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IL CASO ENGLARO

Napolitano: "Serve una legge sul fine vita"
Sacconi: "Non assisteremo passivamente"

Papà Beppino mantiene il consueto riserbo e non commenta le polemiche. Il Presidente della Repubblica: "Intervento legislativo non più procrastinabile". Il ministro del Welfare risponde a Famiglia Cristiana: "Mi sembra che la posizione di questa maggioranza politica a difesa della vita sia molto chiara"

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Eluana Englaro (foto Ap/LaPresse) Milano, 24 novembre 2008 - Oggi Eluana Englaro compie 38 anni. Gli ultimi 17 li ha passati in stato vegetativo. Il papà Beppino continua a mantenere il consueto riserbo e non commenta nessuna delle dichiarazioni degli ultimi giorni, nemmeno la proposta del medico radicale Silvio Viale di non pensare ad auguri o torte per il compleanno di Eluana, quanto piuttosto al distacco del sondino che la nutre.

PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Per Giorgio Napolitano il caso Englaro mette in luce la necessità di una legge sul fine vita che «sia fondata su adeguati punti di equilibrio tra i fondamentali beni costituzionali coinvolti». Lo afferma il Capo dello Stato in una lettera indirizzata al presidente del Movimento per la Vita Carlo Casini, in risposta al suo appello per Eluana. Alla necessità di una tale legge, per il Presidente, «si congiunge ovviamente quella del massimo sforzo di convergenza, in Parlamento, tra i diversi modi di vedere l’intervento legislativo fattosi ormai indispensabile e non più procrastinabile».

 

MINISTRO WELFARE E proprio sul caso di Eluana e sulla questione del testamento biologico è intervenuto da Arezzo, Maurizio Sacconi. "Mi sembra che la posizione di questa maggioranza politica a difesa della vita sia molto chiara", ha detto rispondendo ai giornalisti che gli domandavano un commento sulle affermazioni di Famiglia Cristiana. "Credo - ha concluso Sacconi - che non potremo assistere passivamente al venir meno dei diritti fondamentali della persona, come quello all’idratazione e all’alimentazione".
 










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