Il leader del Pd, dopo l'incidente con Schifani, torna a criticare Berlusconi che ha dichiarato che l'opposizione è 'sfascista' e ricorda la manifestazione Pdl in piazza San Giovanni
Roma, 6 ottobre 2008 - Il governo deve decidere se considera ammissibile l'esistenza dell'opposizione. E' questo il tema politico che emerge, secondo il segretario del Partito democratico Walter Veltroni, intervistato a 'Il terzo anello' su Radiotre.
"Il tema che si pone è se il governo ritiene plausibile l'esistenza di una opposizione o no o ritiene che in questo clima soffocante di pensiero unico che travolge tutto".
Commentando la polemica di ieri suscitata dalle parole del presidente del Senato Schifani sul clima avvelenato, Veltroni precisa di considerarlo un "incidente chiuso", ma prende di mira Silvio Berlusconi: "Non considero un episodio chiuso che il presidente del Consiglio dichiari che l'opposizione è sfascista, 'sprofondata nelle tenebre dell'invidia sociale'. Che significa? Non lo so, bisognerebbe chiederlo a lui".
"Bastava ieri guardare la tv, traboccava di ministri, dopo che Berlusconi - ricorda il leader del Pd - aveva detto che non ci dovevano andare, ma si vede che sulle tv del premier ci possono andare. Questa è l'anomalia di questo paese".
"In questo paese - ricorda ancora Veltroni - la destra organizzò dopo la prima manovra del governo Prodi, una manifestazione a piazza san Giovanni 'contro il regime e per la libertà'. Nel momento in cui si pone il problema del rapporto fra democrazia e decisione e si vedono tanti segni della perdita di qualità del valore della democrazia, da parte della destra si apre una campagna contro l'opposizione che ha al fondo questa idea: l'opposizione non ci deve essere"
Per Veltroni "il presidente del Consiglio ha fastidio per l'opposizione, i sindacati, la magistratura, i giornalisti che dicono quello che a lui non piace. Ha fastidio per tutto questo, in questo quadro sarà difficile una convivenza non ispirata al principio che vale in tutte le democrazie, in cui ciascuno fa la sua parte: il governo governa e l'opposizione fa l'opposizione".
SOS RAZZISMO
"C'è un'ondata di razzismo e xenofobia che viene tollerata dalla destra e che gli dà coperture. Questo governo strizza l'occhio a questa ondata per ragioni puramente di consenso", afferma poi Veltroni commentando gli ultimi episodi di violenza controp stranieri e l'atteggiamento dell'esecutivo.
"Io sono per temperamento un moderato e se arrivo a dire che c'è un clima molto pesante è perchè il governo si sente al potere e non al governo, si sente come se avesse preso il potere e non come se governasse pro tempore", ha spiegato.
L'esecutivo, ha proseguito Veltroni, ha assunto "un comportamento in queste ore che nega questa sequenza di fatti violenti, di intolleranza e razzismo" di cui hanno parlato anche il Papa e il capo dello Stato, e "ogni giustificazione 'e un sostegno al razzismo. Chi governa - ha concluso - deve avere a cuore il bene del paese".
SCUOLA: SOLO TAGLI
All'Italia servono "eserciti di buoni maestri, di persone che si fanno in quattro per formare generazioni di italiani"., attacca poi Veltroni. "Si parla di una riforma della scuola ma - sostiene il leader del Pd - è una espressione sbagliata, non c'è nessuna riforma ci sono solo 8 miliardi di tagli. Ma lei ci pensa che hanno stabilito che un ragazzo alle elementari o alle medie che ha 5 in una sola materia non passa l'anno? Ma che diavolo di idea hanno del paese? Sono mai stati in un quartiere popolare, una borgata, una zona rurale? Può darsi che nel casertano, in un quartiere povero, un ragazzo faccia fatica con l'inglese? Cosa facciamo gli diamo 5, lo bocciamo, in modo tale che aumenti le fila di chi abbandona la scuola?".
"La scuola - insiste Veltroni - va cambiata radicalmente, lungo l'asse di due parole, valutazione e autonomia. C'è bisogno della scuola del merito, ma il merito non può essere il merito dei ricchi".
"Il nostro capogruppo alla Camera - racconta Veltroni - mi diceva che il governo, appena si passerà alla discussione su articoli sulla scuola metterà la fiducia, per impedire che ci possa essere la votazione degli emendamenti e che anche la loro maggioranza si possa articolare, visto che anche la Lega su molte delle cose che verranno discusse non è d'accordo. Ormai il Parlamento è considerato una specie di camera di ratifica".
Secondo Veltroni "il maestro unico, ridurre il numero degli insegnanti, ridurre il numero delle ore significa chiudere le scuole nei paesi più piccoli e limitare, ridurre il tempo pieno".