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VIGILANZA RAI / DOPO MESI DI ATTESA

Lo strappo del Pdl: elegge Villari, del Pd
Di Pietro: "E' golpe". Berlusconi: "Io estraneo"

Eletto con 23 voti la maggioranza e due voti dell'opposizione. Al candidato ufficiale  Leoluca Orlando sono andati 13 voti. In aula esplode la polemica

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La sede Rai di viale Mazzini Roma, 13 novembre 2008 -  Riccardo Villari, in quota Pd, è stato eletto presidente della commissione di vigilanza Rai con 23 voti. Questo l’esito della terza votazione da parte della commissione di vigilanza Rai riunita a palazzo San Macuto, visto che Orlando ha preso 13 voti. Tre gli assenti: Milana, Melandri, Casoli. Una scheda bianca.

 

A votare Villari sono stati  21 commissari della maggioranza ma anche due membri dell’opposizione, visto che in totale gli esponenti del Pd e della Lega in Vigilanza sono 22 e che uno era assente. A Leoluca Orlando, candidato dell’opposizione, sono andati 13 voti.


 

L'ELETTO: CHIEDO INCONTRO A NAPOLITANO

 ‘’Non assumero’ decisioni in contrasto con quello che decidera’ il mio partito’’, ha dichiarato da parte sua il neoeletto  chiudendo la seduta che lo ha visto eletto.
Villari ha spiegato che ‘’si e’ rotta una prassi consolidata: Non volevamo che accadesse, ma prendo atto dell’esito della votazione perche’ credo di avere il dovere di rispettare i presidenti delle Camere e il presidente della Repubblica come rappresentante delle istituzioni’’.

Ma appunto, rimette la decisione al proprio gruppo parlamentare con il quale ora chiedera’ un incontro.

 

Lasciando San Macuto, Villari ha spiegato ai cronisti che chiederà un incontro al Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, “che si era interessato della vicenda”, per discutere del da farsi. Allo stesso modo, Villari ha ribadito che incontrerà i presidenti di Senato e Camera, Renato Schifani e Gianfranco Fini.
Quanto ai tempi di questi incontri, Villari ha risposto: “Per me anche oggi”.

 

VELTRONI

"Quello che oggi ha fatto il Popolo delle Libertà in Vigilanza Rai è assolutamente inimmaginabile e mai visto prima nella storia del Parlamento italiano. Qualcosa che avviene nei regimi e non in democrazia". Questo il primo commento del segretario del Pd, Walter Veltroni, all’elezione a presidente della commissione di Vigilanza Rai di Riccardo Villari, grazie ai soli voti della maggioranza.

"Da parte della maggioranza, che ha già la presidenza di tutte le commissioni, quello di oggi è stato un vero atto di arroganza, pretendere di decidere il candidato dell’opposizione - aggiunge Veltroni - è un atto inspiegabile, anche perchè noi abbiamo votato per il giudice della Corte Costituzionale proposto da loro e quando Gianni Letta mi telefonò per comunicarmi il nome io ho subito dato la nostra disponibilità ed è stato votato anche da Idv e Udc.
Così l’altro giorno per il presidente della commissione Antimafia, votato senza nessuna tensione".

 Dunque, quanto accaduto oggi in Vigilanza Rai, per Veltroni è "una prepotenza e un atto di arroganza inaccettabili. Non può essere che la maggioranza decide che un gruppo parlamentare non possa avere responsabilità istituzionali". Veltroni insiste nel giudicare una "goliardia arrogante" l’atteggiamento della destra che, però, «ha sbattuto contro il buon senso e le regole. La destra a questo punto deve dire se vuole rispettare le regole democratiche".

 

 

 

BERLUSCONI

"Dopo tre mesi abbiamo cercato l’accordo con l’opposizione, cambiando anche il candidato da noi proposto per la Corte Costituzionale", l’opposizione invece si è comportata in questa maniera. "Oggi posso dire che la scelta del presidente della Vigilanza è stata autonoma, perchè io sono stato assolutamente estraneo".

 Ad assicurarlo è stato il premier Silvio Berlusconi parlando in una conferenza stampa a Napoli, ha garantito la sua totale estraneità alla indicazione di oggi alla guida dell’organismo bicamerzasaale di Palazzo San Macuto.
 


 

ROSY BINDI: SI DIMETTA

"Dal mio partito e da Villari mi aspetto una lezione di eticità e di coerenza, con un comportamento esemplare: dimissioni immediate". È quanto afferma Rosy Bindi, vicepresidente Pd della Camera, affermando che "quello che è avvenuto alla Vigilanza Rai è gravissimo".


La sollecitazione affinchè Villari compia un passo indietro è motivata "poichè Berlusconi ha voluto darci un’altra lezione di democrazia, pretendendo di scegliere anche la minoranza".

 

DI PIETRO: E' COME UN DITTATORE

 L’esordio dell’intervento di Di Pietro in aula alla Camera, è  durissimo: "Signor presidente del Consiglio, anzi signor presidente Videla, lei è proprio un capo di governo modello argentino. Lei ha umiliato e umilia ogni giorno il Parlamento con colpi di mano che violano ogni regola di democrazia. Pochi minuti fa lei ha promosso e realizzato l’ultimo atto provocatore e prevaricatore di una deriva antidemocratica: la nomina alla presidente della Vigilanza Rai, di una persona scelta dalla sua maggioranza".


"Questa maggioranza parlamentare -ha concluso il presidente dell’Idv-
ha avuto l’arroganza di scegliere anche chi deve rappresentare l’opposizione. Comportamenti tipico delle dittature argentine".

 

FINOCCHIARO: VIA SUBITO

Il senatore Riccardo Villari dovrebbe dimettersi oggi stesso dalla carica di Presidente della Commissione di Vigilanza sulla Rai a cui è stato eletto con i voti della maggioranza, salvo sorprese. Secondo quanto si apprende la presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro, avrebbe già contattato telefonicamente Villari, ribadendo la decisione assunta già questa mattina dal vertice del partito.


Ovvero la impossibilità per il Pd di accettare scelte operate dal centrodestra, a dispetto delle scelte prospetatte dalle opposizioni a favore della elezione di Leoluca Orlando.

 

LA LEGA: SI INIZI A LAVORARE

 “La prassi per il presidente all’opposizione e’ stata confermata, ora si puo’ cominciare a lavorare”, scrivono in una nota i componenti della Lega Nord in commissione Vigilanza Rai, Rosi Mauro, Federico Bricolo e Marco Reguzzoni. “E’ stata sbloccata una lunga vicenda con una soluzione istituzionalmente importante anche per i voti che sono andati al neo-presidente. Auguri dunque a Villari per una proficua collaborazione”, aggiungono.

 

 

CHI E' VILLARI

Napoletano, medico epatologo, 56 anni, Riccardo Villari è in Parlamento da tre legislature.  La sua storia politica inizia alla fine degli anni ‘80, quando viene lanciato da Vincenzo Scotti. Era l’epoca di Nello Polese sindaco. Di lì a poco sarebbe scoppiato il ciclone di Tangentopoli.

Nel 1994 entra nel Ppi e poi segue Rocco Buttiglione nella diaspora. In seguito lo lascia per Clemente Mastella. Nel 2000 si candida alle regionali e resta nella Margherita, nonostante lo strappo di Mastella, ricoprendo la carica di responsabile per il Mezzogiono. Qualche ruggine con Ciriaco De Mita per un congresso regionale nel quale Villari si candida in contrasto con il ‘maestrò di Nusco. Più in là i due faranno la pace.


Nel 2005 il suo nome circola come candidato alla carica di primo cittadino di Napoli, ma poi la spunta Rosa Russo Iervolino, che viene riconfermata a sindaco. Nella XIV e nella Xv legislatura Villari è eletto, sempre in Campania, alla Camera. Alle ultime elezioni trasloca al Senato, entrando a far parte della commissione Lavori pubblici e comunicazioni e della stessa commissione di Vigilanza. Napoletano doc anche per quel che riguarda il calcio, Villari è presidente del Napoli Club Parlamento.










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