Via alla contestata riforma: dal prossimo anno cambiano elementari e medie, per le superiori bisogna aspettare il 2010. E dal 2011 i docenti migliori potranno ricevere un premio di produttività
ROMA, 19 dicembre 2008 - MAESTRO prevalente, ore di sessanta minuti senza sconti, colpo di scure sui corsi di specializzazione di licei e istituti tecnici. E soprattutto più lingua inglese per tutti. Un insegnamento, questo, che accompagnerà gli studenti dalle elementari all’ultimo anno delle scuole superiori. E, ciliegina sulla torta, premio di produttività agli insegnanti.
Scuola, si cambia. Il Consiglio dei ministri ha dato ieri via libera ai regolamenti attuativi della riforma: elementari e medie cambieranno dal primo settembre 2009, le superiori dal primo settembre 2010 per consentire alle scuole di «conoscere la riforma e farla conoscere alle famiglie».
NON UN rinvio, ma «un atto di buonsenso, per evitare l’incomprensione sui provvedimenti che in passato c’è stata — spiega il ministro Mariastella Gelmini, illustrando il provvedimento al termine della riunione collegiale —, nessuna marcia indietro. Dopo la riforma Gentile del 1923, siamo di fronte a una nuova riforma di tutti i cicli, dalla scuola d’infanzia alle superiori». Quali sono i provvedimenti più significativi? Dal prossimo anno scolastico, a partire dalla prima classe, alle elementari verrà soppresso il modulo a più maestri degli anni ‘90 e un unico insegnante sarà il punto di riferimento educativo e formativo per il bambino.
«IL MAESTRO unico è assolutamente compatibile con il tempo pieno — ha chiarito Gelmini —. La libertà di scelta delle famiglie non sarà sulla tipologia del maestro, ma sul quadro orario». Mamme e papà potranno scegliere, infatti, tra i due modelli base che prevedono un unico maestro di riferimento — 24 e 27 ore — oppure potranno richiedere, sulla base dell’organico assegnato alla scuola, uno dei modelli a richiesta: fino a 30 ore, con attività facoltative o opzionali; il tempo pieno a 40 ore. Per venire incontro alle esigenze delle famiglie si introduce nella scuola dell’infanzia la possibilità di anticipare l’iscrizione a 2 anni e mezzo.
Alle medie si introduce la possibilità di usufruire dell’«inglese potenziato»: se le famiglie lo desiderano le ore passano da 3 a 5. Corsi di italiano per stranieri.
Per quanto riguarda le superiori, nascerà il liceo musicale-coreutico e quello delle scienze umane (le ex magistrali), ma ci sarà una drastica riduzione degli indirizzi di studio: nei licei passeranno da 510 (a far lievitare il numero sono le ‘sperimentazioni’) a 9, negli istituti da 204 a 11. Infine, più matematica e scienze in tutte le scuole. Con ore piene di 60 minuti. Allo scientifico si continuerà a insegnare il latino; negli istiuti tecnici una materia dell’ultimo anno sarà insegnata in inglese. Ai docenti più bravi, fino a 7mila euro di premio l’anno.
I DECRETI intascano l’assenso del Movimento genitori ma non placano le polemiche. I Cobas criticano l’adozione del maestro prevalente, «un simil-maestro unico affiancato da insegnanti del tutto marginali nella conduzione della classe». La Cgil sottolinea che si è giunti all’approvazione «senza che sia stata data possibilità al sindacato di discutere». Anche le Regioni lamentano di non essere state ascoltate, stesso rilievo sottolineato da Rete degli studenti e Azione Studentesca.
di DARIO C. NICOLI