La presidente di Confindustria chiede "decisioni forti e chiare" per il sostegno al credito, annuncia una proposta contro il pacchetto-clima e parla anche di contratti e tredicesime
Bologna, 25 ottobre 2008 - Gli imprenditori italiani, per risolvere la crisi finanziaria che rischia di intaccare l'economia reale del paese, chiedono al Governo "decisioni forti e chiare" per il sostegno al credito e in particolare l'istituzione di un "fondo di garanzia". E' chiarissima il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, a Bologna per partecipare al decimo Forum nazionale della piccola industria in corso a Bologna.
Molti i punti toccati nel suo discorso:
CLIMA, MODIFICA PACCHETTO 20-20-20
Confindustria esorta a lavorare sul risparmio energetico: è la “vera strada” per il futuro delle imprese e del paese, spiega Marcegaglia. Di certo va modificato il pacchetto “20-20-20” (il raggiungimento del 20% della produzione energetica da fonti rinnovabili, il miglioramento del 20% dell’efficienza e un taglio del 20% nelle emissioni di anidride carbonica, da raggiungere tutti entro la data del 2020) proposti dal collegio dei commissari della Commissione europea al piano dell’Unione per contrastare i cambiamenti climatici.
”Nei prossimi giorni faremo una proposta su come modificare il pacchetto 20-20-20 concordata con tutte le Confindustrie europee - dice Marcegaglia - E' nata da un accordo tra noi e l’industria tedesca, la più avanti in Europa sul piano del risparmio energetico”.
Come dire: "non siamo retrogradi, non guardiamo indietro, ma che abbiamo ben presente quali sono le sfide per sostenere le imprese”.
SUPPORTO ALLE BANCHE
Emma Marcegaglia ha poi definito giusta la scelta del governo di supportare i sistema bancari e finanziari: "Ma ora bisogna evitare che la crisi finanziaria diventi una crisi economica e abbia un impatto sull’economia reale".
E dunque "I soldi dati alle banche non devono rimanere all’interno delle banche ma servire per continuare a erogare il credito alle imprese. Il flusso del credito deve rimanere sul livello precedente alla crisi e, in alcuni casi aumentare per supportare gli sforzi delle imprese. Sono assolutamente consapevole - ha concluso Marcegaglia - che questo è il problema di oggi. Il nostro impegno sarà forte, determinato, attentissimo e non faremo sconti a nessuno".
CONTRATTI
Quanto poi alla riforma del modello contrattuale la Marcegaglia assicura: "Non stiamo cercando un accordo separato, ma non possiamo accettare sempre i veti di chi guarda il passato, di chi non vuole mai andare avanti e ci condanna a rimanere fermi".
La Cgil, ricorda il numero uno di Confindustria, non ha firmato neanche il contratto del commercio e quello per il rinnovo dei dipendenti pubblici: "Ci sarà un momento in cui la Cgil dirà sì a qualcosa o non ci sarà mai?", chiede. Confindustria sta "cercando di lavorare fino all’ultimo momento per convincere la Cgil che questo è l’unico modo per riuscire a pagare salari più alti, aumentare la produttività delle imprese è l’unica garanzia per i posti di lavoro".
"TREDICESIME? SÌ, SE NON SONO SOLO SPOT
Sulla defiscalizzazione delle tredicesime dei lavoratori si può discutere, continua la Marcegaglia, a patto che non sia solo un intervento “spot” che non può incidere sui consumi della gente. La defiscalizzare della tredicesima “è una cosa su cui si possono fare delle valutazioni”. Ma “in generale tutto quello che è un po’ spot non so quanto possa realmente incidere sui consumi. Anche noi siamo certamente a favore di un aiuto non solo alle imprese ma anche ai lavoratori”.