Il ministro dell'Interno specifica: "Lo Stato gli è vicino, ma non è un bene caricargli addosso tutte queste responsabilità". Cento deputati firmano per invitare lo scrittore a Montecitorio
Roma, 18 ottobre 2008 - Su Roberto Saviano sono stato “mal intrepretato”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Roberto Maroni precisando le sue dichiarazioni rilasciate ieri sull’autore del libro “Gomorra”, definendolo “un simbolo e non il simbolo” della lotta alla camorra.
”Su Saviano sono stato mal interpretato - ha detto a margine di un convegno in corso a Saint Vincent -: ho voluto invece fargli un favore, dirgli che lo Stato gli è vicino e che gli garantiamo il massimo livello di sicurezza. Ma ho voluto anche precisare che non spetta solo a lui farsi carico della lotta alla criminalità”.
”Conosco Saviano, è un ragazzo molto coraggioso - ha aggiunto - ma non è un bene per lui caricargli addosso tutte queste responsabilità, perchè non lo fanno vivere bene, non può essere lui da solo a farsi carico nell’immaginario collettivo della lotta alla criminalità. E’ una semplificazione che non va bene per lui e non fa onore alle migliaia di persone, magistrati, poliziotti e carabinieri, che tutti i giorni combattono contro la criminalità”.
Intanto oltre cento deputati hanno sottoscritto finora la proposta del parlamentare Franco Laratta di invitare lo scrittore a Montecitorio, secondo quanto riferisce lo stesso deputato che nei giorni scorsi ha rivolto una richiesta al presidente della Camera, Gianfranco Fini, dopo che un pentito ha rivelato di un piano per ucciderlo.
Il collaboratore di giustizia dopo qualche giorno ha ritrattato, ma per Laratta "a Saviano vogliamo e dobbiamo comunque testimoniare la nostra vicinanza perché è tuttora un uomo nel mirino della Camorra. Attraverso il suo libro denuncia ha toccato il cuore dele organizzazioni criminali del casertano che, secondo stime delle autorità inquirenti e a detta dell'autore di "Gomorra", gestiscono un patrimonio illegale inestimabile. Oltre cento colleghi, di tutte le appartenenze politiche, hanno finora condiviso l'idea di riceverlo a Montecitorio per tributargli gli onori delle istituzioni". Una proposta tuttora al vaglio del presidente Fini, che ha ricevuto numerose adesioni da parte di semplici cittadini.
Laratta sta pensando di invitare Saviano anche in Calabria, "terra di 'ndrangheta e corruzione che fatica a reagire allo strapotere dei clan. Da lui un messaggio di speranza ai nostri giovani che hanno fatto già sentire la propria voce contro, ma hanno bisogno di essere sostenuti dalle istituzioni e da coloro che contro la "bestia" si sono ribellati. La camorra, così come tutte le mafie possono essere battute sul piano economico e culturale, ma bisogna avere il coraggio di uscire dal coro omologante dell'omertà".
"Per dare forza alla resistenza dello scrittore contro gli uomini di niente” martedì prossimo, dalle 10 alle 20, si terrà 'Mille voci per Roberto Saviano', una lettura corale ad alta voce di ‘Gomorra’. L’iniziativa,’ promossa dalle associazioni e dalla Biblioteca della Casa della memoria e della storia, si svolgerà a Roma alla Casa della memoria e della storia (Via San Francesco di Sales, 5). Tutti i cittadini sono invitati a partecipare aggiungendo la propria voce: ciascuno leggerà una pagina “sulla quale lascerà il proprio nome come simbolo di coraggio e di impegno civile”.