappresentano i quasi quindicimila studenti dell'ultimo corso di specializzazione universitaria, attraverso cui acquisire l'abilitazione all'insegnamento: a seguito dei forti tagli previsti in Finanziaria il rischio per questo nutrito gruppo di specializzandi è che non possano trovare collocazione lavorativa all'interno delle scuole.
Una delegazione dell'Anief ha chiesto di essere ricevuta dal ministro per esporre le motivazioni della protesta. Dal ministero c'è stata disponibilità ad accettare il confronto che dovrebbe realizzarsi nel primo pomeriggio.
IL COLPO DI STRISCIA
"Ministro perche' dopo il maestro unico non facciamo anche un bidello unico, per tutte le scuole?". Uscendo da un convegno alla Luiss, il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini e' stata fermata dall'inviato di 'Striscia la notizia' Max Vitale, in arte Super Bottom che l'ha provocata sulle novita' della riforma sulla scuola. "Ministro, volevo dirle che approvo il maestro unico- le ha detto l'inviato di 'Striscia'- ma visto che abbiamo fatto il maestro a questo punto facciamo anche un bidello unico per tutte le scuole e non ci si pensa piu'". Il ministro non ha risposto alle provocazioni andando via senza commentare.