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LA TEMPESTA ECONOMICA

Epifani: "Crisi, è in arrivo una valanga"
Berlusconi: "Pacchetto per le famiglie"

Il leader della Cgil: "Quadro pesante, c’è bisogno di un intervento di proporzione molto forte". Il premier annuncia che il decreto anti-crisi sarà in consiglio dei ministri mercoledì prossimo. Piazza Affari apre in rialzo, ma c'è incertezza

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Guglielmo Epifani, segretario della Cgil (foto Ap/LaPresse, Mauro Scrobogna) Roma, 20 novembre 2008 - "Dalla ricognizione che stiamo facendo in queste ore, esce fuori un quadro della crisi economica molto più pesante. Sta arrivando una valanga e quindi c’è bisogno di un intervento di proporzione molto forte". Ad affermarlo, nel corso di ‘Panorama del Giorno' su Canale 5, è il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani che evidenzia come regioni, come l’Emilia Romagna che finora "non aveva problemi, comincia ad averne dei seri".

 

Per Epifani, "ci vuole un intervento per favorire l’accesso al credito". Le banche, infatti, sottolinea il leader della Cgil, "hanno liquidità ma tendono a trattenere le liquidità e a non darle alle Pmi". Poi, rileva, "c’è una crisi forte dei consumi finali. Le famiglie, avendo meno soldi ed essendo preoccupati, spendono sempre meno e contemporaneamente cala la domanda dei beni intermedi, la parte di produzione che serve ad altre imprese". Per questo "bisogna sostenere la domanda".

 

E la domanda, osserva il leader della Cgil, "si sostiene con sgravi fiscali e con politiche sugli amortizzatori sociali diverse perchè corriamo il rischio di avere centinaia di migliaia di persone senza tutela". Per quanto riguarda l’offerta del credito, sottolinea Epifani, serve "un accordo molto serio con le banche restituendo così fiducia al settore bancario".

 

Auto in crisi. "Se gli Stati Uniti spenderanno 30 miliardi di dollari per sostenere la sua industria automobilistica e se la Merkel fa un’operazione simile in Germania - ha detto Epifani -, è chiaro che per reciprocità anche l’Italia dovrà sostenere l’industria dell’auto. Non deve essere il punto di partenza, ma se lo fanno gli altri non può non farlo l’Italia".










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