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VIGILANZA RAI

Lunedì incontro fra Villari e Veltroni
Gasparri al leader del Pd: "Stupido"

Il senatore eletto presidente della commissione con i voti del Pdl parlerà con Veltroni per trovare una soluzione. Intanto l'attacco del capogruppo dei senatori: "E' una persona incapace"

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Maurizio Gasparri (Pressphoto) Roma, 15 novembre 2008 - Non c’è pace per la Vigilanza Rai. Sarà pur vero, come spiegato da Riccardo Villari, che la prima notte da neo presidente della commissione è trascorsa dormendo “il sonno dei giusti”, ma l’intera vicenda se possibile si complica.

 

Di nuovo c’è che oggi il senatore del Pd ha fissato un incontro per lunedì con il segretario Walter Veltroni. Ma l’annuncio ha portato con sè anche una coda polemica: Villari ha infatti assicurato ai cronisti di aver sentito telefonicamente Veltroni, aggiungendo: “stiamo tutti serenamente lavorando a una soluzione”. Ma poco dopo è arrivata la smentita dell’ufficio stampa del Pd: i contatti sono stati con il capo della segreteria di Veltroni, Walter Verini, e dunque ogni ricostruzione appare “a dir poco singolare”.

 

Non c’è pace nel Partito democratico, dunque. La posizione di Veltroni non cambia, spiegano gli uomini del suo entourage: in questa fase sono prioritarie le dimissioni di Villari, poi seguirà l’impegno del partito alla ricerca di una soluzione. E Stefano Ceccanti, veltroniano doc, ipotizza “reazioni proporzionate in Parlamento su tutti i possibili livelli di cooperazione istituzionale”. Altra novità da registrare in casa democratica la netta presa di posizione di Franco Marini, leader dell’area a cui Villari fa riferimento. Gli uomini dell’ex presidente del Senato assicurano che proprio Marini è convinto della necessità di immediate dimissioni del presidente della Vigilanza. Lui, però, prende tempo, conferma gli incontri con i presidenti delle Camere e non sembra spaventato dall’eventualità di un’espulsione dal partito: “Bisogna chiederlo a chi l’ha detto. Io sono nel Pd, ci ho lavorato, è l’approdo al quale siamo giunti tanti di noi”.

 

Chi sembra per ora godersi lo spettacolo è il Pdl. Italo Bocchino, regista dell’’operazione Villari’, sintetizza così la linea del Popolo delle libertà: se il senatore si dimette “eleggeremmo subito un altro esponente dell’opposizione e, se necessario, lo faremmo per una terza volta: dopodiché nomineremmo invece presidente della Vigilanza Rai un consigliere della maggioranza”. Ma di cambi di casacca di Villari, Bocchino non vuol parlare: “E’ fantascienza, non avverrà mai” un suo ingresso nel Pdl. Anche Fabrizio Cicchitto, capogruppo a Montecitorio del partito di Berlusconi, chiede a Villari di resistere e auspica che non si dimetta dalla presidenza della contesissima commissione di garanzia.

 

C’è chi però, anche dalle parti del centrosinistra, invita Villari a restare in sella. Sono i radicali, che denunciano le “pressioni” sul neo eletto presidente e chiedono l’intervento di Giorgio Napolitano. Marco Pannella, dal canto suo, annuncia che riprende lo “sciopero assoluto della fame e della sete”. Roberto Rao (Udc) chiede invece alla maggioranza di mettere fine alle “minacce” e agevolare un’intesa.

 

Chi usa parole durissime per denunciare ‘l’operazione Villari’ è il leader dell’Italia dei valori, Antonio Di Pietro. L’ex pm parla di nomina “voluta e sponsorizzata dal premier Silvio Berlusconi”, definito nuovamente “dittatore argentino”, e assicura: questa vicenda “rappresenta per noi una ragione in più per rafforzare l’alleanza con il Pd e per dare solidarietà al suo leader, Walter Veltroni”. “Non cadremo nel tranello - aggiunge Di Pietro - di chi vuole utilizzare la furbata berlusconiana per indurre il Pd e l’Italia dei Valori ad una spaccatura e ad una resa dei conti, che non vogliamo e non cerchiamo in alcun modo. Anzi, ora più che mai, dobbiamo restare uniti”.

 

L'AFFONDO DI GASPARRI

 

"Veltroni mi sembra in evidente crisi, contestato nel suo partito perchè, in effetti, è una persona incapace". Lo ha detto il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, a margine dell’incontro di partito che si è svolto a Lamezia Terme, in merito alle polemiche sull’elezione di Riccardo Villari alla presidenza della Commissione di vigilanza sulla Rai.

 

"La violenza verbale di cui anche io sono stato vittima nei giorni scorsi - ha aggiunto Gasparri riferendosi a Veltroni - dimostra l’arroganza, la stupidità e l’incapacità di quest’uomo. Mi sembra che il presidente eletto della Commissione di vigilanza - ha aggiunto Gasparri - voglia svolgere la sua funzione istituzionale con senso di responsabilità. Mi sembra, inoltre, che la sinistra non possa recriminare. Ci sono state varie occasioni in cui poteva ottenere l’elezione di Orlando, hanno rifiutato intese ragionevoli. Sono degli arroganti".










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