Il provvedimento, che ora passa al Senato, dovrà garantire la stabilità del sistema bancario e la tutela del risparmio a fronte della crisi dei mercati finanziari in atto
Roma, 25 novembre 2008 - La Camera ha approvato il decreto salva-banche. Il testo passa ora al Senato. Il provvedimento per garantire stabilità sistema bancario ha ottenuto il via libera dell’Aula della Camera, varato dal governo ai primi di ottobre, il 'salva-banche', dovrà garantire la stabilità del sistema bancario e la tutela del risparmio a fronte della crisi dei mercati finanziari in atto. Il decreto passa adesso all’esame del Senato per la seconda lettura.
Dall’ingresso dello Stato nel capitale delle banche al commissariamento degli istituti di credito, dalle garanzie sui depositi e sulle passività delle banche alle operazioni di swap fino allo sblocco dei fondi dei conti correnti dormienti. Il decreto ‘salva-banche’ approvato dal governo ai primi di ottobre, in linea con le decisioni Ue, per garantire la stabilità del sistema bancario ha superato il primo giro di boa parlamentare. Fra le novità di Montecitorio, la decisione di limitare al solo 2009 la ricapitalizzazione pubblica e la garanzia statale sui finanziamenti erogati dalla Banca d’Italia. Viene prevista anche l’esclusione totale dei diritti di voto sulle azioni eventualmente possedute dal Tesoro.
Al momento le banche hanno fatto scarsissimo ricorso agli aiuti contenuti nel provvedimento. Una nuova tranche di interventi a sostegno del sistema finanziario e per garantire il credito alle imprese arriverà nel nuovo decreto anticrisi che il governo varerà venerdì. Sulla ricapitalizzazione degli istituti sarà prevista la sottoscrizione da parte del Tesoro di obbligazioni convertibili a fronte di un impegno a mantenere il credito per le Pmi.
STATO IN BANCHE: il ministero dell`Economia è autorizzato a entrare nel capitale delle banche che si trovano in situazione di inadeguatezza patrimoniale attraverso la sottoscrizione o la garanzia di aumenti del capitale sociale. E` prevista la verifica e l`autorizzazione della Banca d`Italia. Le risorse necessarie saranno individuate di volta in volta attraverso un Dpcm.
INGRESSO STATO SOLO IN 2009: con un emendamento presentato dalla commissione Finanze, proposto dal Pd, viene stabilito che il Tesoro potrà entrare nel capitale delle banche che presentano una situazione di inadeguatezza patrimoniale soltanto per il 2009.
NO DIRITTI VOTO TESORO: il Tesoro non potrà esercitare i diritti di voto sulle azioni delle banche nel capitale delle quali dovesse eventualmente entrare. Le azioni saranno privilegiate nella distribuzione dei dividendi rispetto a tutte le altre categorie di azioni. Tali azioni saranno riscattabili da parte dell’emittente a condizione che la Banca d’Italia attesti che l’operazione non pregiudica le condizioni finanziarie e di solvibilità della banca.
RICAPITALIZZAZIONE ANCHE PER GRUPPI BANCARI: la ricapitalizzazione pubblica delle banche vale anche per i gruppi bancari.
COMMISSARIAMENTO BANCHE: viene prevista la facoltà di avviare le procedure di amministrazione straordinaria e gestione provvisoria delle banche che presentano problemi di liquidità. Gli interventi di ricapitalizzazione pubblica sono ammessi anche per gli istituti di credito che si trovano in amministrazione straordinaria.
GARANZIE SUI DEPOSITI: viene integrata la disciplina vigente in tema di garanzia sui depositi, aggiungendo ai sistemi di natura privatistica già presenti dell`ordinamento la possibilità di rilascio da parte del Tesoro, di una garanzia statale a favore dei depositanti delle banche italiane.
SOLO PER 2009 GARANZIE FINANZIAMENTI: con due emendamenti della commissione approvati dalla Camera viene limitata al solo 2009 la garanzia statale sui finanziamenti erogati dalla Banca d’Italia alle banche italiane e alle succursali di banche estere in Italia per fronteggiare gravi crisi di liquidità.
OPERAZIONI DI SWAP: arriva un meccanismo di operazioni di scambio tra titoli di Stato e strumenti finanziari detenuti dalle banche.
PRESTITI BANKITALIA: si prevede la possibilità che la Banca d’Italia eroghi prestiti a fronte di crediti dati in pegno o ceduti.
GARANZIE SU PASSIVITA`: il Tesoro è autorizzato a concedere la garanzia dello Stato sulle passività (obbligazioni e titoli di debito) delle banche italiane purchè risultanti da operazioni successive alla data di entrata in vigore del decreto e con durata non superiore a cinque anni.
GARANZIE PER EUROSISTEMA: garanzie statali a favore di soggetti che mettono a disposizione delle banche italiane titoli stanziabili per operazioni di rifinanziamento per l`Eurosistema, a prescindere dallo strumento giuridico utilizzato.
CONTI DORMIENTI: viene sbloccato l’utilizzo dei fondi dei conti correnti dormienti ai fini sociali, consentendo di superare l’impasse del parere negativo del Consiglio di Stato. I circa 2 miliardi potranno essere distribuiti quindi alla social card, alle vittime dei crack Cirio e Parmalat e ai piccoli azionisti di Alitalia.
BANCHE POPOLARI: due emendamenti di Pd e Lega ripristinano il voto capitario per le banche popolari.
PIU` TRASPARENZA:saranno istituiti appositi conti presso la Tesoreria statale per aumentare la trasparenza delle operazioni.
CAPITOLI BILANCIO AD HOC: i flussi finanziari relativi agli interessi sui titoli oggetto di scambio (titoli di stato e strumenti finanziari detenuti dalle banche) dovranno essere registrati in appositi capitoli di entrata e di spesa del bilancio dello Stato.
RELAZIONE AL PARLAMENTO: il ministro dell’Economia ogni tre mesi dovrà trasmettere una relazione al Parlamento sull’attuazione degli interventi previsti dal decreto.
PIU` TEMPO PER DECRETI ATTUATIVI: più tempo, da 30 a 60 giorni, per l’emanazione dei decreti attuativi da parte del ministro dell`Economia. Inoltre, secondo un emendamento del Pd approvato dall`Aula nella messa a punto dei decreti il ministro dovrà acquisire il parere da parte delle commissioni parlamentari competenti.