Per l'ex deputato dell'Udc il giudizio si svolgerà il 15 dicembre: l'accusa rimasta è cessione di stupefacenti. Anche la ragazza, Francesca Zenobi, a giudizio per tentata estorsione
Roma, 14 novembre 2008 - È caduta definitivamente l’accusa di omissione di soccorso contestata all’ex deputato Udc Cosimo Mele in seguito all’avventura che ebbe la sera del 27 luglio dello scorso anno all’Hotel Flora di Roma con una giovane accompagnatrice, Francesca Zenobi, che si sentì male. Si parlò di uso di cocaina.
Secondo l’ipotesi di reato sollevata nel corso dell’inchiesta la ragazza, alla quale secondo l’accusa Mele diede della cocaina, si sentì male ma non ebbe alcun aiuto da parte del deputato. Per questa accusa fu chiesta l’archiviazione dal procuratore aggiunto Italo Ormanni quando per il deputato fu chiesto il rinvio a giudizio per cessione di sostanze stupefacenti, giudizio che si svolgerà il 15 dicembre prossimo.
Alla richiesta di archiviazione si erano opposti gli avvocati Roberto Ruggiero e Franco Merlino che assistono la Zenobi. Ma ora il gip Zaira Secchi ha respinto l’opposizione facendo cadere l’accusa.
Intanto, il 3 febbraio prossimo Francesca Zenobi, insieme con il suo ex difensore Emanuele Antonacci, risponderà in giudizio per tentativo di estorsione. Secondo l’accusa per «aggiustare» le sue dichiarazioni chiese a Cosimo Mele una somma in denaro e anche aiuto per poter partecipare a trasmissioni televisive.