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Sacconi: "Aiuti in contanti alle famiglie
Detassare le tredicesime costa troppo"

Intervento 'cash' per pensionati poveri, fasce deboli e famiglie con tanti figli. L'appello del premier Berlusconi: "Chi può continui a spendere, no al pessimismo"

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pensioni e carovita: famiglie in difficoltà (Ansa ROMA, 24 novembre 2008 - UN INTERVENTO ‘cash’, per mettere subito soldi nelle tasche dei pensionati più poveri, delle fasce deboli e delle famiglie con tanti figli. Maurizio Sacconi, ospite della trasmissione Rai ‘In mezz’ora’, spiega che l’obiettivo del Governo non è tanto quello di permettere di fare qualche regalo di Natale in più, ma di dare «denaro fresco» a chi «ha bisogni primari, ai pensionati soli, alle famiglie con molti figli».

Insomma, a chi rischia di risentire più di tutti di una crisi «il cui peggio deve ancora avvenire», come ha avvertito ieri il Fondo monetario internazionale. Dunque, spiega il ministro del Lavoro, il decreto anti-crisi che sarà varato venerdì dal Consiglio dei ministri, conterrà «un contributo al reddito», non un bonus fiscale in senso stretto. Perchè questo significherebbe dilatare i tempi al prossimo anno, aspettando conguagli nella dichiarazione dei redditi di maggio o quant’altro.

E poi ci saranno più soldi per gli ammortizzatori sociali in modo da aiutare anche chi perderà il lavoro. I precari, innazitutto, che per la prima volta potranno usufruire in deroga di cassa integrazione e indennità di disoccupazione. Nulla da fare, invece per la detassazione delle tredicesime, «che pure è nel programma del Governo — ricorda Sacconi — ma costa dai 6 agli 8 miliardi e noi dobbiamo tenere conto del vincolo del debito pubblico».

SACCONI non si sbottona oltre, anche perchè oggi ci sarà l’incontro con le parti sociali («una consultazione vera»), mentre mercoledì si terrà il vertice europeo sul piano da 130 miliardi. Dunque tutto è soggetto a limature, se non a vere modifiche. Però il ministro è convinto della bontà del pacchetto da 4 miliardi per famiglie e imprese, tanto da dire: «Sono convinto che la Cgil ritirerà lo sciopero. Sono convinto perchè noi cercheremo di convincerla presentando un pacchetto di misure che possa rappresentare una ragione sufficiente per consentire a loro di dire: manteniamo pure la contestazione sull’impostazione generale della politica del Governo, ma abbiamo un argomento per riflettere sulle ragioni dello sciopero».


Affermazioni che nelle intenzioni devono suonare come distensive, ma la Cgil, fanno sapere poco dopo i segretari confederali Camusso Megale e Fammoni, «ritirerà lo sciopero solo se le risposte del Governo saranno all’altezza dei problemi. Se resteranno queste, lo sciopero generale è confermato».

DALL’ABRUZZO Berlusconi torna invece a lanciare un appello ai cittadini perchè non cambino le loro abitudini e continuino a spendere come prima: «Le imprese si reggono sui consumi. E’ perciò sui consumatori che dobbiamo fare leva perchè le dimensioni della crisi dell’economia reale non siano estreme. Solo questo può fermare il circolo vizioso del pessimismo che va interrotto con forti iniezioni di speranza e fiducia, guardando in faccia la realtà, come noi stiamo facendo. Solo i cittadini — insiste il premier — non cambiando le loro abitudini di vita e lo stile dei loro consumi, possono determinare la profondità della crisi economica. Sono loro gli arbitri della situazione».


Come dicevamo Sacconi non scende nel dettaglio su come dare tempestivamente denaro fresco alle fasce più deboli della popolazione. I tecnici del Lavoro e dell’Economia stanno ancora definendo le modalità di intervento e la platea degli aventi diritto. In ogni caso i pensionati monoreddito potrebbero trovare un ‘contributo’ nel momento in cui andranno a ritirare la pensione e le famiglie (si dovrebbe trattare di quelle con meno di 20 mila euro di reddito annuo) potrebbero invece ottenere una detrazione fiscale già nelle buste paga di dicembre. Nei giorni scorsi si parlava di un bonus da 150-900 euro a cui si accompagnerebbe un minor esborso da 60 a 130 euro per l’introduzione di tariffe agevolate per il gas. Quanto agli ammortizzatori sociali, dopo aver portato gli stanziamenti a 600 milioni, Sacconi conta di raggiungere quota un miliardo. Le imprese (oltre all’Iva di cassa) avranno invece la possibilità di detrarre dall’Ires la quota di costo del lavoro contenuta nell’Irap. Sacconi ha anche aggiunto che ci saranno «forme molto originali» per controllare che le banche garantiscano liquidità alle imprese.

di OLIVIA POSANI










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