Roma, 13 novembre 2008 - "Prima di Natale chiuderemo i contratti di tutti i comparti". È quanto ha annunciato il ministro della funzione pubblica, Renato Brunetta, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Vidoni. Il ministro ha ricordato che ieri alle 20 (un’altra volta senza l’adesione della Cgil - ndr.) è stato firmato all’Aran il contratto per i 190mila dipendenti dei ministeri: "non era mai successo, ha detto che fosse stato approvato un contratto così esteso in modo trasparente, chiaro e celere. Contiamo di settimana in settimana di chiudere tutti gli altri otto comparti".
Dalla sanità alla scuola, dagli enti pubblici non economici alle agenzie fiscali. "Dato il clima - ha aggiunto Brunetta - e il momento, mi sembra un dato straordinario". Il titolare del Dicastero ha anche ricordato che giorni fa è stato approvato all’unanimità in parlamento il comma 35 della Finanziaria che prevede in caso di mancato accordo dei contratti che il governo possa anticiparne i contenuti finanziari, in attesa della stipula definitiva dei contratti stessi.
Riguardo alla mancata firma della Cgil il ministro ha aggiunto: "Sinceramente mi dispiace, ma abbiamo tentato in tutti i modi di avere anche il consenso della Cgil, non ci siamo riusciti". Su eventuali conseguenze per la non condivisione del sindacato di Corso Italia il ministro ha però detto di non essere preoccupato: "Conseguenze non ne può portare perchè in tutti i comparti, tranne forse due, c’è la maggioranza delle altre organizzazioni sindacali e laddove non ci fosse ribadisco che esiste la norma approvata dal parlamento che prevede di erogare anche in quei comparti, in modo anticipato, le somme previste dai contratti".
Questo per il titolare del Dicastero "non è una violenza o un vulnus alla contrattazione ma un’integrazione al processo stesso di contrattazione". Infine, in merito alla sempre maggiore spaccatura tra i sindacati che si sta delineando con più forze negli ultimi giorni, Brunetta ha spiegato che "le relazioni tra sindacati sono oggetto dell’autonomia dei sindacati. Il governo non ha il potere di dire andate d’accordo o non andate d’accordo. Il bene primario del governo - ha concluso - è di dare i servizi primari ai cittadini e ai lavoratori pubblici le risorse stanziate".
Fonte Agi