L'ex pm illustra gli 8 disegni di legge presentati dall'Idv: "Le riforme non si fanno a costo zero, usiamo 1,6 miliardi di euro confiscati in procedimenti giudiziari oggi in giacenza"
Roma, 10 ottobre 2008 - Il tono è quello di sempre, a metà tra l'arringa e il comizio, ma la conferenza stampa tenuta oggi dal leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, segna un cambio di atteggiamento del suo partito in materia di giustizia: "Noi dell'Italia dei Valori diremo sempre no quando verremo chiamati a 'dialogare' su norme che non sono a favore dei cittadini ma che servono a garantire alcuni privilegi e impunità, ma non siamo dei signor no. Abbiamo infatti presentato 8 disegni di leggi, ora in commissione Giustizia al Senato, per avanzare le nostre proposte e sfidare il ministro della Giustizia Alfano e il governo a dialogare con noi".
La 'sfida' di Di Pietro è ovviamente nei confronti del Guardasigilli: "Alfano - dice infatti il leader dell'Idv - sta diventando sempre di più un tappetino: lo sfido a un guizzo di responsabilità". E a prendere in esame, già che ci siamo, gli 8 ddl dell'Idv, tutti "pensati per migliorare il funzionamento della Giustizia".
Otto disegni di legge che il partito "invierà oggi al ministro" e che il Alfano "farebbe bene a prendere in esame, visto che le ha già nei suoi cassetti". Gli otto disegni di legge, spiega infatti Di Pietro, furono presentati "già nella scorsa legislatura dal sottosegretario alla Giustizia Luigi Li Gotti (oggi senatore Idv)".
Non solo: per Di Pietro "Alfano ha già usato questi provvedimenti scopiazzandoli e presentando provvedimenti fotocopia". Per questo l'ex Pm auspica che "ora si proceda con un dialogo vero, senza furbate, perchè scopiazzare testi di legge di notte è più un atto di bullismo che di responsabilità".
L'annuncio del 'contro-pacchetto giustizia' di Di Pietro arriva proprio il giorno prima della manifestazione di piazza con cui Idv lancerà la raccolta di firme contro il lodo Alfano. "Il governo - dice a tal proposito Di Pietro - si è molto occupato di giustizia, ma lo ha fatto sempre con un occhio rivolto a garantire privilegi e impunità a qualcuno, piuttosto che a tutelare l'interesse dei cittadini".
Nel merito, gli otto disegni di legge di Idv in materia di giustizia riguardano "tutti i punti sensibili del sistema". Si va da un testo unico sulla normativa antimafia a una modifica del codice penale per l'istituzione della banca dati del Dna. Poi, interventi per sveltire il processo penale, inasprimento delle pene per i reati di grave allarme sociale, cambiamenti nella legge che regola le espulsioni e il contrasto all'immigrazione clandestina e, infine, l'istituzione di squadre investigative sovranazionali per contrastare il crimine organizzato transfrontaliero.
Tutte riforme, quelle proposte da Idv, che "hanno un costo, perchè - sostiene Di Pietro - le riforme della giustizia non si fanno a costo zero".
Per questo, Idv individua nel 1,6 miliardi di euro confiscati in procedimenti giudiziari oggi in giacenza in libretti postali il "tesoretto da cui attingere le risorse necessario. E poi - rincara ancora Di Pietro - il governo ha bloccato l'indagine conoscitiva del ministero della Giustizia per identificare i soldi confiscati in procedimenti giudiziari che giacciono nei conti bancari. Io so benissimo che ce ne sono, e tanti: ad esempio, so che i soldi confiscati da me durante 'Mani pulite' sono ancora in banca".