‘’Guarda caso nel 2008 ripete la stessa manovra del 2004 - spiega monsignor Bruno Stenco - taglia per tre anni consecutivi 130 milioni di euro alla scuola cattolica". Vegas: "Possono stare tranquilli"
CITTA’ DEL VATICANO, 5 dicembre 2008 - Verranno ripristinati i fondi per le scuole private. Con un emendamento del relatore al ddl Bilancio vengono stanziati 120 milioni per il 2009. Il taglio originario era di circa 130 milioni di euro. Lo annuncia il sottosegretario all’Economia, Giuseppe Vegas, che tranquillizza i vescovi che oggi hanno lanciato l’allarme: “Possono stare tranquilli, possono dormire su quattro cuscini”.
LA PROTESTA DEI VESCOVI
I vescovi si schierano contro il governo, e in particolare contro il ministro dell'Economia Tremonti, 'reo' di aver deciso nuovi tagli alla scuola paritaria.
La Cei rimprovera al governo di colpire di nuovo la scuola cattolica: ‘’Guarda caso nel 2008 ripete la stessa manovra del 2004: taglia per tre anni consecutivi 130 milioni di euro alla scuola cattolica. E’ un film gia’ visto: si continua a colpire il sistema paritario’’, afferma monsignor Bruno Stenco, direttore dell’Ufficio nazionale della Cei per l’educazione, la scuola e l’universita’.
’’Nel 2000 - attacca Stenco - la legge sulla parita’ scolastica ha previsto un contributo di 530 milioni di euro per tutto il sistema delle scuole paritarie, mentre la spesa per la scuola statale e’ di 50 miliardi. Il contributo, dello 0,1 per cento, e’ quindi gia’ irrisorio’’.
’’Nel 2004 - proseguite il vescovo - per tre anni consecutivi Tremonti ha tagliato 154 milioni sui 530 di contributo totale, cioe’ il 33 per cento. E ora il ministro ripete la stessa manovra’’.
E di fronte al rischio di chiusura di alcuni istituti, i vescovi aprono una ‘’crisi’’: presto ‘’le federazioni delle scuole cattoliche si mobiliteranno in tutto il Paese’’.
Secondo monsignor Stenco ‘’Qui si vuole la scuola statale e la scuola commerciale, lo stato e il mercato ma non il privato sociale che rappresentiamo noi e che fa la scuola non per interesse privato, ma per interessi pubblici’’. ‘’Tra stato e mercato - si e’ chiesto il vescovo - perche’ colpire proprio il privato sociale?’’.
’’Non e’ il taglio da 130 milioni di euro di adesso che fa scoppiare la scuola cattolica - aggiunge Stenco -. Il punto e’ che sono dieci anni che il finanziamento si e’ inceppato. Puo’ una scuola parrocchiale, ad esempio, permettersi ogni anno una passivita’ di 20,25 mila euro? Dopo 10 anni che cosa e’ divenuta? 250 mila euro. E il contributo dello Stato - ha concluso - serve a malapena a pagare gli stipendi’’.