Pd: "Dichiarazioni del presidente del consiglio non sono utili, ma dannose"
Roma, 10 ottobre 2008 - La crisi finanziaria ed economica impone senso di responsabilità da parte di tutti. È il senso del monito del presidente della Camera, Gianfranco Fini, che arriva in una giornata in cui si riaccende invece lo scontro, proprio sulle possibili misure per contrastare il terremoto in Borsa.
Silvio Berlusconi, dopo il consiglio dei ministri a Napoli, dice che "quella di sospendere i mercati è un'ipotesi che non esiste". "Non è stata ventilata da nessun leader, tanto meno da me, ma è solo - precisa - una delle tante ipotesi di cui si discute in questo periodo", in cui "è comunque necessario riscrivere le regole. Sono sono delle voci".
Pronta la replica da parte del Pd, con il coordinatore del governo ombra, Enrico Morando, che definisce le dichiarazioni del presidente del Consiglio a proposito di ipotesi di sospensione delle contrattazioni di Borsa non inutili ma dannose".
Fini, dunque. "Credo che tutti - osserva il presidente della Camera - siano coscienti della situazione e che quindi ciascuno si deve assumere la propria responsabilità con interventi, dichiarazioni, atteggiamenti. Quando il decreto che il governo ha presentato giungerà all'esame del Parlamento, e cioè in tempi brevissimi, vedremo se ci saranno convergenze sul contenuto del decreto stesso che vanno al di là delle forze che sostengono la maggioranza".
Per Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo dei senatori Pdl, "la sinistra si deve mettere d'accordo con se stessa, non può un giorno chiederci di collaborare e il giorno dopo dire che siamo inaffidabili dal punto di vista democratico e minacciare di salire in montagna".
Marina Sereni (Pd) critica il decreto dei giorni scorsi annunciando che "lavoreremo in Parlamento per modificarlo e per introdurre due punti per noi fondamentali: gli aiuti alle fasce più deboli, a chi guadagna di meno, a chi ha mutui o vive in affitto e l'introduzione di un fondo di garanzia per un facile accesso al credito delle piccole e medie imprese che sono il motore della nostra economia".
Antonello Soro ammonisce: "Purtroppo il terremoto è tutt'altro che concluso. Ed è immaginabile che a breve avremo dei pesanti effetti sull'economia reale. Noi siamo molto preoccupati - dice - per quello che sta accadendo in Italia e nel mondo e anche per la disinvoltura con la quale Berlusconi affronta questa crisi. Noi pensiamo che sia importante e giusto salvare le banche ma che il primo pensiero - ribadisce - debba essere per le fasce più deboli, quelle più esposte ai rischi e agli effetti della crisi, come pensioni, redditi da lavoro e alle piccole imprese.
Vorremmo dal presidente del Consiglio, piuttosto che insulti, un atteggiamento di maggiore responsabilità".