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ACCATTONAGGIO

Maroni: "Toglieremo i figli
a chi li obbliga a mendicare"

Il ministro: Reprimere lo sfruttamento dei minori è una priorità. Sì bipartisan alla proposta di Rutelli

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Roberto Maroni (foto LaPresse) Roma, 4 dicembre 2008 - IL MONITO della Chiesa ("l’elemosina è un diritto") resta lì a interrogare le coscienze, ma su mendicanti e accattoni la politica sembra muoversi con decisione e in modo bipartisan. Il ministro Maroni annuncia che è una priorità del Governo la lotta contro il fenomeno dell’accattonaggio e del racket dei minori, mentre sull’altra sponda politica Francesco Rutelli (Pd) promette sostegno e chiede sia raccolta la proposta di togliere la potestà genitoriale a chi sfrutta i bambini e li costringe a mendicare nelle strade. A corollario ci sono le decine di ordinanze dei sindaci contro l’accattonaggio. dalla "rossa" Modena che si dotò di questo strumento per debellare il racket dei lavavetri, alla leghista Verona, al Nordest (Venezia, Padova, Trieste), a Firenze , ai centri del turismo internazionale (Cortina, Sanremo, Alassio, Assisi).

MA C’È IL RISCHIO di incorrere nella tentazione di "chiudere gli occhi davanti al bisogno, o di guardare da un’altra parte?" come ricorda il cardinale Renato Martino, presidente del consiglio vaticano Giustizia e pace, che nei mesi scorsi, mentre fioccavano le ordinanze contro i "mendicanti molesti", ammoniva a "combattere il racket dell’elemosina senza ledere il diritto di chiedere aiuto".L’azione di "prevenzione e repressione di ogni forma di sfruttamento minorile" è una "priorità dell’attività di governo" ha detto il ministro dell’Interno Roberto Maroni, rispondendo al question time alla Camera a un’interrogazione della Lega su come il governo intendesse intervenire per porre fine al fenomeno dell’accattonaggio.

"QUELLO dell’accattonaggio dei minori è un fenomeno preoccupante e coinvolge non solo i rom, ma anche i minori marocchini e dell’est europeo e costituisce un business in continua crescita. Il giro d’affari che ne deriva — ha detto Maroni — attira le organizzazioni criminali che coinvolgono bambini di tutte le età e che vengono utilizzati anche per la commissione di reati, fino al loro possibile inserimento nei circuiti criminali della prostituzione, della pedofilia, del lavoro forzato". Per questo il Viminale ha come priorità la repressione di ogni forma di sfruttamento minorile. Cosa che "si è visto fin dall’inizio dell’attività di governo" ha proseguito il ministro, citando l’inasprimento delle pene previsto nel "pacchetto sicurezza". Maroni si è poi espresso su quanto proposto da Rutelli, cioè la misura estrema di togliere i figli a chi li sfrutta e maltratta.

"TOGLIERE la potestà genitoriale a chi impiega i figli minorenni nell’accattonaggio — chiede Rutelli — Quelli Rom sono bambini che hanno gli stessi diritti dei nostri figli, quindi ora nella proposta di legge in discussione al Senato si può introdurre questa norma per creare condizioni più severe". Il ministro dell’Interno ha espresso condivisione e quindi si preannuncia una convergenza sul tema. "È un’ottima proposta — ha detto — che ha il consenso del Governo".

AL VIMINALE Maroni ha presieduto una riunione con i commissari per l’emergenza rom "per definire le politiche, le azioni e le strategie che consentano di garantire ai bambini che abbiamo identificato nei campi nomadi abusivi, un processo di scolarizzazione e di socializzazione che finora è sempre stato negato". Riunione che ha stabilito un gruppo di lavoro interministeriale (Interno, Lavoro, Salute e Politiche Sociali, Istruzione, Università e Ricerca e Unicef) con il compito di elaborare entro un mese un piano di attuazione degli interventi successivi al censimento effettuato in estate. Quindi si procederà alla chiusura dei campi non autorizzati, alla realizzazione dei "villaggi attrezzati e soprattutto all’avviamento a scuola dei minori nomadi, che sono circa la metà di coloro che vivono negli insediamenti.

 

di ETTORE TAZZIOLI










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