Il gip Luca De Ninis ha notificato a Luciano D'Alfonso la revoca della misura cautelare dopo dieci giorni di arresti domiciliari con l'accusa di aver incassato tangenti. Veltroni: "Fatto gravissimo"
Roma, 24 dicembre 2008 - Il gip del Tribunale di Pescara, Luca De Ninis, ha disposto la revoca degli arresti domiciliari per il sindaco di Pescara Luciano D’Alfonso.
"Luciano, Luciano": è l’invocazione delle decine di persone che si trovano sotto la casa di Luciano D’Alfonso, per chiedere al sindaco di affacciarsi al balcone dopo aver appreso la notizia della revoca degli arresti domiciliari. Tra le persone presenti anche l’attuale presidente del Consiglio regionale d’Abruzzo, Roselli.
Luciano d’Alfonso si è affacciato al balcone e piange. La gente continua ad applaudirlo e ad invocare il suo nome.
LA DECISIONE DEL GIP
"In termini di gravità indiziaria il quadro accusatorio, già integralmente condiviso nel momento dell’adozione delle misure cautelari, rimane nel suo complesso confermato (ed anzi sotto taluni aspetti rafforzato), con la sola eccezione della posizione di Marco Molisani, anche all’esito degli interrogatori di garanzia e delle ulteriori attività di indagine versate dal Pm". Lo afferma il gip del tribunale di Pescara Luca De Ninis nell’ordinanza con la quale ha disposto la remissione in libertà di Luciano D’Alfonso. Secondo il Gip nonostante "la sopravvivenza del quadro istruttorio e ribadita la gravità del quadro indiziario come originariamente ritenuto nell’ordinanza e con le precisazioni derivanti dalle ulteriori acquisizioni esaminate» non sussiste più il pericolo di inquinamento probatorio ascritto a D’Alfonso".
VELTRONI
"Quello che è avvenuto a Pescara è gravissimo. Esprimo a D’Alfonso, che torna pienamente libero, la mia soddisfazione. Ma la vicenda ha dentro di sè gravi implicazioni che meritano una riflessione più compiuta, che ci riserviamo di fare fin dalle prossime ore". Lo ha detto Walter Veltroni, segretario del Pd.