I paesi del G20 si sono accordati su un piano d'azione per riformare il sistema finanziario internazionale e hanno promesso di lavorare insieme per rilanciare la crescita globale. "No al protezionismo"
Washington, 15 novembre 2008 - "La cifra italiana è 80 miliardi". È questa l’entità del provvedimento allo studio da parte del governo. Lo afferma Giulio Tremonti al termine del G20. "È una cifra coerente con quella degli altri Paesi", afferma il ministro dell’Economia parlando del piano anti-crisi.
BUSH
Il presidente degli Stati Uniti George W. Bush ha definito il vertice del G20 “estremamente positivo” e ha auspicato “una riforma del sistema finanziario globale”. Il presidente uscente ha parlato al termine dei lavori del summit economico che si è tenuto oggi a Washington.
Il presidente Bush ha sottolineato che “i leader del G20 sono d’accordo sulla necessità di non cedere alla tentazione di adottare politiche protezionistiche”. Il presidente uscente ha parlato al termine dei lavori del summit economico che si è tenuto oggi a Washington. Le nazioni del G20, secondo il presidente uscente, “dovrebbero adottare una regolamentazione stringente” e si sono già impegnate a mettere in atto “sforzi vigorosi per stabilizzare il sistema finanziario”.
L'ACCORDO
Questi i sei punti del piano d’azione concordato dai paesi membri del G20 - riportati nel documento finale del vertice di Washington - per reagire alla crisi finanziaria ed evitare una sua ripetizione, rilanciare la crescita globale e sostenere i mercati emergenti.
- SOSTEGNO ALLA POLITICA MONETARIA Continuare i nostri decisi sforzi e prendere qualsiasi futura iniziativa ritenuta necessaria per stabilizzare il sistema finanziario. Riconoscere l’importanza del sostegno alla politica monetaria secondo quanto reso opportuno dalle condizioni interne.
- MISURE FISCALI PER STIMOLARE LA DOMANDA Utilizzare misure fiscali atte a stimolare rapidamente la domanda interna in modo adeguato, fermo il presupposto di salvaguardare la sostenibilità fiscale.
- ACCESSO AL CREDITO PER LE ECONOMIE EMERGENTI Aiutare le economie emergenti e in via di sviluppo ad avere accesso al credito nel contesto dell’attuale crisi finanziaria, anche attraverso linee di credito e programmi di sostegno. Sottolineiamo il ruolo importante del Fondo Monetario Internazionale nella risposta alla crisi, accogliamo con favore le sue nuove linee di credito a breve termine e chiediamo una rapida attuazione dell’attuale revisione dei suoi strumenti e delle sue strutture per garantire flessibilità.
- PIENO UTILIZZO DELLA DISPONIBILITÀ DELLE BANCHE PER LO SVILUPPO Incoraggiare la Banca Mondiale e le altre banche per lo sviluppo multilaterali ad utilizzare appieno la loro disponibilità per sostenere i loro programmi di sviluppo, e accogliamo con faviore la recente introduzione di nuove linee di credito della Banca Mondiale nel campo delle infrastrutture e del finanziamento del commercio.
- RISORSE SUFFICIENTI PER FMI E BANCA MONDIALE Assicurarsi che il Fmi, la Banca Mondiale e le altre banche per lo sviluppo abbiano risorse sufficienti per continuare a ricoprire il rolo ruolo nel superamento della crisi.
LA FOTO
Dopo le foto di rito e il cerimoniale ufficiale, i leader del G20 si sono riuniti al National Building Museum di Washington per discutere della crisi economica, la peggiore dalla Grande Depressione degli anni Trenta.
La seduta plenaria dovrebbe concludersi attorno alle 13.30 (le 19.30 in Italia). Dopo un pranzo di lavoro, il presidente degli Stati Uniti George W. Bush rilascerà una dichiarazione finale, attesa per le 15.05 (le 21.05 in Italia).
Bush, che con questo vertice dà l’addio ufficiale alla scena internazionale per lasciare spazio al suo successore Barack Obama, ha accolto i capi di Stato dei venti Paesi più industrializzati e di quelli emergenti.
Nella foto ufficiale, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi era in terza fila, lontano da Bush, che si trovava al centro della prima fila. Alle sue spalle c’era il cancelliere tedesco Angela Merkel, mentre in prima fila, alla sinistra di Bush ma non al suo fianco, c’era il presidente di turno dell’Unione Europea e capo di stato francese Nicolas Sarkozy. Il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, che partecipa come presidente del Financial Stability Forum, era nella stessa fila, ma non accanto al premier italiano.
Piccolo imprevisto mentre i fotografi scattavano le proprie immagini: dopo essersi messi in posa una prima volta i leader sono dovuti tornare indietro per farsi fotografare di nuovo. Il tutto ha “rubato” al summit solo una manciata di minuti.
La foto di gruppo che ha dato il via all’ultima giornata del vertice dei capi di Stato e di Governo del G20 è stata segnata da un piccolo incidente a causa del ritardo della presidentessa argentina, Cristina Kirchner, che è arrivata tardi all’appuntamento obbligando i suoi colleghi a una nuova seduta fotografica sul podio nel salone principale del National Building Museum di Washington.
Durante i momenti precedenti l’avvio della sessione plenaria il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha dialogato con il presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso e con il premier australiano Kevin Rudd, suo vicino di tavolo nel vertice.